Tante adesioni
per lo sciopero
dei metalmeccanici

Fiat-Mirafiori, la mobilitazione a Macerata
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Aldo Benfatto, Rossella Marinucci e Carlo Cesca

di Lucia Paciaroni

La scelta della Fiat alle carrozzerie di Mirafiori attraversa tutta l’Italia. Altissima l’attenzione anche a Macerata: lo conferma la grande richiesta di assemblee all’interno delle aziende e le continue adesioni allo sciopero generale del 28 gennaio.

“Un accordo senza precedenti – lo definisce così Rossella Marinucci, segretaria generale Fiom-Cgil Macerata – La vicenda è vissuta con grande interesse anche dai lavoratori del nostro territorio. Nelle prossime due settimane si terranno trenta assemblee, altre sono state già fatte nelle aziende metalmeccaniche. Chi lavora in questo campo, conosce l’impatto di pause e turni su salute e vita personale. Ci contattano anche lavoratori di altri settori, ma anche realtà come associazioni di studenti e centri sociali ”.

In programma anche un incontro con il segretario nazionale Fiom Maurizio Landini e una raccolta firme aperta a tutti. Il 20 gennaio, ad Ancona, Landini incontrerà i rappresentanti sindacali Fiom e la sera si confronterà con la rete dei centri sociali al Tnt di Jesi.

Per il 28 gennaio è convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici, “una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardi dei diritti nei luoghi di lavoro”. “Le adesioni arrivano di continuo, in provincia contiamo di riempire cinque pullman per Ancona – spiega Marinucci – Ci stiamo impegnando molto affinchè lo sciopero riesca e per garantire la democrazia nei luoghi di lavoro, mantenendo ovviamente la nostra presenza nel maceratese, dove la crisi non si è fermata. Ci sono rinnovi di richieste di ammortizzatori sociali, numerosi incontri nelle aziende, molti per la gestione degli strumenti di flessibilità dell’orario. Ci stiamo lavorando, è facile dire che siamo quelli che dicono sempre no”. La Marinucci fa poi alcuni esempi: “Allo stabilimento Iltec e Samp di Montecosaro stiamo cercando di ripartire dalle ceneri. Così come lavoriamo per la ripresa di Vitaviva di Castelraimondo, dove ci sono stati licenziamenti pesanti, e per lo stabilimento Antonio Merloni di Matelica, che vede un nuovo assetto proprietario”.

“Siamo impegnati in quattro, cinque assemblee al giorno – sottolinea Carlo Cesca, della segreteria Fiom – Cgil – I lavoratori vogliono capire bene cosa sta succedendo, anche chi non è iscritto al sindacato”. “Un accordo inaccettabile da un punto di vista democratico – commenta Aldo Benfatto, segretario generale Cgil Macerata – Chi non firma, è fuori, non è rappresentato. Su questo anche Confindustria deve riflettere. I lavoratori sono disponibili a ragionare, ma senza limitare i loro diritti fondamentali. Vediamo, per esempio, che anche alcune aziende del maceratese chiedono lo sfruttamento massimo degli impianti e ci stiamo ragionando, pensando a turni a scorrimento, ma le risposte si danno senza calpestare i diritti delle persone”.



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