Orim: la gente di Piediripa ora ha paura
e teme per la propria salute

Sulla questione aperto un fascicolo dalla Procura di Macerata
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Gino Ramaccioni dell’associazione Cluentum

 

di Alessandra Pierini

Aria irrespirabile e un forte odore di metano sono i due elementi che hanno caratterizzato due diversi episodi che hanno visto protagonista la Orim, azienda di smaltimento rifiuti di Piediripa con sede in via Concordia. Il primo risale al 22 ottobre quando fuoriuscirono da un fusto sostanze che resero l’aria fetida e molti residenti della zona furono costretti a tapparsi in casa per l’odore insopportabile. L’altro la scorsa settimana: il 31 dicembre molti hanno avvertito un insolito odore di gas. In particolare a dare l’allarme sono stati i dipendenti dei vicini uffici della Provincia e i responsabili del centro commerciale Valdichienti.I Vigili del Fuoco hanno poi accertato che un dipendente della Orim aveva aperto un fusto proveniente da Viterbo che riportava un’indicazione errata in etichetta . La causa della puzza è sempre la stessa, il tetraidrotiofene, sostanza usata per aromatizzare il gas metano. La Procura della Repubblica ha aperto, in seguito al primo episodio, un fascicolo e l’inchiesta dovrà stabilire se ci sono delle responsabilità in merito all’accaduto.

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Residenti e titolari delle aziende vicine alla Orim appaiono ormai rassegnati e pur continuando a domandarsi se davvero non esista una soluzione al problema, si sentono impotenti rispetto allo stesso.
«L’altra volta all’aperto non riuscivamo a stare – ci racconta Beniamino Pagliaccio, riferendosi all’episodio di ottobre – ma nei giorni scorsi sembrava più che altro una fuga di gas». Gli fa eco Renzo Landi, titolare di un rifornimento proprio nei pressi della Orim «Molti clienti hanno fatto il pieno di metano, sono andati al centro commerciale e sono tornati da me a lamentarsi perché pensavano che il metano uscisse dalle loro auto. Ho terminato due bombolette per verificare le eventuali perdite che naturalmente non c’erano, il mio gas era a posto». Un dipendente di Renzo Landi incalza: «Quando sento l’odore della torrefazione della Romcaffè sono tranquillo ma ad ottobre sono stato costretto a tornare a casa dal lavoro, qui non si stava».

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I silos della Cerealicola srl e sullo sfondo lo stabilimento della Orim

La direzione del vento è determinante nell’espansione del cattivo odore e questa volta ad avere la peggio sono stati i cittadini di San Claudio: «Eravamo convinti che fosse una fuga di gas all’interno della nostra abitazione – ci racconta  Ezio Seghetta- abbiamo controllato ma da noi era tutto a posto. Ad ottobre invece non si riusciva proprio a respirare».  Germana Riccitelli, anche lei residente a San Claudio, si lamenta: «Siamo investiti  dall’odore dei rifiuti e da quello degli allevamenti. Speriamo che almeno non facciano male alla salute». Proprio accanto allo stabilimento della Orim ci sono i silos dei cereali della Cerealicola srl. E’capitato che il carico dei cereali producesse delle polveri: «Ci hanno telefonato  dalla Orim – racconta Vittoria Torresi, mamma del titolare – per sapere da dove venisse la polvere. Da noi un po’ di cattivo odore si sente sempre ma il 31 il vento ci ha graziato e abbiamo sentito molto poco».

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Beniamino Pagliaccio

Al centro commerciale Valdichienti il 31 dicembre si è rischiata l’evacuazione: «Abbiamo immediatamente chiuso tutti gli impianti – ci spiegano gli addetti- quindi una volta prese tutte le precauzioni del caso eravamo piuttosto tranquilli».

Sandro Quarchioni risiede e lavora a Piediripa: «Ormai ci abbiamo fatto il naso – ci dice – sono anni che andiamo avanti così. La puzza si sente spesso e a diverse ore del giorno. C’è un continuo flusso di automezzi di giorno e di notte, mio zio li ha persino contati e sono moltissimi».

Gino Ramaccioni è il presidente della neonata associazione Cluentum e se la prende con il sistema di rilascio delle autorizzazioni: «La nostra frazione è nata con una vocazione agricola, è vero che chi ha fabbricato negli ultimi anni ha trovato la Orim ma è anche vero che sono state rilasciate autorizzazioni persino per un centro commerciale. Non me la prendo assolutamente con chi ha un’azienda ma credo sia il momento di verificare se ci sono gli estremi per la convivenza anche perché episodi come quello della settimana scorsa cominciano a ripetersi un po’ troppo spesso. Bisognerebbe anche installare due centraline per l’analisi dell’aria sia nei pressi della rotatoria che vicino al centro commerciale. Sarebbero due punti strategici per capire la reale situazione».

(foto di Guido Picchio)

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Il centro commerciale Valdichienti

 

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