La bellezza di Macerata
sbalordisce chi la scopre

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Macerata dall'alto (foto di Guido Picchio)

di Giancarlo Liuti
“Nell’Italia di fine estate, ‘sì bella e perduta’ fra i pochi metri di un quartierino di Montecarlo e nel fango dei ricatti e della corruzione, splende il Paese che incanta gli stranieri, che distoglie gli italiani dagli orrori della politica e dalla palude della volgarità, e fa sperare che in tanta bellezza volutamente sprezzata e dimenticata non tutto sia perduto. A Macerata, in questa maestosa, rosata città settecentesca, alta sui grandi spazi di una campagna dolce e luminosa, sono arrivate in pellegrinaggio culturale migliaia di persone attratte soprattutto dal celebre Sferisterio Opera Festival in uno dei luoghi più magici del mondo”.

Queste cose le ha scritte Natalia Aspesi, figura di primissimo piano nel giornalismo culturale e di costume, su un’intera pagina di ‘Repubblica’. Venuta per la prima volta da noi per assistere al ‘Faust’ di Gounod, erano sì da aspettarsi giudizi lusinghieri sulla nostra arena e sull’allestimento teatrale di Pier Luigi Pizzi, ma le sue espressioni sulla bellezza di Macerata e del suo territorio sono il frutto evidente di qualcosa che l’ha sorpresa e non ci sarebbero state se non le fossero spontaneamente e sinceramente venute dal profondo dell’animo. Che dire poi di un’altra intera pagina, stavolta del ‘Corriere della Sera’, nella quale si riferisce che secondo una popolare rivista statunitense le Marche sono la ‘nuova Florida’ e uno dei “cinque paradisi al mondo?”

Intendiamoci, Macerata non è certo un simbolo planetario di avvenenza, ma ciò che ha impressionato la Aspesi è stato il confronto fra l’atmosfera non solo estetica della nostra città (un’atmosfera a più facce, diremmo civile) e la bruttezza (anch’essa a più facce, diremmo incivile) che ha aggredito e sta aggredendo tanti altri luoghi un tempo famosi per la loro bellezza. Un’aggressione che c’è stata anche da noi, ma non è ancora riuscita – nel centro storico, nel paesaggio e in tanti paesi dell’entroterra – ad avere il sopravvento. Dobbiamo andarne orgogliosi? Sì, ma soprattutto vigili, perché la malapianta del cemento e dell’asfalto – intesa non già come equilibrata portatrice di benessere sociale, ma come appetito di illusori vantaggi immediati a scapito di una illuminata visione del futuro – va ostacolata con scelte politiche cui non può e non deve mancare una profonda riflessione sul tanto che si rischia di perdere e sul poco che sembra di poter guadagnare.

Al di là di specifiche questioni come la lottizzazione Valleverde, il Suap Giorgini e altre, è questo il senso dell’appello che da molte parti si è ultimamente levato in difesa – e noi, personalmente, vi abbiamo contribuito – di quel valore onnicomprensivo in cui si esprime il concetto di bellezza. Fino a qualche anno fa, questo valore era bandiera di esigue minoranze di intellettuali cui risultava sin troppo facile – e comodo – attribuire la vana astrattezza di posizioni da radical-chic. Oggi non più. Esso va conquistando spazio anche fra la cosiddetta gente comune, finalmente consapevole che un albero vale più di un mattone. Un appello che non ci stanchiamo di rivolgere al sindaco Carancini, alla sua giunta e alla sua maggioranza consiliare, non perché in quelle sedi la si pensi diversamente – ma, forse, non compattamente – ma perché certe scelte hanno bisogno di un costante sostegno dal basso. Occorrono risorse? Certo. Ma, come dimostrano i dati sull’afflusso record di turisti anche stranieri a Palazzo Buonaccorsi, la bellezza costa e poi paga.

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L’intervento dell’assessore regionale Pietro Marcolini: “La lirica marchigiana esempio di buona cultura, positivi giudizi sulla stampa nazionale”.
‘La buona cultura’. E` la prima riflessione ‘che mi giunge spontanea ‘ ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini – dopo aver letto, tutto d’un fiato, il bell’articolo che Natalia Aspesi dedica alla lirica marchigiana per un’intera pagina de La Repubblica’. Nell’articolo, afferma l’assessore, viene evidenziato come le produzioni liriche delle Marche, ‘pur con le ristrettezze finanziarie a tutti note’, siano di assoluta qualita`. ‘Le istituzioni culturali e le direzioni artistiche svolgono un lavoro di eccellenza in una regione che ha saputo e voluto mirabilmente conservare oltre 70 teatri storici di tradizione. La cultura e gli eventi culturali rappresentano, pertanto, uno strumento forte di promozione dell’offerta turistica e del territorio. Le Marche, inoltre (anche se non detto espressamente, ma lasciato ben intendere), sono un qualificato modello da imitare per il resto del Paese, per come la cultura viene prodotta e sapientemente utilizzata, sia che abbia come destinatario il turista attento ed esigente, sia che venga destinata alla comunita` locale per favorire un processo di crescita culturale diffusa’. I giudizi espressi da una delle piu` importanti giornaliste italiane, continua Marcolini, ‘ci lusingano e ci rafforzano nella convinzione che quella intrapresa sia la giusta direzione. Nei giorni scorsi, d’intesa e con la convinta adesione degli assessori provinciali, abbiamo dato vita a un documento programmatico che definisce una nuova architettura di sistema per l’intero comparto della cultura. Il processo intrapreso dal Governo regionale, di ammodernamento complessivo delle politiche culturali, vedra` protagoniste soprattutto le istituzioni culturali del territorio, alle quali va sicuramente riconosciuto il merito di aver creato, negli anni, realta` importanti e apprezzate. La Regione svolgera`, in stretta collaborazione con le Province e con i Comuni, un’intensa attivita` di coordinamento, finalizzata a una migliore razionalizzazione della spesa e distribuzione delle risorse, agendo anche quale soggetto di stimolo e di propulsione nella ricerca di canali di finanziamento innovativi e aggiuntivi rispetto alla spesa storica. La cultura, per scelta politica ragionata e convinta, e` destinata a diventare elemento essenziale per la realizzazione di politiche integrate di valorizzazione del territorio regionale. L’obiettivo e` quello di riqualificare non solo la spesa culturale, elevando ulteriormente la gia` cospicua qualita` artistica dell’offerta, ma anche quello di operare nell’ottica di un nuovo e piu` adeguato modello organizzativo complessivo, che faccia della cultura un fattore strategico di crescita produttiva ed economica della nostra regione, rispetto a molti altri settori, primo fra tutti il turismo. In questo processo vanno coinvolti tutti gli attori, pubblici e privati, che partecipano alle scelte decisive e prioritarie per promuovere la cultura come fattore di crescita civica e di occupazione qualificata. Il lavoro fruttuosamente svolto in questi primi mesi ha consentito l’avvio di questo processo di riforma che, calato fino alle radici del sistema, e` destinato a produrre, senza infingimenti e ipocrisie, un reale rinnovamento nelle scelte programmatiche, nella prassi amministrativa, nei comportamenti e nei contenuti, nell’azione quotidiana di tanti soggetti, piccoli o grandi che siano. Siamo partiti dalla testa del sistema, coinvolgendo in questa vigorosa attivita` di riordino le istituzioni culturali piu` importanti e significative, ma la volonta` e` quella di estendere quest’azione di profondo rinnovamento a tutto il sistema, affinche` la cultura diventi una vera e propria opportunita` per tanti e sia un valore condiviso e portante della nostra coscienza di cittadini. Solo cosi` riusciremo a contrastare, modificandolo, l’irresponsabile disimpegno del Governo nazionale nel campo della Cultura’



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