Massimo Cacciari
e il vescovo Giuliodori
per l’inaugurazione del SOF

Conferenza inaugurale alle ore 18. Alle 21 "Il Vespro della Beata Vergine" al San Paolo

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Massimo-Cacciari

Lo Sferisterio Opera Festival 2010 si apre domani giovedì 29 luglio alle ore 18 presso l’Auditorium San Paolo con la conferenza inaugurale di Massimo Cacciari sul tema “A maggior gloria di Dio” e alle ore 21 ancora all’Auditorium San Paolo con il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, opera sacra pubblicata a Venezia nel 1610, lo stesso anno della scomparsa di Padre Matteo Ricci. Il filosofo veneziano propone una riflessione sul tema portante della Stagione Lirica che celebra il IV centenario della scomparsa di Padre Matteo Ricci, il primo uomo a stabilire un ponte religioso e culturale fra l’Occidente e la Cina.

Alle ore 12, presso gli Antichi Forni per gli Aperitivi Culturali, S. E. Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo della Diocesi di Macerata–Tolentino–Recanati–Cingoli–Treiaparlerà di “Padre Matteo Ricci: una vita a maggior gloria di Dio”. L’incontro metterà in relazione la vita del gesuita maceratese con il “Vespro della beata Vergine” di Claudio Monteverdi.  Mentre padre Ricci moriva in Cina, il compositore Claudio Monteverdi (Cremona 1567-Venezia 1643) stava terminando di correggere le bozze di quello che diventerà il suo celebre “Vespro della beata Vergine”, che fu pubblicato nel settembre del 1610.

“Il misterioso filo che unisce questi due personaggi – ha detto recentemente mons. Giuliodori, durante la conferenza stampa del Sof ad Ancona, nella sede della Regione – in una suggestiva trama di fede e arte, è la Vergine Maria. Sarebbe impossibile, infatti, comprendere la figura di padre Matteo Ricci al di fuori del suo profondo legame con la Madre di Gesù; non poteva esserci, pertanto, modo migliore per onorare il IV centenario della sua morte. Per una singolare coincidenza – ma nulla, per la provvidenza divina, accade a caso e molte cose si comprendono a distanza di tempo, anche di secoli – Monteverdi compone questo capolavoro proprio nel 1610, fornendoci inconsapevolmente, e da contesti apparentemente diversi e senza nesso tra loro, i codici spirituali per scandagliare in profondità l’animo e l’opera del gesuita maceratese, che alla
Beata Vergine deve la sua vocazione e a lei renderà onore, più di ogni altra cosa, nella sua missione in Cina”.

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Per il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi l’appuntamento è alle ore 21 all’Auditorium San Paolo. Il Vespro della Beata Vergine è un indiscusso capolavoro della musica sacra di tutti i tempi ed una partitura monumentale di straordinario fascino, pubblicata a Venezia nel 1610, lo stesso anno della scomparsa di Padre Matteo Ricci cui è dedicata questa edizione dello Sferisterio Opera Festival.

La composizione sacra è affidata a Marco Mencoboni musicista maceratese di fama internazionale, allievo di Gustav Leonhardt (uno dei pionieri della filologia barocchista), e particolarmente attivo nel recupero delle antiche prassi esecutive. Alla guida del Complesso vocale e strumentale del Cantar Lontano, si cimenterà nell’utilizzo della tecnica del “Cantar lontano”, una straordinaria tecnica vocale marchigiana dei primi del ‘600 che si realizza disponendo strategicamente i cantori nello spazio, a creare uno spettacolare effetto di suono diffuso.

La composizione verrà eseguita seguendo l’edizione originale; spiega Marco Mencoboni: “Siamo partiti dall’unica fonte importante, la stampa del 1610 di Ricciardo Amadino, conservata integra solo presso il Civico Museo Bibliografico di Bologna. Abbiamo preso quelle parti come se fossero fresche di ritrovamento, come se nessuno le avesse mai eseguite e ascoltate, ed abbiamo applicato il nostro metodo: leggere dalle parti originali, dove ogni cantore o strumentista ha a disposizione solo la sua linea, seguendo le indicazioni lì riportate”.

L’inaugurazione allo Sferisterio sabato 30 luglio alle ore 21 con il nuovo allestimento di Faust di Charles Gounod


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