Meschini passa la palla a Carancini
e conferma l’interesse per l’Arpam

L'INTERVISTA. Dieci anni da sindaco di Macerata

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di Alessandra Pierini

Giorgio Meschini è ancora ufficialmente Sindaco di Macerata, in attesa della proclamazione  di Romano Carancini che dovrebbe avvenire tra oggi e domani. Meschini è stato per 10 anni Sindaco di Macerata dopo aver vinto nel 2000 il ballottaggio con Vitaliana Vitaletti ed essersi riconfermato nel 2005 con il 59,4% dei voti ottenuti al primo turno.

Meschini, lunedì dopo l’elezione del nuovo Sindaco ci è sembrato sollevato. E’ una nostra impressione?
“Direi di sì… non sono nè sollevato, nè rattristato, non provo in questo momento particolari sentimenti, nè nostalgia, nè liberazione. Sapevo che il mio incarico sarebbe finito e lo vivo con grande normalità.”

Come spiega tanta insoddisfazione nei confronti della sua amministrazione?
“Direi che l’insoddisfazione è tutta da dimostrare, nell’ultimo sondaggio fatto qualche mese fa mi veniva attribuito il 53% del gradimento dei maceratesi e mi sembra ottimo.”

Crede che il risultato del ballottaggio abbia espresso il malcontento dei maceratesi?
“No, ha espresso piuttosto la capacità del centro destra di motivare e movimentare gli elettori poichè i dati elettorali non sono stati esaltanti neanche per loro. In fondo al ballottaggio hanno guadagnato 200 voti. Il centro sinistra non è stato altrettanto bravo nel rendere partecipe l’elettorato.”

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Come definirebbe la campagna elettorale appena conclusa?
“Come tutte le altre. Da parte di Carancini è stata proiettata sul futuro e sulle iniziative da attuare mentre da parte di Pistarelli ho visto poche proposte per il futuro e una continua critica al passato”.

Quale significato ha dato al gesto di Casa Pound?
“Una goliardata di pessimo gusto”.

Come è stato il suo rapporto da Sindaco con la Provincia di Macerata e con il Presidente Capponi?
“Sono stati cordiali. Ho notato da parte di Capponi una sorta di sospensione dei rapporti in attesa di eventi futuri. Il mio mandato stava per finire e aspettava di vedere cosa sarebbe accaduto.”

Il centro destra ha indicato più volte in Romano Carancini un elemento di continuità con la sua amministrazione. E’ così?
“Romano ha condiviso scelte fondamentali e strategiche dell’amministrazione ma è diverso da me per carattere, per obiettivi e per prospettive e mi sembra che i maceratesi abbiano recepito il suo messaggio.”

Le diamo un occasione per togliersi qualche sassolino… Tra i politici maceratesi, chi butterebbe giù dalla torre?
“Nessuno. Ognuno fa la sua parte, in qualsiasi schieramento si trovi.”

E’ partito il toto assessore. Ci può fare almeno 3 nomi di chi secondo lei entrerà in Giunta?
“Non lo so, non ne ho parlato con Romano. E’ una sua prerogativa e mi astengo. Farà le sue scelte in autonomia ma gli consiglio di confrontarsi con tutti coloro che lo hanno sostenuto.”

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Cosa farà in futuro?
“Nel  futuro c’è il mio lavoro”.

E politicamente parlando?
“Non ho al momento prospettive, prenderò qualche anno di riposo dalla politica attiva. Ho anche scelto di non ricandidarmi perchè credo che la presenza di un ex sindaco in qualsiasi consiglio o giunta sia ingombrante e quando si è stati il numero uno il resto passa  in secondo piano.

Ha parlato della presidenza dell’Arpam.

“E’ una cosa che mi interessa ma siccome non è una nomina diretta attenderò che esca l’avviso pubblico, presenterò il mio curriculum e farò la normale selezione”.

(Foto di Guido Picchio)



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