Un tuffo nei ricordi biancorossi
per una città “malata” di calcio

Alla presentazione del libro di Giglioni "C'era una volta la Maceratese"
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maceratese ex

di Matteo Zallocco
Gabban, Caramanti, Della Costanza, Trillini, Brizi, Porro, Alessandrini, Sentimenti, Piattella, Salvi, Morbiducci. E’ la “formazione” della Maceratese salita ieri sera sul palco del teatro don Bosco per la presentazione del libro di Glauco Giglioni “C’era una volta la Maceratese volume 2”, anni ’70 e ’80, dal ritorno in serie C fino al fallimento del 1989.
Un gran bel libro-almanacco ricco di statistiche, immagini e soprattutto articoli di giornale ripresi dall’archivio realizzato con un lavoro certosino dallo storico segretario Peppe Monachesi.
E l’allenatore di questa ipotetica formazione non può che essere Tony Gianmarinaro  che nel ’69 tornò a Macerata con una promessa (“Torneremo subito in serie C”) che mantenne.
La serata, come il libro, è stata un tuffo nei ricordi, nella storia della Maceratese fatta di grandi escalation e repentine cadute. L’hanno presentata i giornalisti televisivi Andrea Verdolini ed Enrico Scattolini che hanno ripercorso questi 20 anni di storia biancorossa dando voce agli ex giocatori saliti sul palco. Sono emersi tanti aneddoti: dal fugace ingresso nel consiglio direttivo di Franco Sensi che arrivò a sorpresa nella storica sede di Palazzo De Vico, alle arrabbiature di Tony Gianmarinaro (“Durante una partita si staccò un bottone dal suo giubbotto e me lo tirò”, ha ricordato Alessandrini).

MC-Anconitana 1-0

Indimenticabili poi i derby con la Civitanovese come ha sottolineato Sentimenti, centrocampista col vizio del gol  e figlio d’arte. A Moreno Morbiducci l’onore di ricordare la sua rete decisiva nello storico derby  con la Civitanovese del 5 aprile 1981: oltre 10.000 spettatori all’Helvia Recina, un incasso superiore ai 60 milioni di lire, al 52’ la “zampata” vincente di Morbiducci.
“In molti erano convinti che a segnare fosse stato Giovanni Pagliari, compreso il telecronista Scattolini, conservo ancora la cassetta”, ha ricordato l’applaudittisimo portiere Gabban, arrivato dalla sua Parma per questa serata biancorossa.

Pino Brizi, storico capitano della Fiorentina scudettata, ha parlato delle sue esperienze da giocatore quando giovanissimo iniziò alla Robur (“proprio in questi campi dei Salesiani”) per poi passare alla Maceratese di cui diventò allenatore all’inizio degli anni Ottanta.
Quindi sono saliti sul palco Sauro Trillini (116 presenze e 6 gol da difensore centrale) e Nazareno Piattella (99  presenza e 23 gol ma anche tanti infortuni). Domenico Salvi ha fatto i complimenti a questa nuova società con il presidente nonché memoria storica Massimo Paci e il ds Sampino in prima fila, mentre Maurizio Mosca non era presente a causa dell’influenza. C’era anche l’ex presidente Stefano Monachesi (“che speriamo possa tornare a ricoprire un ruolo in questa dirigenza per far crescere la società”, ha sottolineato Scattolini).

ricevimento Juve

La parola è poi passata all’attuale tecnico Alessandro Porro (128 presenze e 9 gol in biancorosso ad inizio e fine carriere) che ha ricordato il suo esordio nel 1984, quando aveva 17 anni: “Entrai a 10 minuti dalla fine a centrocampo, al fianco di Dino Pagliari, che subito dopo diede una gomitata ad un giocatore del Forlì e siamo stati cinque minuti fermi a cercare i suoi denti. Sinceramente mi spaventai”. Sugli spalti erano presenti altri grandi come Brando, Principi, Mattiacci, Ciabocco e Michele Palazzi.
L’emozione nel ripercorrere la storia biancorossa si è inevitabilmente mescolata alla speranza di rivedere presto la Maceratese in un campionato professionistico. Massimo Paci e Maurizio Mosca stanno mettendo le basi per un progetto serio in una città che, come si è visto domenica scorsa, ha tanta fame di calcio.

Nella foto in alto: la “formazione” della Maceratese presente al teatro don Bosco.

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Sfruttando l’interattività del nostro giornale poniamo ai tifosi due domande:

1- Qual è il vostro ricordo più bello legato alla Maceratese?

2- Quale sarebbe secondo voi la formazione più forte prendendo in considerazione tutti i giocatori che sono entrati a far parte della storia biancorossa?



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