Sciopero alla Poltrona Frau:
“Temiamo sia solo l’inizio,
c’è il rischio smantellamento”

Dopo la decisione di ridurre il personale
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di Alessandra Pierini

Scioperano i lavoratori della Poltrona Frau,  su 420 questa mattina solo 4,di cui 3 dirigenti, erano regolarmente al loro posto.  Ieri pomeriggio la dirigenza della nota azienda da sempre fortemente insediata nel territorio tolentinate e strettamente legata alle sue origini, ha comunicato  alle rappresentanze sindacali l’intenzione di ridurre di 66 unità il personale dipendente. Immediata è stata la reazione di sindacati, rappresentanti e lavoratori, tutti concordi nel fatto che quella presa è una decisione insensata.

La voce di protesta che si solleva da Tolentino è la voce di tutta Italia, di tutti coloro che di fronte ad una crisi atipica si ribellano, una crisi che investe il mondo intero ma che più che un momento di difficoltà economica per tutti sembra una partita giocata ad alti livelli, i cui effetti si ripercuotono con effetti devastanti sulla classe fondamentale dei lavoratori, una crisi anomala in cui ai licenziamenti non corrisponde un calo della produzione, in cui la globalizzazione e le logiche di mercato sembrano essere prioritarie rispetto alle esigenze della maggioranza.
Soffia un vento forte che accentua il pessimo odore della zona industriale i cui fumi sembrano concentrarsi in quest’area da sempre vocata alle concerie e alla lavorazione della pelle la cui produzione è stata considerata per secoli un vanto. Il piazzale è invaso di lavoratori che parlottano dell’unico argomento possibile proponendo anche delle possibili soluzioni.
La decisione di licenziare (“perché di licenziamenti mascherati si tratta dicono in coro”)  i 66 in esubero è arrivata inattesa, lo ribadisce con decisione Taddei, segretario provinciale della CGIL: “Lo scorso venerdì i dirigenti hanno rassicurato il Sindaco che non avrebbero ridotto il personale e ieri hanno comunicato i licenziamenti previsti. Non siamo d’accordo con questi tagli indiscriminati tanto più che nel frattempo sono partite operazioni di esternalizzazione del lavoro e sono stati assunti ben 8 manager. I dirigenti non sono neanche stati in grado di dirci quanto risparmieranno con i licenziamenti. La prospettiva è che lo stabilimento sarà depotenziato e le governance saranno trasferite a Milano così Tolentino diventerà solo una filiale.”

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Eppure lavoro c’è assicurano i lavoratori e dopo un leggero calo nei primi mesi dell’anno la produzione è ripartita, tanto che la scorsa settimana si è lavorato anche di sabato. “E’ chiaro – va avanti Taddei – che è un’operazione di facciata per far vedere agli azionisti che si sta facendo qualcosa per rivalutare le azioni ma lo si fa sulle spalle dei lavoratori.” Dello stesso avviso Primo Antonelli della FILC – CISL: ” L’unico obiettivo dell’azienda è ridurre i costi. Lo stabilimento Frau è inserito in un contesto sociale e culturale. Se entrano  in gioco logiche di gruppo esso rischia lo smantellamento con conseguenti ripercussioni su tutto il territorio. Patrizia Milani è in RSU dal 1999 ed è veramente stupita di questa situazione: “Non possiamo accettare – ci dice –  che si parli di esuberi quando l’azienda ha lavoro e assume interinali. Questo intervento è solo l’annuncio di un imminente smantellamento. Questa azienda ha creato qui un marchio, una qualità e un indotto di cui siamo orgogliosi e non vogliamo che scompaia.”

Giovanni Clementi è un rappresentante dei lavoratori e come tutti è molto preoccupato: “Tutta la realtà di Tolentino poggia su Frau. Finora il rapporto con l’azienda è stato di collaborazione e dialogo, ora, dopo la quotazione in borsa, c’è assoluto disinteresse dei lavoratori. L’impresa si muove da multinazionale, ha stabilimenti in Cina e rapporti anche con l’India quindi viene meno il rapporto forte con il territorio.”
Bruno Marchesi è il responsabile del magazzino: “Non sappiamo quali reparti saranno interessati dai licenziamenti ma temiamo che questi primi 66 licenziati siano solo la punta dell’iceberg perchè la delocalizzazione si estenderà piano piano come un tumore maligno a tutti i settori, aggravando ulteriormente la situazione maceratese e marchigiana, tutta la pelletteria è in difficoltà ma non per carenza di lavoro come vogliono far credere.”

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Aldo Benfatto della CGIL fa il punto della situazione: “La Poltrona Frau ha già appaltato il trasporto, poi ha assunto gli interinali, il prossimo reparto a rischio sarà il magazzino e piano piano si disperderà un patrimonio e un know how che solo noi abbiamo. La direzione dell’operazione è a Milano. Il prossimo incontro con la dirigenza è previsto per martedì. I lavoratori continueranno lo stato di agitazione con il blocco dello straordinario e della flessibilità. Per quanto ci riguarda martedì ci presenteremo con una controproposta basata sulla valorizzazione delle competenze”.
Giuseppe Pezzanesi, neo assessore provinciale, arriva a metà mattinata, visibilmente preoccupato: “E’ una situazione incresciosa di cui siamo venuti a conoscenza solo ieri pomeriggio. Il Presidente Capponi è già al tavolo di lavoro per intervenire e sostenere le maestranze in questo momento delicato. Vogliamo innazitutto capire i motivi dell’azienda e intervenire e sanare la situazione. Questo è un momento già difficile, non possiamo permetterci di perdere altri pezzi. Faremo di tutto per scongiurare quella che sarebbe una catastrofe, intanto siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie.”
Presente anche mezza Giunta del Comune di Tolentino e lo stesso Sindaco è passato nelle primissime ore del giorno per esprimere la sua solidarietà. L’assessore Bruni, tra le cui deleghe quella al disagio sociale esprime forte preoccupazione: “Il Comune ha già cercato di contattare la proprietà. La sensazione è che spesso la crisi serve come pretesto per la ristrutturazione aziendale e la tendenza è a scaricarla su chi lavora. Ci auguriamo che, nel nostro Comune, dove i rapporti sono stati per anni considerati al primo posto, l’azienda riveda la sua posizione”.
Intanto  i lavoratori interrompono le loro conversazioni che in queste occasioni assumono le sembianze di minicomizi e si accodano al corteo che farà il giro dello stabilimento. La fabbrica bianca resta immobile nel suo silenzio.

Foto di Fabio Falcioni.



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