Un fiume di studenti in protesta
ha inondato le vie della città

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“Se ci bloccano il futuro, bloccheremo la città.” L’hanno fatto veramente.
Questa mattina gli studenti di molte delle scuole superiori della provincia si sono uniti alla protesta degli universitari dell’onda anomala e insieme hanno manifestato contro la riforma Gelmini in un corteo che dal terminal di Piazza Pizzarello è giunto fino a Piazza Mazzini. I manifestanti hanno sfilato, infatti, lungo Corso Cavour e intorno alle Mura, bloccando per diverso tempo la normale viabilità delle vie di Macerata.
L’iniziativa di oggi è l’esito di una collaborazione che va avanti da diversi giorni: alcuni rappresentanti del gruppo “no133” di Macerata sono stati invitati nelle scuole superiori per fare informazione e per rispondere alle domande dei loro colleghi più giovani. In particolare, Matteo Palmioli, studente di Scienze Politiche, è uno dei responsabili per il gruppo dei rapporti con le scuole superiori: “Siamo andati nelle scuole per informare e perché non vogliamo disinformazione, chi sciopera senza saperne il motivo non è il genere di seguito che cerchiamo. Crediamo seriamente in quello che facciamo e per questo stiamo compiendo un lavoro molto intenso, che va anche a discapito degli esami e della laurea”.
Moltissimi gli striscioni e gli slogan della protesta. “Non taglierete il nostro futuro”, “Non paghiamo noi la vostra crisi”, “Non temiamo la bocciatura, lotteremo senza paura”, “Protesta ma con la testa”.
Durante il percorso verso la Piazza, il corteo si è fermato due volte: la prima ha visto protagonisti due studenti delle superiori che hanno letto un brano di Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti che si è espresso sulla scuola pubblica, e alcuni articoli dei giorni scorsi. Nella seconda gli studenti si sono posizionati intorno alla rotonda dello Sferisterio bloccando il traffico anche verso Via Pace, Viale Leopardi e Corso Cairoli.
Dai microfoni del camion che guidava i manifestanti è stato ripetuto più volte che la protesta si sarebbe mossa in modo pacifico e con l’intento di colpire chi a Roma sta decidendo le sorti dell’Università e della scuola italiana.
Katiuscia Acciarresi ha animato il corteo nelle prime fasi e ha partecipato all’iniziativa nonostante non sia studentessa ma lavoratrice. Motiva la sua partecipazione con l’importanza di opporsi a dei provvedimenti che mettono in crisi il futuro dei giovani quando i politici a Roma guadagnano cifre altissime. Gli studenti, a suo avviso, devono far sentire la loro voce perché non vengano effettuati tagli ad un’istituzione già in crisi come è l’istruzione.
Presenti a controllare lo svolgimento della mattinata le forze dell’ordine. Intervenuta anche la Polizia Municipale per gestire i percorsi alternativi e i disagi alla viabilità causati dalla manifestazione.

Il vento di dissenso è senza dubbio arrivato anche alle scuole superiori: in molti istituti si stanno muovendo iniziative per l’informazione e per l’opposizione ai provvedimenti attuati dal Governo.
Per quanto riguarda lo Scientifico G.Galilei di Macerata, Rachele Marconi, rappresentante degli studenti, riferisce che sono state organizzate due assemblee informative, una per il triennio e l’altra per il biennio, nonché alcune riunioni del comitato studentesco. A suo avviso però questa informazione non è arrivata a tutti e alcuni hanno deciso di non partecipare per paura delle conseguenze di un’assenza ingiustificata.
Diletta Catalano, collega di Rachele all’Itas Matteo Ricci, ha organizzato con gli altri studenti un’assemblea sulle conseguenze degli articoli incriminati e preparato volantini, manifesti e un lavoro in PowerPoint per organizzare una protesta “fatta con la testa”. Secondo lei questa è possibile, visto le adesioni che si sono
avute oggi e nei giorni scorsi.
Per l’Alberghiero e Ragioneria di Loreto, parliamo con Augusto Quin Coces, Mark Zanon e Igor Strappa. Il loro istituto è stato molto attivo negli ultimi giorni: ci sono stati scioperi due settimane fa e giovedì scorso e il 30 in occasione della mobilitazione nazionale hanno manifestato in Ancona. I rappresentanti di istituto hanno allestito un’assemblea fuori dalla scuola dopo che era stata negata loro la possibilità di svolgerla all’interno. Si sono svolti inoltre per loro iniziativa incontri anche con persone esterne al mondo dell’istruzione.
L’Istituto d’Arte di Macerata è, secondo Irene Morichetta, sul punto di organizzare un’autogestione per manifestare il dissenso contro dei tagli che lo colpisce in modo particolare (timori e malumori sono contro la riduzione delle ore di laboratorio e per i tagli alle attrezzature ed alle risorse). L’intento degli studenti è però quello di non far perdere ore di lezione a coloro che non vogliono partecipare o che non vogliono rimanere indietro con i programmi.
Francesca Damiano, rappresentante d’istituto del Liceo Classico di Macerata, ci riferisce che ormai da una settimana si sono tenuti pomeriggi d’autogestione della scuola con incontri con esperti, momenti di informazione e gruppi di studio. Le iniziative, aperte a tutti gli studenti, proseguiranno nei prossimi giorni. Secondo Francesca quello che è mancato, forse, è stata la partecipazione di coloro che sono a favore delle riforme. Il dibattito non si è arricchito con il loro punto di vista.
Questa sera al Classico interverrà anche Mario Cavallaro.

Abbiamo Incontrato Emanuele Tartuferi, uno dei rappresentanti del movimento dell’onda anomala.
L’onda si è ingrossata con gli studenti delle superiori. Come è stata la collaborazione? È stato facile coordinare la protesta?
È stato facile: c’è una rabbia incredibile contro queste leggi. L’onda anomala è fortissima in tutta Italia e oggi l’abbiamo visto, anche a Macerata! Eravamo tantissimi, siamo riusciti a bloccare Macerata.
La città, infatti, si è fermata. Qual è stato l’atteggiamento dei maceratesi nei vostri confronti?
Ci appoggiano volentieri, sono dalla nostra parte. Ci hanno dato sostegno.
Dopo aver portato in piazza gli studenti, quali sono i prossimi obiettivi?
Ora in programma c’è la manifestazione di Roma del 14 novembre e i giorni successivi sempre nella capitale, l’incontro con altri studenti di tutti gli Atenei. Continuerà inoltre la protesta pacifica con occupazioni, didattica alternativa, lezioni in piazza e altre iniziative.
Beatrice Cammertoni



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