Una marea di studenti
per dire no alla riforma

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L’aula che si fa troppo stretta per tutti i partecipanti accorsi, voci di studenti e docenti che si uniscono nel comune interesse di proteggere l’istruzione e l’Università in particolare come bene pubblico, la volontà di superare ogni divisione politica per lottare insieme in favore di ideali che trascendono ogni schieramento: quella che si è tenuta oggi a Scienze Politiche non è una semplice assemblea, ma la dimostrazione del fatto che la partecipazione studentesca che sembrava assopita, è più viva che mai.
Non solo Roma, non solo la Sapienza. Anche gli studenti maceratesi sono pronti a scendere in campo contro una riforma dell’Università che lascia poco spazio ai sogni ed alle aspettative di Universitari e precari del mondo della scuola.
L’assemblea è stata organizzata dai rappresentanti degli studenti al Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche, nell’ottica di informare e di difendere i diritti di chi studia nella misura in cui questi sono messi in discussione da decisioni prese dall’alto. L’iniziativa ha avuto seguito non solo a Scienze Politiche, ma in tutte le altre Facoltà: hanno partecipato e preso la parola anche studenti di Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Scienze della Comunicazione, Economia e Lettere e Filosofia.
L’assemblea si apre con l’introduzione e la dichiarazione di intenti di Daniele Principi, uno degli organizzatori nonché membro del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche e del Consiglio degli Studenti. Dopo una breve lettura degli articoli messi in discussione sono partiti gli interventi, sorprendentemente numerosi e inattesi. Hanno parlato studenti, ricercatori e docenti. Particolarmente significativi gli interventi del Preside Francesco Adornato, che ha definito l’iniziativa come una “palestra in cui si impara a fare democrazia” sottolineando la compresenza di rappresentanti e simpatizzanti di gruppi politici diversi e la loro comune intenzione di mantenere la conversazione fuori dai binari dell’opposizione, e quello del vice sindaco Lorenzo Marconi, che si è soffermato sullo stretto legame che esiste tra Università e territorio e sul fatto che settori come l’istruzione e la sanità non debbano essere messi in discussione dai tagli previsti in risposta alla situazione di crisi che attanaglia l’Italia e il mondo intero.

Il Consiglio di Facoltà a Scienze Politiche ha approvato nella sua ultima riunione una mozione che proponeva la sospensione della didattica non solo per oggi, ma anche per il 29 ottobre, al fine di consentire a studenti ma anche a docenti, di partecipare alle assemblee e alle proposte di incontro organizzate in reazione alla riforma. La mozione verrà portata anche al Senato Accademico confermando ancora di più l’impegno della Facoltà nel favorire questo tipo di iniziative. Il Preside Francesco Adornato (nella foto) commenta con noi l’assemblea appena conclusa:
Con che spirito l’Università di Scienze Politiche ha ospitato questa iniziativa?
“Al Consiglio di Facoltà, che ha approvato la mozione che propone l’interruzione della didattica per il giorno 29 ottobre, è sembrato che alcune misure prese nei riguardi dell’Università creino molto disagio, blocchino e vincolino l’Università nel suo funzionamento più efficace. È stato quindi ritenuto opportuno avviare un incontro sui contenuti privo di qualsiasi motivazione ideologica, politica o di parte”.
Come commenta la grandissima partecipazione di studenti e docenti che si è avuta oggi?
“A me che sono un signore di una certa età è sembrato a dir poco sorprendente, non mi aspettavo una partecipazione così attiva e attenta dall’inizio alla fine. È il segno di un disagio più sotterraneo, profondo e autentico comune agli studenti proprio sul fatto di essere tali dentro l’Università oggi”.
I telegiornali ci danno notizia di moltissime manifestazioni di protesta nei vari atenei: gli studenti possono ottenere effettivi riscontri sui centri di potere?
“A questo è difficile rispondere visto che al Parlamento risponde un Governo che ha un’ampissima maggioranza al suo interno. Penso tuttavia che queste problematiche non vadano affrontate a costi di maggioranza perché riguardano un valore costituzionale importante e decisivo per ognuno di noi nel sistema-paese, ovvero il bene pubblico delle istituzioni universitarie. Io spero che il governo decida di riaffrontare la riforma dell’Università, per l’ennesima volta come il Ministro Gelmini ha dichiarato, avviando un altro confronto nel paese con la Conferenza dei Rettori e il Consiglio Universitario Nazionale degli Studenti. Penso non giovi a nessuno, soprattutto all’Italia, con una decisione così difficile e lacerante per il tessuto sociale e per l’evoluzione individuale e familiare, creare uno scontro su questo terreno così sensibile per i giovani e importante per il futuro dell’Italia.”
Nel suo intervento ha parlato di questi incontro come di “una palestra in cui si impara la democrazia”,
qual è il suo bilancio a questo proposito?
“Ho usato questa espressione in maniera molto convinta, sicuro come sono del fatto che non ci sia più necessità e ragione di fronte a questi problemi e a questo bene pubblico costituzionale, di dividersi, né praticamente né ideologicamente. Io penso che l’Università e in particolare la nostra Facoltà di Scienze Politiche debba offrire agli studenti tutte le esperienze nelle quali si possa crescere e ci si possa educare alla democrazia. Con questo intendo ascoltare gli altri, confrontarsi con gli altri e trovare delle soluzioni che siano la sintesi delle idee rappresentate. Io sono rimasto positivamente colpito del risultato finale. Ci sono stati interventi di studenti di diverso orientamento politico e con diverse esperienze personali, credo che fondamentalmente sia stata vissuta con uno spirito democratico che ci fa ben sperare per la crescita di questa futura classe dirigente che noi dovremmo formare verso la guida del paese”.

Soddisfattissimi gli organizzatori che commentano positivamente il risultato di questo incontro. Ecco il bilancio di Daniele Principi, che ha svolto non solo il ruolo di organizzatore ma anche di mediatore e di relatore nella prima parte del dibattito:
“Sono quattro anni che frequento l’Università e non ho mai visto una partecipazione ad un’assemblea studentesca così grande e sentita. Mi sento di dire che a mio avviso c’è stata democrazia perché tutti hanno potuto esprimere le loro opinioni senza incontrare nessun problema. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto visto anche che per la prima volta si riesce a creare un movimento condiviso senza divisioni politiche. Siamo partiti da Scienze Politiche, il prossimo passo sarà quello di riuscire a promuovere altre assemblee di Facoltà per raggiungere più studenti possibili. Una volta compattato il fronte e raggiunta una sintesi di tutte le posizioni, il nostro obbiettivo è quello di organizzare qualcosa di più sostanzioso e muoverci a livello di ateneo.”
Non finisce qui, infatti. Per i prossimi giorni si prospettano numerose iniziative sulla scia di quella riuscitissima di oggi. La speranza è che si mantenga lo spirito di unione e collaborazione che si è riscontrato oggi e che sicuramente sarà un precedente a cui tutti i futuri incontri saranno ispirati.

(Tutte le foto in Galleria).

Beatrice Cammertoni



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