Sabato 21 dicembre alle 16, la musica del Coro Equi Voci di Urbisaglia entra nell’Hospice di Loreto per condividere le atmosfere del Natale con gli ammalati e i loro familiari. Un’iniziativa che va a sommarsi alle tante altre che il Gruppo dei Volontari dell’Hospice di Loreto mette periodicamente in campo per far sì che ad abitare le stanze della struttura non sia solo la sofferenza, ma anche l’affetto e la vicinanza in un clima di pace e serenità. Il coro, noto ai più per i tanti concerti sul territorio marchigiano, ma anche per la partecipazione al Festival del Saper Vivere del Castello della Rancia di Tolentino, eseguirà il repertorio gospel tipico delle festività natalizie. Il legame tra il coro di Urbisaglia e le tematiche sociali va a rafforzarsi con questa iniziativa che il Presidente dell’Equi Voci, Massimiliano Fiorani, ha voluto fosse completamente gratuita. Il coro si muoverà cioè a sue spese, tributando alla causa degli hospice un omaggio che va ad attestare l’importanza che queste strutture offrono alla comunità.
“Tutte queste attività sono da organizzare il più possibile”- dichiara fermamente il Dott. Paolo Allegrezza, coordinatore medico dell’Hospice di Loreto e tra i fondatori della struttura ben 14 anni fa. “Insieme al tè del giovedì, alla partecipazione ai congressi, al cineforum, alle iniziative in sede e fuori sede, – continua il Dottor Allegrezza – portiamo avanti un lavoro silenzioso in un reparto particolarissimo (e gratuito ndr) che si occupa di malattie degenerative terminali con aspettative di vita inferiori ai 3 mesi”. Un compito difficile che si fa forte dell’esperienza di un equipe medica affiatata, della motivazione e delle capacità delle infermiere e del personale Oss, di psicologi e psichiatri e del folto gruppo dei volontari. “Molti volontari – spiega Allegrezza – sono entrati in hospice per accompagnare una persona cara. Ad esperienza terminata, hanno chiesto però di continuare a dare il proprio contributo.” Un’equipe che spesso assurge ad un ruolo famigliare laddove a mancare è proprio la famiglia e il paziente oltre che con la malattia deve fare i conti anche con la solitudine. Ed allora le iniziative di vita, in un luogo spesso indicativo di sofferenza, sono linfa vitale, collante indispensabile che stringe assieme personale medico e sanitario, volontari, pazienti e familiari.
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