L’ANALISI DEL VOTO – L’assessorato fiore all’occhiello dell’amministrazione e l’effetto genere non hanno aiutato la vicesindaca a evitare il flop alle urne. Non stupirebbe, nel caso di vittoria del centrosinistra, vedere al suo posto in Giunta proprio il secondo classificato. I risultati di ieri minano alcune “certezze” della legislatura Carancini: approccio al centro storico in primis
MACERATA – Era il 1993 quando da giovane candidato in Consiglio festeggiò l’elezione, salvo scoprire il giorno dopo di aver perso per un voto il seggio. Ieri notte la storia si è ripetuta, ma stavolta non ci sono dubbi che sia stato lui a vincere le primarie. Al brindisi del post-voto anche lo sfidante David Miliozzi
MACERATA 2020 – Anche il responsabile comunale del Nuovo Cdu, assieme al Popolo della Famiglia e alla civica Frazioni e centro, esorta gli alleati: «Il tavolo è in ritardo, serve subito una sintesi»
MACERATA 2020, IL POST PRIMARIE – Il secondo classificato (con metà dei voti di Ricotta) è soddisfatto: «Un risultato straordinario, la nostra lista è nata da soli due mesi». Il presidente del Consiglio comunale non nasconde la delusione. La vicesindaca: «Abbiamo dato una prova di unità e confronto civile e penso che ci farà molto bene per organizzarci contro il centrodestra»
MACERATA 2020 – Le votazioni si sono concluse alle 22. Circa 2800 alle urne. Gli aggiornamenti in tempo reale su Cronache Maceratesi con i risultati dai seggi. Nessun colpo di scena
MACERATA – E’ il più anziano tra i 2.286 votanti (ultimo dato alle 19, urne aperte fino alle 22). Spegnerà le candeline sabato
INTERVISTA – L’onorevole di Forza Italia spiega le ragioni di contrarietà alla riduzione di deputati e senatori, riforma che dovrà essere confermata dal voto del 29 marzo: «La verità è che un parlamento con meno rappresentanti del popolo funzionerà peggio; gli eletti saranno scelti probabilmente tra i più fedeli ai vari leader e le regioni con meno abitanti saranno penalizzate»
MACERATA 2020 – Dalle 8 alle 22 urne aperte in sei seggi. In lizza: David Miliozzi, Stefania Monteverde, Luciano Pantanetti e Narciso Ricotta. I risultati saranno annunciati in serata
CORRIDONIA – Disappunto della presidente del Consiglio comunale e del consigliere di minoranza Matteo Grassetti per essere stati tenuti all’oscuro del progetto
SISMA – I consiglieri regionali della Lega criticano la scelta di Giovanni Legnini: «C’è poco da esultare quando si antepone il gioco della sedia vuota al destino di migliaia di persone»
CENTROSINISTRA – Presentazione in gruppo dei renziani con i nuovi coordinatori provinciali Teresa Lambertucci e Antonello De Lucia. Ribadita la posizione del partito alle regionali («quella di Valeria Mancinelli è la candidatura che mette paura alla destra») e alle comunali («chiunque vincerà domani sarà un candidato legittimato e forte, noi stiamo preparando la lista e abbiamo la nostra visione di città,vedremo se parleremo la stessa lingua»)
VIABILITA’ – Botta e risposta a distanza tra il tecnico del comune settempedano e il senatore Coltorti dopo la riunione di ieri sera.
MACERATA 2020 – Stefania Monteverde punta tutto sulla candidatura al femminile e polemizza sull’assenza di declinazioni nel manifesto, Luciano Pantanetti si ritrova con i suoi all’Asilo Ricci, “roccaforte” di Ricotta. David Miliozzi lancia l’ultimo appello da piazza Pizzarello
MARCHE 2020 – Il governatore Ceriscioli le chiede espressamente, mentre il segretario Dem Gostoli frena e incassa l’apprezzamento di Base Riformista tramite il deputato Mario Morgoni. La questione divide anche il raggruppamento Uniti per le Marche, con +Europa che si smarca dal comunicato in cui UpM ribadiva la necessità della consultazione per individuare il candidato
POTENZA PICENA – Il deputato del Pd si scaglia contro la Giunta accusandola di aver trascurato la memoria della Shoah e di aver poi invitato relatori di parte negli istituti. Il prossimo appuntamento del 20 febbraio vedrà parlare Pelati, portavoce di Fratelli d’Italia a Recanati: «Manifestazioni piegate ad esigenze ideologiche e nostalgiche di forze politiche che conservano e sono orgogliose delle proprie radici antidemocratiche e illiberali»