ELEZIONI – La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia soddisfatta per il risultato delle amministrative. Lo stesso gli azzurri che in città sono la quarta forza nella coalizione di Ciarapica. Il civico che partiva con tre liste non nasconde la delusione per il risultato e in vista del secondo turno ammette: «Ci sono dialoghi aperti, vedremo come si svilupperanno»
MACERATA – Il primo cittadino ha chiesto ai due docenti che si contendono il rettorato per il dopo Adornato di esporre i programmi alla città. Intanto ha risposto al consigliere dem Narciso Ricotta sull’introduzione della nuova figura
ELEZIONI – Sette i consiglieri per la maggioranza, tre per la minoranza. Lo sfidante Sandro Luciani ha già annunciato che lascerà il posto in assise. Il sindaco rieletto: «La ricostruzione sarà la nostra priorità»
ELEZIONI CIVITANOVA – Tutte le preferenze dei 513 candidati consiglieri. Nelle prime tre posizioni due assessori uscenti
VERDETTI – Cambiamo Corridonia è la prima lista della città. Buoni i risultati ottenuti dagli ex consiglieri di maggioranza e minoranza. L’ex sindaca, di nuovo regina incontrastata con 652 voti, ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Non feci ricorso al Tar dopo la sfiducia, ma questa è la sentenza più bella». Al secondo e terzo posto due candidati di Pierantoni: Francesco Andreozzi (261 preferenze) e Donatella Batocchi (193)
ELEZIONI – Sandro Sborgia, dopo la sconfitta per soli 46 voti. si complimenta con il primo cittadino ma sottolinea: «Per tre anni abbiamo lavorato intensamente perché la ricostruzione potesse ripartire, iniziavamo a vedere i primi risultati di quel lavoro. Ci auguriamo che la nuova maggioranza non voglia ricominciare da zero»
ELEZIONI CIVITANOVA – I dati definitivi dei sei candidati sindaci e delle 24 liste. Fratelli d’Italia primo partito in città, i dem al secondo posto. La civica del sindaco uscente in terza posizione. Il Carroccio perde la leadership del centrodestra, superato anche da Forza Italia. I grillini non arrivano al 3%
ELEZIONI – ll civico sostenuto dall’ex sindaco Terrenzi si è attestato al primo posto seguito dal candidato di centrodestra. Fuori dalla lotta lo sfidante di centrosinistra, uscito sconfitto per una sola preferenza (2.999 contro 2.300)
ELEZIONI – Intervista al 42enne che ha vinto la competizione con una coalizione civica sul candidato del centrosinistra Francesco Gramegna
AL VOTO – In vantaggio, dopo i 40 seggi scrutinati, il rappresentante del centro-sinistra sull’avversario ‘sponsorizzato’ dalle liste civiche. A separare gli sfidanti sono circa 1.500 voti. Il Pd è il partito più votato in questa prima tranche di richiamo alle urne
COMUNALI – E’ la prima donna sindaco della città della carta, eletta addirittura al primo turno (altro primato) con il 50,51%. I pentastellati scendono al 3,07% dei consensi perdendo quasi 26 punti percentuale rispetto al 2017 e rischiano di non entrare nemmeno in Consiglio comunale. Non brilla la coalizione civica di Roberto Sorci che si attesta al secondo posto con il 33,16%, terzo il progressista Vinicio Arteconi con il 13,26%. Il commento a caldo: «Sarò il sindaco di tutti i fabrianesi. Un progetto condiviso, inclusivo e lungimirante è la strada giusta per avviare quel tanto atteso processo di cambiamento di cui la città ha un gran bisogno»
ELEZIONI – I due ex assessori usciti dalla Giunta Pezzanesi e che hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Sclavi sono i più votati. Tutti i numeri lista per lista
AL BALLOTTAGGIO – La lista di Massi è la prima in città con 1475 preferenze, segue Tolentino nel cuore (15,76%). Forza Italia e Udc non superano la soglia di sbarramento. Il Pd è il secondo partito ma si ferma al 9,83%
MACERATA – L’ex direttrice artistica del Macerata Operata Festival è in testa, lo scrutinio è ancora in corso, con il 39% dei voti, molto distanziati gli inseguitori
ELEZIONI CORRIDONIA – I dati definiti e le dichiarazioni dei due contendenti che si sfideranno al ballottaggio. Il terzo, Sandro Scipioni, attende alla finestra: «Se vogliono qualcosa da noi ce lo dovranno chiedere, altrimenti lasceremo libero il nostro elettorato»