Rest Edile, assemblea coi lavoratori:
sbloccati i conti correnti
«Aspettiamo certezze sugli stipendi»
TOLENTINO - Incontro nella sede della Crucianelli, i rappresentanti sindacali chiedono garanzie e tempi certi per la retribuzione di ottobre. Il nuovo amministratore unico Luca Mira non commenta. Lunedì summit in prefettura. (La distribuzione dei 396 cantieri in 37 comuni della provincia)

I lavoratori della Rest Edile mentre entrano in assemblea
di Francesca Marsili
«I conti correnti della Rest Edile sono stati sbloccati, ma a oggi non abbiamo alcuna conferma del pagamento degli stipendi il prossimo 15 novembre». È il messaggio con cui Matteo Ferretti e Giuseppe Squinzi, segretari generali di Macerata rispettivamente di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, sono usciti oggi dai cancelli dell’azienda, in via Sacharov, dopo l’assemblea con i lavoratori (oltre 150 i presenti) iniziata alle 15 e durata circa un’ora.

Nel mentre, arrivato in sede anche Luca Mira, il commercialista che lunedì sera l’assemblea dei soci della Rest Edil ha nominato nuovo amministratore unico a seguito delle dimissioni di Enrico Crucianelli, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Ricostruzione della Dda di Ancona. Alla nostra domanda sulla situazione dell’azienda, Mira ha risposto soltanto: «Non ho tempo».

Lo sblocco dei conti apre uno spiraglio per i dipendenti dell’azienda, che dopo lo scoppio della maxi inchiesta sulla ricostruzione post sisma, al centro della quale è finito Crucianelli, hanno continuato a lavorare. La Guardia di finanza aveva sequestrato i conti correnti della società per circa 38 milioni di euro. Nei giorni scorsi la nuova governance, affiancata dall’avvocato Andrea Netti, aveva puntato su un dissequestro almeno parziale, per poter liberare le somme che non rientrano nel provvedimento. «Ad oggi non abbiamo ancora la conferma del pagamento degli stipendi il 15 – spiega Ferretti – però sappiamo che hanno sbloccato i conti. Burocraticamente servono dei tempi per renderli davvero operativi, e stiamo seguendo costantemente la situazione».

Matteo Ferretti all’uscita dell’assemblea
Sulla stessa linea Quinzi, uscito poco dopo: «L’aspetto positivo è che i conti sono sbloccati, e questo dà già un’agibilità. Non è una certezza, ma la sicurezza che tra poco qualcosa si muove. Bisogna essere onesti con tutti: andiamo per step».

Luca Mira
L’impresa tolentinate conta circa 270 dipendenti, oltre 200 dei quali operai. A lei fanno capo 412 cantieri della ricostruzione privata, circa il 10 per cento dei 4mila attivi nelle Marche, più una quarantina di cantieri pubblici. Solo a Tolentino sono più di novanta. L’inchiesta, condotta dal Gico della Guardia di finanza e coordinata dalla Dda di Ancona, ha portato il 22 ottobre all’arresto di Crucianelli. Con lui sono state arrestate altre sette persone, tra cui l’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli. In tutto gli indagati sono 51 e i sequestri superano complessivamente i 57 milioni di euro. Secondo gli investigatori l’imprenditore, oggi detenuto in carcere ad Ancona, attraverso una catena di subappalti avrebbe aperto i propri cantieri a ditte legate alle cosche calabresi e ai Casalesi.

Ora i sindacati chiedono garanzie. «Abbiamo già fissato un incontro con l’azienda, che si è detta disponibile a incontri più serrati con noi – spiega Quinzi –. Vogliamo la certezza della continuità lavorativa e dei pagamenti». Lo stipendio di settembre è stato regolarmente pagato. «C’è il termine contrattuale – precisa – tra il 10 e il 15 di ogni mese si paga il mese precedente, quindi entro il 15 dovranno pagare ottobre». Secondo il sindacalista sono anche le carte a rassicurare: «La società è in bonis, cioè in grado di proseguire. C’è un amministratore unico nominato dall’assemblea dopo le dimissioni di Crucianelli, non un amministratore giudiziario. È un referente con poteri di firma, che da qui in avanti deve lavorare per la continuità: rendere operativi i conti, andare nelle banche, mettere le firme».

Giuseppe Quinzi
Fuori dai cancelli, però, i volti dei lavoratori raccontano altro. «La paura è legittima, ci mancherebbe – ammette Squinzi –. In questi casi è difficile scacciarla, perché non hai notizie positive da dare. Non è una certezza al cento per cento, ma è una costruzione: sono trattative che portiamo avanti nonostante tutto. Se dopo il 15 non succede nulla, ci muoviamo». Finita l’assemblea, le sigle si sono riunite di nuovo per preparare il confronto con l’azienda. Lunedì è in programma l’incontro con il prefetto, organizzato dalle confederazioni Cgil, Cisl e Uil, a cui sono invitate le federazioni territoriali dell’edilizia.
«C’è una settimana di tempo per rendere operativi i conti – prosegue il segretario di Filca Cisl -. Speriamo che in questa settimana arrivi davvero il passo avanti. I tempi, purtroppo, non li dettiamo noi». Le confederazioni si occuperanno dell’indotto, cioè fornitori, appalti e lavoratori indiretti, chiedendo le garanzie necessarie. «I cantieri e i crediti sono sparsi in tutto il cratere», conclude.

Dipendenti Rest Edile
Intanto i dipendenti escono dai cancelli alla spicciolata. Gli stati d’animo sono diversi: c’è chi aspetta fiducioso e chi non nasconde la preoccupazione. Pochi hanno voglia di parlare, e la risposta più frequente è sempre la stessa: «nessuna certezza». Dal cancello escono due giovani arrivati dalla Puglia. Dopo essere stati assunti, da qualche anno si sono stabiliti a Tolentino. Al momento lavorano come cartongessisti nel cantiere delle Casermette di Macerata. In questi giorni si sono confrontati con i loro capi cantiere. «Se ci pagano restiamo, altrimenti ce ne andiamo», dicono, consapevoli dell’enorme richiesta di manodopera nel contesto della ricostruzione post sisma. Poco dopo esce un ragazzo tunisino di 21 anni. Fa il saldatore. È stato assunto in prova due mesi fa. Con lui nell’azienda anche suo padre, che ci lavora da diversi anni. Entrambi vivono a Macerata. C’è pure chi arriva da Foligno, e alla Rest edile ci lavora da sette anni. Sono entrati senza certezze e, per ora, ne escono allo stesso modo.

Sullo sblocco «dei pagamenti» è intervenuta con una nota anche Cinzia Pucciarelli, consigliera comunale del Gruppo misto di Tolentino, che parla di «un sospiro di sollievo». Secondo lei, almeno per il momento, dipendenti, fornitori e professionisti possono lavorare con tranquillità, perché i cantieri non sono stati toccati da provvedimenti cautelari. Ieri in Consiglio comunale Pucciarelli ha presentato con il collega Luca Cesini (Pd) un ordine del giorno urgente, approvato con la sola astensione del consigliere Antonio Trombetta. Il documento impegna l’amministrazione a sollecitare Regione, Commissario straordinario e Governo perché i lavori proseguano e i tempi di consegna siano rispettati. Chiede inoltre di convocare con urgenza il tavolo della legalità già attivo in Prefettura, con tutti i soggetti coinvolti nella ricostruzione: sindacati, sindaci e forze dell’ordine. La consigliera contrappone l’unità mostrata in Consiglio comunale al clima del Consiglio regionale aperto di Muccia del 28 ottobre. Lì, a suo dire, il presidente Acquaroli si è sottratto alle domande dell’opposizione, mentre il commissario Guido Castelli, che dovrebbe essere «garante di tutti», si è reso protagonista di uno scontro di parte con il consigliere Catena. «Lo sblocco dei pagamenti è un primo risultato ma la situazione resta delicata – conclude –. Chi lavora nei cantieri e chi attende la propria casa dopo il sisma ha diritto a certezze, non a ulteriori incertezze».
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