Rette delle strutture residenziali,
Spi Cgil: «Bene il bando regionale
ma sostegno insufficiente rispetto ai bisogni»

SOSTEGNO - Si tratta di un contributo di 250 euro mensili per ciascun ospite. Romina Maccari, segretario provinciale del sindacato dei pensionati: «Il ritardo dei bandi e l'incompatibilità con altri contributi rischiano di escludere proprio chi ne necessità di più»

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Romina Maccari

La Regione Marche, attraverso il programma “Intervento Multileva”, ha previsto due misure di sostegno economico destinate alle persone e alle famiglie che devono affrontare il costo delle rette delle strutture residenziali sociosanitarie e sociali. Si tratta di un contributo di 250 euro mensili per ciascun ospite, finalizzato ad alleggerire il peso economico sostenuto dalle famiglie per l’assistenza di persone anziane, con disabilità o con problemi di salute mentale, ricoverate in strutture autorizzate della Regione Marche.

Le misure previste sono due. Una rivolta alle donne in età attiva, occupate, disoccupate o inattive, che sostengono le spese per la retta di un familiare ricoverato in una struttura residenziale (il contributo riguarda le annualità 2026 e 2027) e l’altra destinata ai familiari che non possono accedere alla precedente misura oppure direttamente alle persone ospitate nelle strutture residenziali, in presenza dei requisiti previsti (il contributo riguarda l’annualità 2026).

Per entrambe le misure è previsto un limite Isee di 25mila euro. In particolare, è richiesto l’Isee ordinario del familiare richiedente e l’Isee sociosanitario residenziale della persona ospitata nella struttura, secondo le condizioni previste dai rispettivi bandi. Le due misure prevedono inoltre l’incompatibilità con contributi analoghi erogati da Comuni o altri enti pubblici. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 16 novembre 2026.

Le persone interessate possono rivolgersi al proprio Comune di residenza per ricevere informazioni, assistenza nella compilazione e indicazioni per la presentazione delle domande, che avviene attraverso gli Ambiti territoriali sociali. Per accedere ai contributi è indispensabile disporre della documentazione Isee richiesta, in corso di validità. Il Caaf Cgil di Macerata è a disposizione dei cittadini per l’elaborazione dell’Isee ordinario e dell’Isee sociosanitario residenziale, necessari per verificare il possesso dei requisiti economici. Lo Spi Cgil Macerata invita le famiglie interessate a verificare tempestivamente la propria situazione, senza attendere gli ultimi giorni prima della scadenza.

«Pur riconoscendo l’importanza di un intervento che prova a sostenere le famiglie alle prese con i costi dell’assistenza residenziale, come Spi Cgil Macerata riteniamo che le risorse previste siano ancora largamente insufficienti rispetto alla dimensione del bisogno – ha detto la segretaria provinciale Romina Maccari -. Le rette delle strutture residenziali rappresentano ormai una delle voci di spesa più gravose per numerose famiglie, con importi che possono assorbire interamente la pensione della persona ricoverata e richiedere un ulteriore, significativo contributo economico da parte dei familiari».

In questo contesto, «250 euro mensili costituiscono certamente un aiuto, ma non rappresentano una risposta strutturale al problema della sostenibilità economica dell’assistenza e della non autosufficienza – ha continuano Maccari -. A preoccupare è anche la scelta di rendere questi contributi incompatibili con altre misure analoghe erogate dagli enti pubblici, soprattutto alla luce del ritardo con cui sono stati pubblicati i bandi. Molte famiglie, per affrontare spese che devono essere sostenute ogni mese e che non possono certo attendere i tempi della burocrazia, potrebbero aver già richiesto o ottenuto altre forme di sostegno economico. La previsione di incompatibilità, senza un adeguato coordinamento tra le diverse misure, rischia quindi di escludere una parte dei potenziali beneficiari, penalizzando proprio quelle famiglie che, per necessità, si sono attivate per tempo per cercare un aiuto. È una contraddizione che riteniamo debba essere affrontata: un contributo pubblico dovrebbe ampliare le possibilità di sostegno e non trasformarsi, per effetto dei tempi di pubblicazione e delle condizioni di accesso, in un’opportunità preclusa a chi ha già cercato di fronteggiare una situazione di difficoltà».

Per questo lo Spi Cgil Macerata chiede alla Regione di «valutare correttivi che evitino esclusioni ingiustificate, chiarendo in particolare gli effetti dell’incompatibilità con contributi già richiesti o percepiti e assicurando che le risorse stanziate possano raggiungere il maggior numero possibile di persone aventi diritto. Resta inoltre indispensabile affrontare il tema delle rette e della non autosufficienza con una visione più ampia e strutturale, rafforzando il finanziamento pubblico dei servizi sociosanitari e riducendo progressivamente la quota di spesa che oggi ricade direttamente sulle persone anziane e sulle loro famiglie».

«La non autosufficienza non può continuare a essere considerata un problema privato, da affrontare in base alla disponibilità economica del singolo nucleo familiare – ha concluso la segretaria Maccari -. Si tratta di una questione sociale che richiede risposte pubbliche, continuative e adeguate ai bisogni. La tutela delle persone più fragili e il diritto a un’assistenza dignitosa devono rappresentare una priorità delle politiche sociali e sanitarie regionali. Nel frattempo, il nostro impegno sarà quello di informare e accompagnare le famiglie, affinché nessuno perda la possibilità di accedere ai contributi per mancanza di informazioni o difficoltà nella predisposizione della documentazione».


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