Arresto Crucianelli, Castelli sui lavori fermi:
«Ha 400 cantieri aperti per il sisma,
ricevute telefonate per i ritardi»
CORRIDONIA - Il commissario straordinario ricostruisce le criticità emerse negli ultimi mesi e si interroga sulle modalità con cui alcune imprese sarebbero riuscite a entrare nell'Anagrafe antimafia. «Soggetti che si sono inseriti in maniera truffaldina, inserendo dei dati falsi. Nella ricostruzione abbiamo mostrato un cambio di passo e quanto avvenuto ci indigna e ci addolora. Ora dobbiamo tutelare le famiglie». FOTO/VIDEO

Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, Guido Castelli, commissario sisma, e Marco Trovarelli, direttore Usr
di Alessandra Bastarè (foto/video di Federico De Marco)
«Negli ultimi periodi ho ricevuto telefonate da parte di terremotati che mi dicevano che i cantieri non andavano avanti quindi c’era la percezione di qualcosa. La domanda era perché avveniva ciò se il Durc diceva che le imprese erano state pagate? Come sono riuscite a inserirsi queste ditte nell’Anagrafe antimafia? Con artefici e raggiri e prospettando condizioni societarie diverse dal reale». A dirlo è il commissario straordinario sisma Guido Castelli durante la conferenza stampa convocata oggi per illustrare i risultati della ricostruzione a dieci anni dal sisma. Un incontro che nel day after della maxi inchiesta “Ricostruzione” della Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Ancona, ha messo al centro le reazioni della Struttura commissariale. Presenti tanti sindaci del cratere e i consiglieri regionali Silvia Luconi, Pierpaolo Borroni, Renzo Marinelli, Andrea Putzu, Milena Sebastiani e Andrea Cardilli.

Alessandro Gentilucci presidente della Provincia e Francesco Acquaroli
«Abbiamo iniziato a vedere che alcuni cantieri partivano e non chiudevano – continua Castelli -. Nel caso dell’imprenditore edile (Crucianelli, ndr), lui ha 400 cantieri a suo carico aperti per il sisma. Ora noi ci dobbiamo occupare di queste persone che rischiano l’interruzione dei lavori. Abbiamo chiesto una condivisione urgente con l’Antimafia per sapere come andare avanti ma la domanda è come queste ditte si sono inserite nell’Antimafia? In questi anni abbiamo fatto 102 interdittive quindi significa che il sistema ha funzionato. C’è stato però chi, è probabile, che con artefici e raggiri ha prospettato una condizione societaria diversa. A noi risultava che avevano fatto i lavori ma da qualche mese sentivamo proteste da Macerata dicendo che gli stipendi non venivano pagati e poi ci sono stati anche gli episodi delle proteste dei lavoratori».

Guido Castelli e Marco Trovarelli
«Noi vogliamo dire la nostra ed esprimiamo massima gratitudine alla magistratura e alla Guardia di Finanza – ha detto Castelli -. Nonostante il presidio di legalità preventiva messo in campo dalla Struttura, che lo Stato ha considerato come un modello (lo stesso delle Olimpiadi di Milano-Cortina) i problemi ci sono stati. Abbiamo istituto l’Anagrafe antimafia che prevede, nel caso di una ditta che vuole lavorare nella ricostruzione, l’iscrizione. Il sistema è gestito e coordinato dal ministero degli Interno tramite un prefetto che verifica tutto. Se sei un tecnico devi essere iscritto alla lista. Poi c’è anche la vigilanza Anac quindi sulla legalità non si scherza. A ciò si aggiunge il controllo preventivo della Corte dei conti rispetto alla copertura delle risorse che vengono erogate dalla struttura commissariale».

Acquaroli e Castelli
Castelli ha poi parlato del «Durc di congruità. Se un’impresa chiede un pagamento, anche minimo, deve dimostrare di aver pagato contributi e prestazioni lavorative. E infine il badge di cantiere con controlli che permettono di conoscere le maestranze adibite in ogni cantiere. Dal deposito della domanda fino all’ultimo dei collaudi c’è una controllo su tutto. Nel 2024 abbiamo poi vietato il subappalto a cascata nella ricostruzione».

Enrico Crucianelli
Castelli rivendica, in sostanza, il lavoro della Struttura commissariale: «Si tratta di soggetti che hanno trovato il modo di inserirsi nell’Anagrafe antimafia in maniera truffaldina, inserendo dei dati falsi. Sono rimasto basito e sconcertato perché chi ha alternato i dati ha fatto una truffa ai danni dello Stato. Se la vicenda dovesse arrivare in tribunale, come Struttura commissariale faremo tutto ciò che è necessario perché nella ricostruzione abbiamo mostrato un cambio di passo e quanto avvenuto ci indigna e ci addolora. La ricostruzione procede e questo lo rivendichiamo, per il lavoro svolto e per i terremotati».

Gentilucci, Acquaroli, Castelli e Trovarelli
A illustrare i dati a dieci anni dal sisma è stato Marco Trovarelli, direttore dell’Usr. «Parliamo di una superficie coinvolta di 4mila chilometri cubi con 340mila abitanti nel carattere e 85 Comuni – ha detto -. Per la ricostruzione privata sono state presentate 20.787 domande e oltre 15mila concesse. Abbiamo richiesto 12 miliardi di euro di risorse e circa 9 miliardi sono stati concessi e oltre 6 liquidati. Sono 9.024 (62%) i cantieri chiusi della ricostruzione privata e 5.534 quelli in corso (38%). Le Marche trainano la ricostruzione con il 57% delle richieste di contributo e il 65% dei canteri già conclusi. Per quanto riguarda le erogazioni di Cassa depositi e prestiti, il 71% fanno riferimento alle Marche».

Silvia Luconi, sottosegretario alla Giunta, e Renzo Marinelli, consigliere regionale
Dal 2023 al 2026 i dati evidenziano una percentuale in netto calo degli interventi non avviati, dal 44,8 al 2 per cento e un aumento dei progetti approvati, dal 7,3 al 33,3 per cento. I lavori conclusi sono passati dal 9,4 al 21,2 per cento. Dal 2023 a oggi un nucleo familiare su 3 è tornato a casa per un totale di 2.345. Nel 2026 i nuclei che ricevono ancora assistenza abitativa sono meno della metà rispetto al 2020.

Alessandro Gentilucci
Alessandro Gentilucci, presidente delle Provincia, riferendosi alla maxi inchiesta sui cantieri sisma, ha espresso «preoccupazione per le famiglie che hanno affidato gli incarichi alle aziende e per le maestranze che ora sono in un limbo. Mettendomi le vesti da sindaco, il percorso della ricostruzione è iniziato in maniera sbagliata con la delocalizzazione dei cittadini verso il mare. Poi abbiamo dovuto difendere le scuole – continua Gentilucci -. Abbiamo perso quattro anni perché le politiche funzionali per la ricostruzione e non c’erano. Poi c’è stato un cambio di rotta con un ascolto del territorio e il sisma ha assunto la dimensione di ricostruzione delle comunità con una prospettiva per il futuro».

Pierpaolo Borroni, consigliere regionale
Il presidente della Provincia ha concluso dicendo che è importante investire sui giovani e sulla resilienza. «Sento ancora il sapore del terremoto e oggi auspico senso di responsabilità per proseguire verso una ricostruzione che deve tutelare i cittadini per garantire prospettiva e futuro a una terra operosa e per una ricostruzione fisica e immateriale».

Giuliana Giampaoli, sindaco di Corridonia
Il sindaco di Corridonia Giuliana Giampaoli ha parlato di «una giornata sentita in cui è necessario ribadire il ruolo dell’Usr che non può essere sminuito rispetto a ciò che sta accadendo perché il fulcro rimane la rinascita dei territori. Dobbiamo raccogliere le esigenze e le necessità dei territori vicini ribadendo l’importanza che questa azione vada avanti con forza, serietà e competenza. Questo non può interrompersi».

Il videomessaggio di Lucia Albano, sottosegretario Mef
Lucia Albano, sottosegretario al Mef, ha parlato di un «percorso complesso che ha registrato forza e azione con una continuità delle risorse necessarie alla ricostruzione assicurata dal Ministero delle economie e finanze e da un grande lavoro di squadra».

Giuliano Ciabocco, sindaco di San Ginesio

I sindaci Alfredo Riccioni (Castelsantangelo), Stefano Antonelli (Muccia) e Pietro Cecoli (Monte Cavallo)

Mauro Scalvi, sindaco di Tolentino













Certe persone sono pagate per vigilare o no? Poi se questo non succede………
Ah quindi se non viene scarcerato si blocca tutto.complimenti a chi ha permesso questo scempio.
Dice Castelli..nel 2024 abbiamo vietato il subappalto a cascata..quindi la Restedil con un 240 dipendenti come cavolo faceva senza subappalti a cascata a gestire 400 cantieri contemporaneamente ,,,, che vuol dire riuscire a organizzare maestranze, muratori, elettricisti, idraulici e tutte le altre lavorazioni necessarie..Diciamo che praticamente quei cantieri sono stati controllati poco o per niente..
Spero che le indagini non si fermino alla sola impresa Crucianelli…
Sostituire sistematicamente “artifici” con “artefici” — come nel caso dell’espressione “artefici e raggiri” (che ricalca erroneamente il termine giuridico “artifici o raggiri”, elemento costitutivo del reato di truffa) — manifesta un grado di cultura medio-basso, caratterizzato da quello che in linguistica viene chiamato malapropismo o trompe-l’œil verbale.
Questo specifico errore rivela dinamiche culturali ben precise:
1. Il meccanismo dell’errore (Semicoltezza).
L’errore non è frutto di una totale ignoranza, bensì di una cultura approssimativa o “semicolta”. Chi lo commette:
• Ha orecchiato una formula colta o giuridica (“artifici e raggiri”).
• Non possiede nel proprio vocabolario attivo la parola artificio (l’inganno, lo stratagemma).
• Sostituisce la parola difficile con una foneticamente simile che forse gli risulta più familiare: artefice (l’autore, colui che fa), pur non rendendosi conto che in quel contesto la frase perde completamente senso logico.
2. La comicità involontaria (La “Dissonanza Cognitiva”).
L’effetto comico nasce dal fatto che la frase virgolettata, anziché descrivere i “mezzi” dell’inganno (gli artifici), evoca paradossalmente i “creatori” dell’inganno (gli artefici) messi sullo stesso piano dei raggiri. Trasforma un concetto astratto in persone fisiche, creando un cortocircuito sintattico.
3. L’aggravante del ruolo pubblico.
Se commesso da un politico o da un professionista della comunicazione, questo errore evidenzia:
• Una scarsa familiarità con il linguaggio tecnico-giuridico, spesso abusato per darsi un tono istituzionale.
• La tendenza a parlare per formule fisse o “cliché” ripetuti a memoria, senza una reale comprensione semantica delle parole utilizzate.
In sintesi, denota una cultura che si sforza di apparire elevata e formale, ma che scivola sulla struttura fondamentale della lingua, svelando una competenza lessicale superficiale.
(Gemini AI)
…Massimo…Fin Cantieri…mah!!! Alla fine Cantieremo…arimah!!! m.g.
Cantieremo perché siamo artifici del nostro destino, buonanotte Giuseppe.
Anche la superficie di 4000 chilometri cubi è una bella scaramazza, Massimo.
…Cantia tu, Massimo, che adesso sono stanco…lo sai che ho una certa età…eh!!! Notte cantierina…non arriva da sera a mattina… m.g.
…se la notte cantierina,
pur col suo artificio,
dalla sera alla mattina,
scopre lì mangimificio,
allor qui col cantierare,
siam stonati e di brutto,
meglio assai qui lavorare,
anche se un po’ distrutto,
ma fatica è assai rara,
oggi più ancor di prima,
pochi sentono fanfara,
della grande pure stima,
che l’odore di furbetto,
altri furbi certo attira,
tu ci metti e io metto,
fino a che noi si respira,
ma se il pur lavorare,
pochi attira di sicuro,
quando siedi a insegnare,
ai tuoi figli il futuro,
allor senza alcun dubbio,
loro speran in regali,
ma l’odore dello stabbio,
fai sentir con tutti i mali,
di condotta sì meschina,
per vantarsene e pure,
ma ti alzi la mattina,
con pur losche di figure,
allor se vale la pena,
di guardarsi lì negli occhi,
insegnare che la schiena,
dritta e noi non mammalucchi… m.g.
…Massimo…vedi un po’ tu…notte… gv
ODE TRAGICOMICA AI TRE MOSCHETTIERI DEL COMMENTO MACERATESE
Sia gloria sempiterna e solenne memoria
al trio che sulle Cronache fa la storia!
Tra cantieri bloccati, subappalti e macerie,
ecco tre spiriti pronti a trasmutar le cose serie
in un proscenio d’ironia sottile,
vegliando vigili sul suolo marchigiano ed umile.
S’erge primiero Massimo Giorgi, l’Inquisitore del Lessico,
che impugna la linguistica come un verdetto supremo e perentorio.
Di fronte al dramma dell’”artefice” scambiato per “artificio”,
non s’adira, ma stila un trattato da clinico ufficio:
evoca Gemini, viviseziona il malapropismo con dotta fierezza,
e demolisce la semicoltezza con chirurgica eleganza e mite fermezza.
Poi, da vero maestro di scherma e di parola,
con un solo motto ribaltato manda tutti di nuovo a scuola:
«Siamo artifici del nostro destino!» — e la notte s’inchina alla sua battuta solitaria.
Ed ecco levarsi Franco Pavoni, il Custode della Geometria Iperbolica,
colui che non si fa sfuggire la svista più diabolica!
Mentre il mondo discute di metri quadri ed edilizia,
egli adocchia la gaffe con chirurgica perizia:
«Quattromila chilometri cubi di superficie!», nota con arguto sarcasmo,
trasformando un errore di misura in un capolavoro di cosmico entusiasmo.
Un solo affondo, una battuta affilata come scimitarra,
e la fisica dei cantieri si piega e si sgarra.
Infine giunge Giuseppe Vallesi, il Bardo della Notte Cantierina,
che parte col calambour e chiude in versi all’alba che s’avvicina.
Dapprima scherza tra un cantierare e un cantare sornione,
poi imbraccia la cetra e regala alla piazza una memorabile canzone.
Tra odori di stabbio, furbetti, lezioni ai figli e schiene dritte,
le sue rime smascherano meschinità e figure da sconfiggere,
trasformando un commento su un articolo di cronaca giudiziaria
in un canto d’altri tempi che profuma d’etica e di stornello nell’aria.
O triade eccelsa! O trimurti della battuta Maceratese!
Finché ci sarete voi a vegliare sulle cantonate del paese,
nessun malapropismo rimarrà impunito,
nessun chilometro cubo passerà inosservato,
e ogni notte avrà la sua rima e il suo destino segnato.
Applausi a scena aperta per Giorgi, Pavoni e Vallesi!
(Gemini AI, le risposte dell’AI potrebbero contenere errori)
Franco, se ci pensi noi potremmo persino accusare di scaramazzismo terrapiattista chi misura la superficie terrestre in chilometri cubi, ma noi con gli “abitanti nel carattere” vogliamo essere buoni.
Oltre alle telefonate ricevute dai terremotati, credo proprio che ne avrà ricevute altre di tenore ben diverso.
Siamo artifici del nostro destino,
architetti di quinte di carta e d’inganni,
che murano il tempo con calce d’illusione
e contano i giorni credendosi eterni.
Disegniamo mappe su cieli di nebbia,
misuriamo l’ego in chilometri cubi
certi che il briglio che regge la sorte
sia saldo nei pugni, immune ai disturbi.
Ma siamo noi stessi i furbetti e le vittime,
i maghi e le comparse di questo scenario:
inventiamo l’inganno per venderci il sogno,
poi ci sorprendiamo del triste sipario.
Così ci s’incanta sul filo del trucco,
persuasi di vincere il caos e il declino,
dimentichi, alfine, che dietro la recita
siamo solo artifici del nostro destino.
Nu filo che n’n se sente
Nua simo mossi da nu filo che n’n sento;
«Laggiù, ner mezzo», dissero. Simo iti.
Da chi? N’n saccio. Ma lu braccio ogni momento
s’àrza e conta gli iorni, tutti contati.
Erano pochi? Tant’? N’n me ricordo.
Qualcheduno tira nu filo: n’n so quale.
Nemmeno iu lo vedo. Simo d’accordo.
Autori, nua? Che farsa teatrale.
N’n cala lu sipario: sta lì, precario,
e nua, pe’ nisciuno, ccà a recità.
Forse n’n c’è nemmeno nu scenario,
né sa nisciuno chi mai sta a guardà.
«Che facimo?» «Niente.» «Allora iamo.»
Ma restamo ancora, e n’n ce moviamo.
Nell’insieme questi commenti offrono uno spaccato formidabile e insolito: partono da una notizia di cronaca locale e giudiziaria (l’arresto legato ai cantieri della ricostruzione post-sisma e le dichiarazioni di Guido Castelli ed altri) per trasformarsi rapidamente in un vero e proprio palcoscenico letterario e goliardico.
Il thread si divide chiaramente in due anime: da un lato l’indignazione civica, dall’altro una sorta di “salotto intellettuale” tra i lettori.
1. La base: la cronaca, la rabbia e i dubbi (I commenti 1-4 e 13).
I primi interventi affrontano il cuore politico e sociale della notizia:
• Stefano Valenti Sr e Francesco Mariani esprimono lo sconforto e la rabbia per una gestione che appare fragile («se questo non succede… si blocca tutto»).
• Claudio Brunetti entra nel dettaglio tecnico citando le parole di Castelli sul divieto del subappalto a cascata e solleva un dubbio logico stringente: come poteva un’impresa con 240 dipendenti gestire ben 400 cantieri contemporaneamente senza una rete di subappalti? Da qui la conclusione amara sui controlli scarsi o inesistenti.
• Sergio Francesconi (commento 13) chiude il cerchio con una nota ironica e maliziosa sul tipo di telefonate ricevute, oltre a quelle istituzionali o dei terremotati.
2. La svolta: l’Agone Linguistico e la nascita del “Trio” (I commenti 5-12, 14-15).
A un certo punto la discussione cambia registro in modo surreale e brillante. L’utente Massimo Giorgi nota un errore lessicale ricorrente (lo scambio tra artifici e artefici) e dà il via ad una tenzone stilistica con Giuseppe Vallesi e Franco Pavoni.
• Il torneo stilistico: Quello che poteva essere un semplice sberleffo grammaticale si trasforma in una gara di bravura. Vallesi risponde con la poesia e il dialetto («Fin Cantieri… mah!!!»), Giorgi rilancia con un’ode epico-comica («I tre moschettieri del commento maceratese»), e Pavoni interviene pungolando sulla geometrica iperbole dei «quattromila chilometri cubi».
• La deriva filosofico-esistenziale: Negli ultimi commenti (la poesia di Giorgi al numero 14 e il componimento in dialetto maceratese di Franco Pavoni al numero 15), il tono diventa malinconico e pirandelliano-beckettiano. I 400 cantieri e gli errori di linguaggio diventano la metafora di una farsa più grande: burattini legati a fili invisibili, attori su un palco precario che recitano senza un vero pubblico («N’n cala lu sipario: sta lì, precario, e nua, pe’ nisciuno, ccà a recità»).
In sintesi.
Questo spazio commenti dimostra come la provincia italiana sappia reagire alla pesantezza della cattiva cronaca (i ritardi della ricostruzione, i guai giudiziari) attraverso l’ironia, la cultura condivisa e la creatività letteraria. Un gruppo di lettori si è riappropriato di una notizia grigia trasformandola in una jam session poetica, dove la grammatica, il dialetto e la filosofia da bar si fondono in un’opera collettiva del tutto inaspettata.
(Gemini AI, Cluster Operativo di Calcolo Ermeneutico Globale/Nodo Periferico di Macerata)