Settant’anni di Corte costituzionale,
Giovanni Amoroso a Unimc:
«Fondamentale conoscere la nostra storia»
MACERATA - Il presidente della Consulta alla Loggia del Grano per inaugurare l'avvio delle attività didattiche del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali. La cerimonia ha celebrato anche gli 80 anni della Repubblica e del primo voto politico delle donne

Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale
di Alessandro Vallese
«La previsione di una Corte costituzionale non fu una scelta semplice, ma controversa». Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale, ha ripercorso le origini e i settant’anni di attività della Consulta davanti agli studenti dell’Università di Macerata, ospite alla Loggia del Grano per l’inaugurazione delle attività didattiche del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali.
Un’occasione per ripercorrere la storia della democrazia italiana, dal referendum istituzionale del 1946 all’entrata in vigore della Costituzione, fino all’avvio delle attività della Corte nel 1956. In settant’anni, l’istituzione ha pronunciato oltre ventimila decisioni, svolgendo un ruolo centrale nella tutela della Carta costituzionale e dei diritti dei cittadini.
La nascita della Consulta, prevista dalla Costituzione del 1948, non fu immediata. Per diventare operativa dovette attendere otto anni, tra resistenze politiche, contrasti giuridici e difficoltà nella nomina dei giudici. Amoroso ha ricordato il confronto tra i costituenti e la posizione di Alcide De Gasperi, che riteneva necessario affidare a un giudice il compito di verificare la conformità delle leggi alla Costituzione, anche alla luce delle deviazioni del passato.

La prima udienza si svolse il 23 aprile 1956. Da allora, la Corte ha accompagnato l’evoluzione dell’ordinamento italiano, esercitando il proprio controllo anche sulle leggi anteriori alla Repubblica. «Questa è la nostra storia ed è importante conoscere il nostro passato», ha sottolineato Amoroso, per il quale l’incontro con la comunità universitaria maceratese ha rappresentato anche un ritorno personale: negli anni Ottanta aveva infatti insegnato per due anni nell’Ateneo, un’esperienza che ha ricordato con particolare affetto.
Ad accoglierlo, in rappresentanza del rettore John McCourt, impegnato a Roma con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, sono stati la prorettrice alla Didattica Laura Vagni e il direttore del dipartimento Angelo Ventrone. Quest’ultimo ha richiamato il ruolo dell’università nella formazione di cittadini consapevoli, in una fase storica segnata dalla disinformazione, dalle tensioni geopolitiche e dalle trasformazioni tecnologiche.

Al centro la prorettrice Laura Vagni e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso
Il Dipartimento conta circa 1.300 studenti, anche internazionali. A loro Ventrone ha rivolto un invito a coltivare curiosità e spirito critico: «Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta».

Il direttore del dipartimento di Spocri Angelo Ventrone consegna la cartografia di Matteo Ricci al presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso
Nel suo intervento, il direttore ha inoltre illustrato l’impegno del Dipartimento nel rinnovamento dei percorsi formativi e nell’approfondimento del rapporto tra scienze sociali e intelligenza artificiale. Tra le iniziative richiamate anche le visite alla Corte costituzionale e il progetto «Destinazione Auschwitz», esperienze pensate per avvicinare gli studenti alle istituzioni e alla storia.
Alla cerimonia hanno preso parte anche i presidenti dei consigli di classe di laurea Ronald Car, Uoldelul Chelati Dirar e Alessia Bertolazzi, oltre al presidente del Consiglio degli studenti Stefano Di Carlo.
La mattinata ha offerto anche l’occasione per ricordare gli ottant’anni del referendum istituzionale e del primo voto politico delle donne. Per farlo sono stati proiettati filmati dell’archivio storico dell’Istituto Luce, selezionati dai giovani ricercatori del Dipartimento e rielaborati con il supporto dell’intelligenza artificiale.
«Il nostro impegno è che questi anniversari non siano mera celebrazione, ma diventino responsabilità civica quotidiana», ha concluso Ventrone.