La Soprintendenza apre le porte
della Collegiata di San Ginesio
VISITE - A dieci anni dal sisma, cittadini e visitatori potranno vedere quattro luoghi al centro del processo di restauro. Coinvolte le province di Macerata, Ascoli, Fermo e Ancona. Il soprintendente Giovanni Issini: «Un'ulteriore occasione di dialogo tra le comunità e gli operatori addetti alla tutela»

La Collegiata di San Ginesio
Un progetto itinerante nelle province di Ascoli, Fermo, Macerata e Ancona promosso dalla Soprintendenza per ricordare il terremoto attraverso i luoghi della cultura, il lavoro della tutela e il percorso di rinascita del patrimonio ferito. Aperture straordinarie, incontri, visite e momenti di approfondimento coinvolgeranno, nel Maceratese, San Ginesio, ma anche Montegallo, Servigliano e il deposito-laboratorio di restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona.
“A dieci anni dal sisma (2016-2026)” è la campagna promossa con il ministero della Cultura che apre straordinariamente al pubblico alcuni cantieri e luoghi della tutela per raccontare non soltanto la ferita subita dal patrimonio, ma anche il lungo e complesso processo di tutela che in questi dieci anni si è compiuto: dall’emergenza alla messa in sicurezza fino al recupero, al restauro e alla progressiva restituzione dei beni alle comunità.
A San Ginesio sarà possibile visitare la Collegiata della Santissima Annunziata. Fondata come pieve nell’XI secolo e riedificata nel XIII, la Collegiata conserva una facciata che unisce elementi romanici e gotico fiorito, gli affreschi quattrocenteschi della cripta di San Biagio e ricche decorazioni barocche. Il sisma del 2016 ha provocato lesioni nelle pareti laterali, nel colonnato, nelle volte delle navate e delle cappelle e in facciata, compromettendo la piena funzionalità del complesso. Non si sono tuttavia verificate perdite di elementi significativi né danni tali da richiedere la ricostruzione di parti.
L’intervento punta al miglioramento complessivo della risposta sismica attraverso il consolidamento diffuso delle murature e opere locali sui diversi corpi edilizi, conciliando la sicurezza con la tutela del patrimonio architettonico e storico-artistico.
Per il soprintendente Giovanni Issini «le aperture straordinarie rappresentano una preziosa e ulteriore occasione di dialogo tra le comunità e gli operatori addetti alla tutela, nel pieno delle attività di ricostruzione fisica in atto nei territori duramente colpiti dagli eventi sismici. Un momento in cui i cittadini potranno immergersi nella realtà del cantiere di restauro e scoprirne le complessità e gli elementi caratterizzanti, confrontandosi con funzionari, tecnici e maestranze, le quali renderanno conto del lavoro che si sta attuando sul patrimonio culturale ferito dal sisma».
Cittadini e visitatori potranno entrare in spazi normalmente non accessibili, conoscere gli interventi realizzati e in corso e scoprire da vicino il lavoro svolto dalle professionalità impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale. Il decennale diventa così un’occasione di conoscenza, partecipazione e consapevolezza sul valore del patrimonio culturale per le comunità e i territori. Il progetto assume una particolare valenza istituzionale: raccontare la missione del ministero e delle Soprintendenze attraverso il lavoro quotidiano della tutela, fatto di sopralluoghi, studio, ricerca, definizione degli interventi necessari e loro esecuzione.
Le aperture della Collegiata di San Ginesio saranno sabato e domenica prossimi e sabato 7 e domenica 8 ottobre. Le visite guidate, della durata di circa 45 minuti, saranno organizzate nei seguenti turni: la mattina alle 9,30, 10,30 e 11,30 e il pomeriggio alle 14, 15 e 16. La partecipazione è gratuita e con prenotazione obbligatoria al link visitabile sul sito della Soprintendenza a partire da martedì. Ogni turno prevede un numero massimo di 20 partecipanti.