Corridonia, la presidenza del Consiglio
per testare l’unità del centrodestra.
Fi e Udc studiano il “campo larghissimo”

POLITICA - Martedì in assise la surroga di Umberto Spalletti, defenestrato per il caso dei calcoli sballati delle indennità: entra il leghista Angelo Menghi. Sullo sfondo la partita per le comunali: la riconferma di Giuliana Giampaoli allontanerebbe dalla coalizione i due partiti, con l'incognita sul futuro di Nelia Calvigioni, che potrebbe non essere della partita. Ma al centrosinistra manca un'alternativa forte

- caricamento letture
Giuliana Giampaoli_Corridonia_San Francesco_FF-12

La sindaca Giuliana Giampaoli

di Marco Pagliariccio

Prima la presidenza del Consiglio comunale, poi il nuovo sindaco. La politica corridoniana si scalda sul successore di Umberto Spalletti, defenestrato dopo il caso dei calcoli sballati sulle indennità (ieri il primo round, al Tar, ha visto il tribunale amministrativo rigettare il ricorso per difetto di giurisdizione, rinviando il caso al giudice ordinario), ma si muove già in ottica comunali 2027.

L’assise civica tornerà a riunirsi martedì prossimo e in maggioranza sarà già una prova per testare i rapporti di forza in vista della prossima tornata elettorale. Innanzitutto, sarà ufficializzato l’ingresso in Consiglio di Angelo Menghi, che consentirà alla Lega di avere un esponente in più prendendo il posto dello slot occupato dall’Udc con Spalletti. Alcuni rumors vorrebbero addirittura un salto diretto di Menghi allo scranno più alto (o in alternativa quello dell’altra leghista in Consiglio, Catia Luciani), ma non è detto che la sindaca Giuliana Giampaoli non voglia invece portare a casa un nome della componente civica della coalizione, quella che da cui si origina l’attuale compagine amministrativa: e allora l’alternativa potrebbe essere Francesco Calia, che politicamente si è sì da tempo smarcato rispetto al resto del gruppo (seguendo Marco Rizzo prima in Democrazia Sovrana Popolare e poi, di recente, in Italia Domani), ma che resta uno dei membri “originari” del gruppo che iniziò a formarsi sui banchi dell’opposizione durante l’amministrazione Cartechini.

francesco-calia

Francesco Calia

Superata questa prova, che, salvo colpi di scena, non dovrebbe creare nuovi scossoni visto anche che la durata della carica sarà di fatto di pochi mesi, l’attenzione si concentrerà in maniera più decisa sulla marcia di avvicinamento alle elezioni. La logica delle cose, nel centrodestra, dovrebbe portare verso la riconferma della sindaca uscente Giuliana Giampaoli, che però ha diverse spine da schivare. L’elefante nella cristalleria è il caso Nelia Calvigioni: la vicesindaca si è andata progressivamente allontanando dal resto della maggioranza e, pur non avendo ancora deciso nulla di definitivo, starebbe valutando anche la possibilità di ritirarsi dalla politica dopo un impegno ventennale. Questione delicata, perché il pacchetto di voti in grado di muovere l’ex sindaca è sostanzioso (nel 2022 fu la consigliera più votata con 652 preferenze) e potrebbe fare la differenza.

Unknown-1

Nelia Calvigioni e Giuliana Giampaoli nella notte della vittoria delle elezioni

Ma non è l’unico problema per la coalizione di centrodestra. Un Giampaoli-bis sarebbe difficilmente digeribile per l’Udc proprio alla luce del caso Spalletti (peraltro difeso come avvocato nel ricorso al Tar dal collega di partito Marco Caldarelli, voce critica della maggioranza di centrodestra a Macerata). E a Corridonia il partito era riuscito ad eleggere ben due consiglieri (oltre al presidente del Consiglio uscente, anche Valentina Fioretti). Ma anche Forza Italia, seppur senza rappresentanti in assise, ha avuto più di un mal di pancia nel corso del quinquennio, soprattutto sulle questioni legate all’ippodromo. E allora da qualche settimana aleggia la suggestione di un “campo larghissimo” che partirebbe proprio dagli ex berlusconiani e abbraccerebbe tutta l’opposizione, sullo stile dell’esperienza di Appignano a guida Mariano Calamita. Solo che al teorico gruppo, almeno al momento, mancherebbe proprio una… calamita, ovvero una personalità di spessore ma esterna alle logiche di partito concretizzare la proposta.

Fantapolitica? Forse, ma non troppo. Nel caso in cui si andasse verso una contrapposizione bipolare o quasi con centrodestra e centrosinistra l’un contro l’altro armati, l’attuale opposizione, rispetto a cinque anni fa, dovrebbe ritrovare una certa unità, con quel Sandro Scipioni che nel 2022 fu candidato con una sua lista che ormai, visto il suo ruolo di guida provinciale del Partito Socialista, dovrebbe rientrare in quell’alveo. Da capire invece le mosse di Gioele Giaché, uscito presto dalla maggioranza (il mancato assessorato non andò mai giù all’epoca) ma sempre rimasto nel gruppo misto: i 187 voti che seppe smuovere nel 2022 possono fare gola a tutti. Il problema per il centrosinistra, però, è che al momento non avrebbe un vero nome da spendere come candidato sindaco: escluso un tentativo-bis da parte di Manuele Pierantoni, vorrebbe provarci Monica Sagretti, ma la candidatura non sembra scaldare i cuori.

monica sagretti

Monica Sagretti

Sullo sfondo resta per ora la variabile Futuro Nazionale, che a Corridonia, diversamente dagli altri grandi centri della provincia, non ha trovato dei riferimenti precisi. Chissà che proprio le elezioni non siano lo stimolo a un’accelerazione in quel senso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X