Inchiesta sui lavori pubblici:
il Comune si costituisce parte civile,
chiesto mezzo milione di euro

PORTO RECANATI - Nove imputati, tra cui due dipendenti dell'ente. Oggi l'udienza preliminare è stata rinviata su richiesta delle difese. Le contestazioni, a vario titolo vanno dalla turbativa d'asta a presunti illeciti sui subappalti

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municipio - palazzo comunale comune di porto recanati - FDM (1)

Indagine su turbativa d’asta e subappalti a Porto Recanati, il Comune si è costituito parte civile all’udienza preliminare che oggi il gup Andrea Belli ha rinviato su richiesta delle difese. L’ente ha chiesto un risarcimento di 500mila euro.

Questioni tecniche legate alla presentazione di alcune memorie. Se ne riparla il 20 gennaio. Sono nove gli imputati, a vario titolo, si tratta di due funzionari del comune di Porto Recanati, sei imprenditori e del direttore tecnico di una azienda. L’indagine riguardava una serie di affidamenti e lavori eseguiti a Porto Recanati tra il 2021 e il 2022, dalle scuole alle strade fino al cinema Kursaal.

Uno dei dipendenti comunali è il 61enne Daniele Re, 61 anni, residente a Montelupone, e all’epoca responsabile del Settore Lavori pubblici, Ambiente e Patrimonio del Comune e, nelle procedure indicate dalla Procura, responsabile unico del procedimento.

massimiliano cofanelli

L’avvocato Massimiliano Cofanelli

A Re vengono contestate (pm Alessandra Alloggio) innanzitutto due ipotesi di turbativa d’asta. Una riguarda il progetto per l’installazione degli impianti di ventilazione meccanica nella scuola dell’infanzia e nella secondaria, finanziato con 200mila euro. Secondo la procura, il progetto sarebbe stato «indebitamente frazionato» e assegnato direttamente alla C.E.A.R. e ad altra società, turbando così la procedura di evidenza pubblica (i fatti risalgono al 27 ottobre 2021).

La seconda contestazione riguarda gli impianti di ventilazione della scuola primaria Dante Alighieri e della secondaria. L’accusa sostiene che sia stata annullata una precedente aggiudicazione provvisoria da 139.596 euro e che il progetto sia stato poi frazionato con affidamenti diretti ad una società cooperativa, per 108.152 euro, e ad un consorzio, per 67.036 euro. Secondo la Procura ne sarebbe derivato un aggravio di spesa di 35mila euro circa. Questa seconda contestazione riguarda fatti che sarebbero avvenuti il 25 novembre 2022.

A Re e ad un altro dipendente comunale, Luca Mandolini, 44 anni, residente a Porto Recanati e responsabile unico del procedimento per i lavori di manutenzione delle strade comunali e del marciapiede di via De Gasperi. A entrambi viene contestata un’altra ipotesi di turbativa d’asta, per la manutenzione delle strade comunali e la messa in sicurezza e il ripristino del marciapiede di via De Gasperi (fatti che risalgono al 24 settembre 2021). Secondo l’accusa, lavori appartenenti a un unico macro-aggregato e che complessivamente avrebbero superato i 150mila euro di base d’asta sarebbero stati frazionati e affidati direttamente alla Marche Asfalti srl.

giostra

L’avvocato Igor Giostra

Sempre nell’ambito degli interventi di via De Gasperi e del ripristino delle balaustre del lungomare di largo Porto Giulio e via Lepanto, altri due imputati, Giuseppina Iannotta, 50, di Napoli, e Nando Sabbatinelli, 70, residente a Montelupone. Per l’accusa Iannotta, legale rappresentante della Cantieri srl, alla quale il Comune aveva affidato i lavori, avrebbe subappaltato alla Marche Asfalti srl di Sabbatineli, parte delle opere. Lo avrebbe fatto, dice l’accusa, senza autorizzazione, per un importo superiore al 2% delle prestazioni affidate e con un costo della manodopera superiore al 50% dell’importo del contratto da affidare. Questi fatti risalgono al 26 luglio 2022.

Un quinto imputato, Gilberto Bedei, 70 anni, residente a Ravenna, direttore tecnico dell’area operativa del consorzio C.E.A.R. società cooperativa consortile, viene chiamato in causa per i lavori di restauro e risanamento conservativo del secondo stralcio del cinema Kursaal. A Bedei viene contestato il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente al Comune che il 21 giugno 2021 la Edil Salaria Picena srl fosse già consorziata con C.E.A.R., mentre la società, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe entrata nel consorzio soltanto dal 5 agosto 2021. Per lo stesso appalto Bedei e altri tre imputati Andrea Alfieri, 55, residente a Faenza, legale rappresentante del consorzio C.E.A.R. società cooperativa consortile, Rosina Paolanti, 79, nata a Valle Castellana ma residente ad Ascoli, titolare di Edil Salaria Picena srl, e Domenico Vagnoni, 58, residente ad Ascoli, titolare della Edil Salaria Picena srl rispondono invece della contestazione relativa a un subappalto non autorizzato. La Procura sostiene che il Consorzio C.E.A.R., aggiudicatario dei lavori, avrebbe subappaltato senza autorizzazione alla Edil Salaria Picena srl una parte delle opere per un importo superiore al 2% delle prestazioni affidate e con un costo della manodopera superiore al 50% dell’importo del contratto da affidare.

sandro giustozzi

Gli ultimi due capi d’imputazione riguardano la messa in sicurezza e la riqualificazione funzionale ed estetica della scuola dell’infanzia Gianni Rodari. A Daniele Re, Ralph Donato De Marco, 56 anni, nato in Germania e con domicilio eletto a Camerano, legale rappresentante della Ambiente Territorio società cooperativa e Domenico Vagnoni sono accusati della violazione della normativa sui subappalti. Secondo la Procura, la Ambiente Territorio società cooperativa, aggiudicataria dell’intervento, avrebbe subappaltato senza autorizzazione alla Area Delta società cooperativa di Vagnoni la totalità dei lavori (fatti che sarebbero avvenuti tra il 20 settembre 2021 e il 31 dicembre 2021).

A Re, De Marco e Vagnoni vengono infine contestati, in concorso, i reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e frode nelle pubbliche forniture. Secondo l’accusa, Re nella qualità di responsabile del Settore 5 Lavori pubblici, ambiente e patrimonio del comune, De Marco come legale rappresentante della Ambiente Territorio società cooperativa (assegnataria dei lavori per la scuola dell’infanzia Gianni Rodari) e Vagnoni come titolare della Area Delta società cooperativa, avrebbero attestato, prima della reale conclusione delle opere, la loro regolare esecuzione, consentendone la liquidazione da parte del Comune. I lavori sarebbero risultati invece «in larga parte difformi» da quelli previsti. L’accusa cita, tra gli elementi mancanti, un gazebo, un’altalena, uno scivolo, 16 sedute da esterno e diversi metri quadrati di pavimentazione anti-trauma.

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Massimiliano Cofanelli, Sandro Giustozzi, Diego Silvestri, Fabrizio Colagiacomi, Michela Foglia, Giovanni Scudellari.

Oggi il comune di Porto Recanati si è costituito parte civile, a tutelare l’ente è l’avvocato Igor Giostra. Il Comune ha avanzato una richiesta di risarcimento di 500mila euro. Prossima udienza il 20 gennaio.

(Redazione Cm)

Inchiesta sui lavori pubblici, nove indagati a Porto Recanati tra funzionari comunali e imprenditori


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