Frodi carosello, gli arrestati dal Gip.
Giuseppe Cerolini fa scena muta,
Marinozzi nega: «Solo una segretaria»
INDAGINE - L'ex patron della Civitanovese è ritenuto l'istigatore del presunto sodalizio che avrebbe messo in piedi un giro d'affari illecito da milioni di euro. La 63enne di Morrovalle pure sarebbe stata al vertice dell'organizzazione ma oggi ha negato: «Ero addetta alla gestione documentale delle fatture, ma i rapporti sottostanti non li conoscevo». L'avvocato Giovanni Galeota, legale di due indagati: «Assoluta mancanza dell’attualità della condotta, deposito appello cautelare»

di Gianluca Ginella
Si è avvalso della volontà di non rispondere l’imprenditore civitanovese Giuseppe Cerolini arrestato martedì dalla Guardia di finanza nel corso di una indagine che ha riguardato frodi carosello per evadere l’Iva. È ritenuto dagli inquirenti della Procura europea di Torino l’istigatore delle condotte illecite presunte dagli investigatori.

Giuseppe Cerolini
A Cerolini, 59 anni, ex patron della Civitanovese, vengono contestati 49 capi di imputazione. Con lui è ritenuta essere istigatrice del gruppo criminale (tra le contestazioni c’è anche l’associazione a delinquere per 23 indagati) la 63enne Maria Giuseppina Marinozzi, di Morrovalle. Pure lei arrestata martedì, oggi è stata sentita dal gip del tribunale di Torino, Paola Vetro, nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Ad assisterla l’avvocato Gabriele Cofanelli. Marinozzi ha spiegato di lavorare per Cerolini «facevo la ragioniera. Ero addetta alla gestione documentale delle fatture, ma io i rapporti sottostanti non li conoscevo. Mi dicevano di registrare le fatture in entrata o in uscita ma io non sapevo se poi fossero reali o meno». Cerolini, difeso dall’avvocato Giannino Voltattorni, è stato sentito ieri. Nel corso dell’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
In tutto sono undici gli arrestati nell’operazione della Guardia di finanza, tra questi l’avvocato Domenico Basile (ai domiciliari) che secondo gli inquirenti era stretto collaboratore di Cerolini. Basile, originario della provincia di Catanzaro da alcuni anni vive a Porto Recanati.

L’avvocato Gabriele Cofanelli
Si parla nell’indagine di un “polo marchigiano” di cui avrebbero fatto parte sia Marinozzi, che Cerolini che altri sette arrestati (tra cui Basile) che si sarebbe dotato di innumerevoli società create al solo scopo di fungere da schermo e rendere difficoltosi gli accertamenti fiscali, svolgere ruoli ben determinati all’interno del programmato schema di frode carosello. Si parla di «un numero considerevole di ditte o società create ad hoc per essere inserite nel sistema illecito di false fatturazioni» che sarebbero state tutte gestite di fatto da Cerolini e Marinozzi tramite prestanome che avrebbero eseguito le loro direttive.
In manette martedì sono finiti anche (in carcere) Salvatore Guerra, 51 anni residente a Verona, Gianluca Ciarrocchi, 55, di Sant’Elpidio a Mare, Pierluigi Benedetti, 65, residente a Jesi, Stefano Menegoni, 52, residente a Riva San Vitale in Svizzera (tutti e quattro ritenuti far parte del “polo marchigiano”), Marco Bruglia, 58 anni residente a Castelfidardo, Alessandro Scuteri, 60 anni residente a Robassomero (in provincia di Torino). Infine sono stati arrestati e messi, oltre al 67enne Basile, anche Antonio Falcone, 66 anni, residente a Mattinata (in provincia di Foggia), Antonio Esposito, 55, residente a Campomarino (in provincia di Campobasso) (tutti e tre ritenuti far parte del “Polo marchigiano”). A tutti gli undici arrestati viene contestata l’associazione per delinquere. Sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Andrea Netti, Valentina Romagnoli, Maurizio Ballarini, Sabina Senatore, Maurizio Bortolotto.
Gli interrogatori proseguiranno nei prossimi giorni. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2021.

Giovanni Galeota
Oltre agli arresti sono state emesse altre sette misure cautelari (si tratta di obblighi di firma e interdizioni). Due di questi indagati sono assistiti dall’avvocato Giovanni Galeota che sta preparando l’appello cautelare. Secondo il legale: «C’è una assoluta mancanza di attualità della condotta. Parliamo di fina che si sono conclusi nel 2021, dov’è il rischio di reiterazione del reato a distanza di cinque anni? Il giudizio prognostico negativo sulla possibile reiterazione di reato deve essere valutato su questioni oggettive».
La frode carosello sarebbe avvenuta nel settore del commercio di materie plastiche tra il 2018 e il 2021. Secondo le indagini della Guardia di Finanza ci sarebbero state operazioni inesistenti per un ammontare di circa 100 milioni di euro e un’evasione Iva di circa 25 milioni di euro. Coinvolte 56 persone – tra cui imprenditori e professionisti -, 34 imprese nazionali e 8 società esterne tra Marche ed Est Europa.