Rogo della casa mobile, dimesso il 35enne:
sarà ospite di una struttura comunale.
Per l’abitazione speranza da un bando

PIEVE TORINA - Michael Carboni è uscito oggi dall'ospedale: «Non so dove andare. Ieri ho acceso una sigaretta e sono stato sbalzato fuori». A soccorrerlo un vicino. Il sindaco Alessandro Gentilucci: «Sarà alloggiato temporaneamente nell'unica struttura sociosanitaria che abbiamo»

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Michael Carboni con sul volto i segni delle ferite riportate nell’incendio

di Francesca Marsili

È stato dimesso oggi dal Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata Michael Carboni, il 35enne rimasto ferito alba di ieri nell’incendio che ha distrutto la casa mobile in cui viveva, a Pieve Torina. Ha riportato ustioni al volto, alle braccia e alle gambe.

«Non ho più una casa, non so dove andare. Spero di recuperare almeno le chiavi della mia auto», ha detto in un video appena dimesso dall’ospedale con il viso ancora segnato dalle bruciature. Informato della sua necessità di rientrare, il comune di Pieve Torina ha inviato un pulmino a Macerata per riportarlo in paese.

«Sarà alloggiato temporaneamente nell’unica struttura sociosanitaria del Comune in grado di fornirgli, se necessario, l’assistenza alla cura delle lesioni riportate – spiega il sindaco Alessandro Gentilucci – in attesa che possa ritornare alla normalità».

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Lo spegnimento dell’incendio nella casa mobile

Carboni, operaio edile, è originario della Sardegna, ma da dodici anni vive a Pieve Torina. Viveva nella casetta mobile di proprietà della ditta di costruzioni per cui lavora, posizionata vicina ad un immobile in fase di ristrutturazione. Era stato il suo titolare a fornirgli quella soluzione abitativa dopo che lo scorso aprile era rimasto senza una casa.

«Ho cercato una casa da affittare ma non si trova nulla – spiega a Cronache Maceratesi -. Così il mio datore di lavoro mi aveva offerto la possibilità di stare in quella struttura mobile». Poi, all’alba di ieri mattina, l’esplosione. Alla base, molto probabilmente, una fuga di gas. «Mi ero appena alzato per andare al lavoro – spiega Carboni – stavo uscendo e mi sono acceso una sigaretta. Con l’esplosione sono stato sbalzato fuori». A soccorrerlo un vicino di casa, Paolo Pierdomenico, medico in pensione che lo ha accolto in casa. Poi il trasporto in ospedale. La mobil house è andata completamente distrutta, e con essa tutto ciò che c’era dentro.

Per il 35enne resta aperta la questione di fondo: una casa. Carboni lamenta di non riuscire ad accedere a un alloggio, e una possibilità potrebbe arrivare con l’apertura di un bando, prevista a giorni dal Comune di Pieve Torina, per l’assegnazione di una soluzione abitativa.

Fiamme in una casa mobile, ustionato un 35enne

 


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