Creava i calzari degli antichi greci e romani,
morta l’artigiana Anna Lucina Piergiacomi

URBISAGLIA - Aveva 69 anni, si è spenta oggi. Nella sua bottega riproduceva fedelmente le calzature degli antichi. Il funerale venerdì alla chiesa parrocchiale

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Anna Lucina Piergiacomi

di Francesca Marsili

È morta Anna Lucina Piergiacomi, l’artigiana di Urbisaglia che realizzava calzature storiche. Anima e fondatrice della bottega Lucina calzature, con le sue mani cuciva il passato, pezzi unici nati dalla storia dei Romani, Greci, Etruschi e Bizantini. Aveva 69 anni, il suo cuore si è fermato all’alba di questa mattina all’ospedale di Macerata, a causa di una malattia.

Anna-Lucina-4-325x279Oggi Urbisaglia perde una delle sue anime più luminose, originali e poetiche. È stata molto più di un’imprenditrice: un’artigiana di rara maestria, una ricercatrice, un’artista e una custode del tempo che ha portato le sue creazioni dal  laboratorio di contrada Montedoro in giro per il mondo.

Nata a Macerata ma legata a Urbisaglia da un amore viscerale che la faceva sentire cittadina del borgo a tutti gli effetti, Anna ha dedicato oltre cinquant’anni della sua vita all’arte della calzatura.

Entrata nel settore nel 1975, si era imposta come una delle professioniste più stimate del distretto di alta gamma delle Marche, offrendo la sua profonda conoscenza e il suo prezioso know-how anche come consulente per i più noti e blasonati marchi della moda internazionale. Ma è nei primi anni 2000 che la sua parabola umana e professionale compie la svolta che l’avrebbe resa unica in Italia e nel mondo.

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È stato proprio camminando tra i resti dell’antica Urbs Salvia che ebbe un’intuizione folgorante. Si disse: «Gli antichi romani facevano molta più strada a piedi di quanta ne percorriamo noi oggi. Camminavano per tantissimi chilometri, per cui avranno sicuramente avuto delle scarpe comode, resistenti, funzionali e anche belle. Lì ci sono le nostre radici». Da quel momento, per Anna è iniziato un viaggio controcorrente. Non senza difficoltà, prima in autonomia e poi attraverso la collaborazione scientifica con docenti universitari e archeologi marchigiani, ha trasformato la sua bottega in un laboratorio di archeologia sperimentale dove ricostruiva fedelmente i calzari storici applicando le stesse tecniche del passato.

Nel 2004 nasce la prima collezione ufficiale e, da allora, il laboratorio di Urbisaglia è diventato un tempio dell’artigianato puro, piccole opere frutto di un meticoloso lavoro. Iniziando a vendere le sue creazioni nelle rievocazioni storiche, il valore del lavoro di Anna ha saputo imporsi ben oltre la nicchia degli appassionati di storia. Le sue calzature sono state scelte per importanti produzioni cinematografiche e per i palcoscenici dei più grandi teatri del mondo, come il Teatro alla Scala di Milano e lo Sferisterio della vicina Macerata. I suoi pezzi unici hanno varcato i confini nazionali per essere esposti come opere d’arte e di ricostruzione storica all’interno di prestigiosi musei in Inghilterra, Francia e Olanda. Un primato di cui Anna andava fiera. Negli anni era riuscita a trasmettere questa sua straordinaria e faticosa passione, fatta di studio e calli alle mani, al figlio Marco e alla nuora Noemi, che la supportavano in bottega e che oggi custodiscono l’esclusivo segreto di una produzione familiare unica in Italia.

Tantissimi i messaggi di cordoglio, anche da parte di rievocatori storici da ogni parte d’Italia. «Chi di noi non si è fatto fare da lei calzature d’epoca? Io dei caligae e calcei – scrive Antonio Pisanelli, romano – non dimenticherò mai il suo lavoro da vera certosina, quando prendeva con precisione la forma del mio piede per ricostruire le calzature che avevo richiesto». L’Irasenna, associazione culturale-archeologia e  rievocazione etrusca, si unisce ai tanti commenti di dolore per la perdita. «Abbiamo una miriade di ricordi. Ci hai visti muovere i primi passi nella rievocazione storica, ci hai sostenuto da sempre, ci hai visti crescere e hai visto crescere i nostri figli. Mancherai, soprattutto la tua risata fragrorosa». L’associazione Fortebraccio Veregrense: «Lucina era una persona stupenda, sempre sorridente, un’artigiana fenomenale ed era una di noi: una vera rievocatrice. Hai attraversato il ponte, Lucina, ma il tuo ricordo accompagnerà ogni rievocatore che indosserà i tuoi lavori; ogni loroe nostro passo sarà anche un passo che continuerai a fare al nostro fianco». E ancora, il laziale Alessio Grandicelli: «Una grande donna, una grande artista, una grande amica oggi è in viaggio con Caronte verso l’Ade. Tutto il mondo della rievocazione storica e dell’archeologia sperimentale oggi è il lutto. Questa notizia mi rattrista ma nello stesso modo mi rende orgoglioso per averti conosciuto e di aver vissuto tantissimi eventi insieme e ancor più conserverò gelosamente i tuoi calcei repandi che mi accompagnano da quasi 20 anni. Nessuna calzatura mai potrà sostituire le tue opere d’arte».

Lascia il marito Florindo Ciurlanti e i figli Marco e Simona. Il funerale sarà celebrato venerdì, alle 16, nella Chiesa parrocchiale di Urbisaglia, partendo dalla casa funeraria Pietas di Passo Ripe San Ginesio dove è allestita la camera ardente.


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