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Stretta su bivacchi e campeggi:
scatta il divieto fino a fine 2026

TOLENTINO - Ordinanza del sindaco su tutto il territorio comunale: sanzioni fino a 500 euro e sequestri per chi viola le regole. Decisione che sarebbe arrivata in risposta all'aumento degli episodi negli ultimi mesi

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Mauro Sclavi, sindaco di Tolentino

Stop a bivacchi, tende e accampamenti in città. Il Comune di Tolentino rafforza le misure per la tutela del decoro urbano e della sicurezza introducendo, con effetto immediato e fino al 31 dicembre 2026, il divieto di campeggio, bivacco e accampamento su tutto il territorio comunale. Il provvedimento, firmato dal sindaco, arriva dopo una recrudescenza del fenomeno che sarebbe stata registrata negli ultimi mesi. Diverse le segnalazioni da parte di cittadini ed esercenti, in particolare in parchi, giardini e aree verdi, dove si sono verificati episodi di occupazione impropria con tende, sacchi a pelo, coperture di fortuna e perfino accensione di fuochi.

Un trend che, secondo quanto evidenziato dal Comune, rischia di accentuarsi con l’arrivo della stagione primaverile ed estiva, quando aumentano le presenze e la permanenza prolungata negli spazi pubblici. La polizia locale è già intervenuta più volte, senza però riuscire a contenere in modo stabile il fenomeno. L’ordinanza riprende e rafforza le disposizioni già adottate nell’agosto 2025, che avevano prodotto effetti significativi. Nel dettaglio, viene vietato il campeggio e il bivacco in luoghi pubblici o aperti al pubblico con qualsiasi mezzo, compresi i veicoli utilizzati oltre la propria sagoma. Stop anche all’accensione di fuochi a fiamma libera, all’abbandono di rifiuti, all’uso improprio delle fontane pubbliche per l’igiene personale o il lavaggio di indumenti.

Tra i comportamenti sanzionati anche l’occupazione indebita di arredi urbani e beni monumentali, così come lo stazionamento prolungato senza giustificato motivo quando arreca intralcio o compromette il decoro e la sicurezza. Vietati inoltre imbrattamenti e danneggiamenti del patrimonio pubblico e privato. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, oltre all’obbligo di cessare immediatamente la condotta, rimuovere quanto installato e ripristinare i luoghi a proprie spese. Possibili anche sequestro e confisca dei mezzi utilizzati per commettere le violazioni, con ulteriori conseguenze sul piano penale nei casi più gravi.

Il Comune potrà inoltre attivare azioni per il risarcimento dei danni e il recupero delle spese sostenute per il ripristino delle aree. Controlli e vigilanza sono affidati alle forze dell’ordine e alla polizia locale.



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