Spazio pubblicitario elettorale

Case popolari, il “peso” della residenza:
«Così si rischiano graduatorie distorte»

ERAP - Dopo i nuovi bandi a Macerata e Civitanova, l’ex direttore Daniele Staffolani richiama la sentenza della Corte costituzionale: «Il bisogno deve restare il criterio centrale». Allarme ricorsi e possibili ritardi nelle assegnazioni

- caricamento letture
erap-case-popolari-via-marchetti

Case popolari a Civitanova

Un criterio che rischia di rimettere in discussione le graduatorie per le case popolari: è quello legato alla residenza nei Comuni che pubblicano i bandi. A intervenire sul tema è Daniele Staffolani, ex direttore dell’Erap Macerata, che analizza nel dettaglio criticità e possibili conseguenze del sistema attuale, riportando anche i recenti sviluppi giurisprudenziali.

«I due maggiori comuni della Provincia, Macerata e Civitanova, hanno recentemente provveduto alla pubblicazione dei nuovi bandi per l’assegnazione degli alloggi popolari, da poco scaduti; allo stesso modo hanno proceduto o stanno procedendo altri Comuni della Provincia. Il bando del Comune di Civitanova, in conformità alla vigente normativa regionale in materia, prevede, tra gli altri, uno specifico punteggio per la residenza nel Comune che ha emanato il bando, fino ad un massimo di 8 punti (0,5 punti per ogni anno fino ad un massimo di sedici anni); il bando del Comune di Macerata, per la verità, prevede erroneamente, invece, l’attribuzione di 5 punti, non avendo ancora recepito la modifica disposta dall’art.13 della legge regionale n.24/2023, anche se, per l’effetto dei rinvio dinamico di cui all’articolo 19 dell’apposito Regolamento comunale, in sede di istruttoria delle domande anche in tal caso dovrà essere applicato il nuovo maggiore punteggio (la legge regionale prevale sul regolamento comunale ndr).»

daniele_staffolani-300x245

Daniele Staffolani

 

Il nodo centrale è proprio il valore attribuito alla residenza, che secondo Staffolani risulta oggi sproporzionato rispetto ad altri indicatori di disagio. «Si tratta di un punteggio piuttosto elevato, il più alto tra quelli che è possibile attribuire per le altre condizioni di disagio socio-abitativo, soggettive ed oggettive, previste dalla normativa (reddito, composizione del nucleo familiare, presenza di figli minori, nuclei monoparentali, presenza di anziani e/o disabili, alloggi inadeguati o antigienici, sfratto, presenza in graduatoria); si pensi, ad esempio, tanto per rimanere nel concreto, che, per la presenza di due invalidi gravi nel nucleo familiare, vengono attribuiti, al massimo, 6 punti».

Un’impostazione introdotta nel 2023 dalla Regione Marche, che ha modificato il sistema precedente. «Tale punteggio, come si è detto, è stato introdotto nel corso del 2023 dall’attuale Giunta regionale, modificando il criterio prima esistente, che attribuiva alla residenza nel Comune un punteggio massimo di 5 punti (0,5 punti per ogni anno dal decimo al ventesimo, esclusi dunque i primi dieci). Va segnalato, tuttavia, che l’attuale criterio è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con una recente sentenza, la numero 1 del 2026 dell’8 gennaio 2026, destinata ad avere effetti pratici sull’intero territorio nazionale, con riferimento ad analoga norma contenuta nella legge regionale della Toscana; in tale pronuncia si afferma che, pur non configurandosi la residenza come un requisito di accesso ai bandi, ma quale criterio per l’attribuzione di punteggio in graduatoria, ad essa non può essere conferito un peso eccessivo rispetto alla condizione di bisogno, sminuendo la centralità di quest’ultima nell’assegnazione degli alloggi».

Il principio ribadito dai giudici costituzionali è chiaro: la casa popolare dovrebbe andare a chi ne ha più bisogno, non a chi risiede da più tempo. «In buona sostanza, la Corte ha ribadito che il diritto all’abitazione è un diritto sociale fondamentale, volto a garantire un’esistenza dignitosa a chi non dispone di risorse sufficienti; l’attribuzione di punteggi elevati basati sul radicamento territoriale, scollegati allo stato di bisogno, è irragionevole e contraria alla finalità del servizio pubblico, oltre a determinare un’ingiustificata disparità di trattamento tra persone che versano in condizione di fragilità, ossia, per meglio esplicitare, la casa popolare è destinata a chi ne ha più bisogno effettivo e non, per forza, a chi è residente da più anni».

Da qui l’invito a intervenire rapidamente sul piano normativo, coinvolgendo istituzioni e rappresentanze sociali. «È dunque auspicabile ed opportuno che da parte della stessa Giunta Regionale o da parte di singoli Consiglieri Regionali o delle Organizzazioni Sindacali dell’utenza (Sunia, Sicet, Uniat) vengano intraprese quanto prima le più idonee iniziative volte a modificare l’attuale quadro normativo, riducendo adeguatamente il punteggio ora previsto per la residenza, magari aumentando, di contro, quello previsto per la perdurante presenza nelle graduatorie, che è decisamente più significativo rispetto alla residenza circa la dimostrazione di un prolungato fabbisogno abitativo, per il quale è attualmente prevista l’attribuzione, al massimo, di 5 punti».

Una proposta che, sottolinea Staffolani, sarebbe in linea con le indicazioni della Consulta. «Ciò, peraltro, avverrebbe in conformità ai dettami della Corte Costituzionale, la quale, nella medesima sentenza, non esclude che il radicamento territoriale nel Comune possa essere valorizzato in altri modi, ossia attribuendo un maggiore punteggio non già sulla base della semplice residenza ma proprio in virtù dell’anzianità di permanenza in graduatoria, che documenta il protrarsi della sofferenza sociale dovuta alla perdurante mancata assegnazione dell’alloggio.»

Sullo sfondo resta il rischio concreto di contenziosi. «È evidente che, in assenza di modifiche normative finalizzate a neutralizzare gli effetti distorsivi nella formazione delle graduatorie derivanti da quanto sopra illustrato, i bandi comunali emanati nella Regione e quelli di prossima emanazione restano passibili di ricorsi, con il rischio di lunghi contenziosi e conseguenti ritardi nell’assegnazione degli alloggi popolari disponibili».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X