Rinasce l’Eremo di San Cataldo:
ok al progetto da 1,4 milioni

ESANATOGLIA - L'intervento di ricostruzione riguarda la messa in sicurezza e il consolidamento degli edifici destinati ad alloggi e foresteria, esclusa la chiesa

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Il sindaco Luigi Nazzareno Bartocci

Approvato dalla Conferenza regionale il progetto definitivo per il ripristino e il miglioramento sismico del complesso storico dell’Eremo di San Cataldo di Esanatoglia, situato a 766 metri di altitudine sullo sperone roccioso del Monte Corsegno, in una posizione panoramica che domina la valle sottostante.

L’intervento prevede un investimento pari a 1,4 milioni e riguarda la messa in sicurezza e il consolidamento degli edifici destinati ad alloggi e foresteria, esclusa la chiesa. «L’approvazione del progetto segna un passo determinante verso il recupero di uno dei luoghi più identitari e suggestivi del territorio – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli – l’intervento restituirà all’Eremo di San Cataldo la sua piena funzionalità, valorizzandone la memoria storica, la rilevanza culturale e la naturale vocazione alla contemplazione, assicurandone la conservazione per le generazioni future».

«L’eremo non è solo un elemento di ricostruzione di un bene pubblico di grande valore storico, essendo annoverato tra gli eremi rupestri più belli delle Marche, ma riveste anche un’importanza sociale ancora maggiore. San Cataldo è, di fatto, il copatrono di Esanatoglia, e l’eremo funge da punto di ritrovo e socialità. Restituire questo luogo al territorio significa riattivare le pulsioni positive legate al ricordo e alla tradizione, rendendolo socialmente rilevante. Pur essendo un progetto complesso, siamo lieti di restituire ai cittadini una loro tradizione e un luogo di culto e socialità», dice il sindaco Luigi Nazzareno Bartocci.

L’eremo ha origini medievali ed è documentato per la prima volta nel 1324; nacque come luogo collegato al monastero benedettino di Fonte Bono e venne in seguito dedicato a San Cataldo, monaco irlandese e vescovo di Taranto. Per la sua posizione strategica, fu utilizzato anche come punto fortificato a difesa del territorio e del castello di Esanatoglia, sorto sulle rovine di un’antica torre di controllo. L’analisi dei danni causati dal sisma del 2016 ha messo in luce un quadro strutturale compromesso, con lesioni diffuse nelle murature, degrado dei solai e indebolimento dei collegamenti strutturali. Il progetto approvato interviene con tecniche compatibili con la tutela del bene, garantendo il consolidamento degli elementi storici, la ricostruzione dei solai più danneggiati, la riparazione delle murature e l’adeguamento impiantistico, nel rispetto dei materiali e delle tipologie originarie.

Sempre nell’ambito della ricostruzione, è stato disposto il trasferimento di 118mila euro a favore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, destinati all’intervento per la casa di riposo di Monte San Giusto. Le risorse rappresentano il terzo acconto, funzionale al raggiungimento dell’80% del contributo complessivamente finanziato per l’opera, che vale oltre 3 milioni.

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