
La presentazione della ricerca Vai
Ricerca sulla vulnerabilità abitativa e la salute degli anziani ai titoli di coda. Oggi alla Casa Kito di Caldarola si è svolto il convegno conclusivo del progetto Vai, promosso da Spi Cgil e realizzato, per le Marche, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Ires Marche.
A presentare i risultati della ricerca sono stati Marco Amichetti, ricercatore Ires Marche, e Marco Arlotti, professore associato di Sociologia Economica all’Università Politecnica delle Marche.
Lo studio ha interessato la regione Emilia-Romagna e le Marche, con un approccio comparativo tra contesti urbani e aree rurali interne. Per la provincia di Macerata, le interviste semi-strutturate hanno coinvolto anziani residenti nei comuni di San Ginesio, Muccia e Visso, tutti appartenenti all’area del cratere sismico del 2016, territori già segnati da un progressivo spopolamento che il terremoto ha ulteriormente accelerato.

Due sono i temi emersi con forza nel corso del convegno. «Il primo è la solitudine – spiegano dalla Spi Cgil – una condizione che non riguarda solo la sfera emotiva degli anziani intervistati, ma si configura come un vero e proprio fattore di rischio per la salute fisica e mentale. Nelle aree interne, dove i servizi si sono progressivamente ridotti e la rete di vicinato si è assottigliata, molti anziani — spesso soli in grandi case di proprietà — vivono giornate in cui, come emerge dalle interviste, può capitare di non aprire bocca con nessuno per settimane intere».
«Il secondo tema è quello dell’inadeguata presenza delle istituzioni – proseguono dalla Spi Cgil – la ricerca documenta come nelle aree periferiche — sia urbane che rurali — la carenza di servizi pubblici, trasporti, strutture sanitarie di prossimità e manutenzione del patrimonio abitativo produca un circolo vizioso che amplifica le vulnerabilità esistenti e ne genera di nuove. I risultati della ricerca VAI verranno ora diffusi agli enti istituzionali e a tutti gli attori coinvolti nei processi di contrattazione, per diventare strumento di orientamento nelle scelte di governo locale in materia di welfare, assistenza e sviluppo economico delle comunità».
«La partecipazione di oggi dimostra che nei piccoli comuni del maceratese, e in particolare in quelli colpiti dal cratere sismico, c’è ancora un bisogno forte e urgente di dire la propria, di farsi sentire, di far emergere il disagio che altrimenti rischia di restare invisibile. Questo ci responsabilizza ulteriormente» sono le parole di Romina Maccari, segretaria provinciale Spi Cgil Macerata, che ha espresso soddisfazione per la risposta della cittadinanza all’iniziativa. «La ricerca Vai non è un punto di arrivo – prosegue Maccari -, ma una base solida da cui ripartire per portare avanti le istanze sociali di chi vive nelle nostre comunità più fragili. Il sindacato dei pensionati è e sarà in campo nei tavoli di contrattazione perché queste evidenze diventino politiche concrete».
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