Ninfa Contigiani, segretaria comunale del Pd con il candidato sindaco Gianluca Tittarelli
Il Pd Macerata “brinda” per la vittoria del No al Referendum sulla magistratura. «Hanno vinto la Costituzione e i cittadini consapevoli del fatto che questo referendum non era una riforma della giustizia per loro – dice Ninfa Contigiani, segretaria cittadina del Pd – La vittoria del No a questo referendum, cosiddetto sulla giustizia, è il successo degli italiani profondamente democratici e della loro volontà di mandare al governo della presidente Meloni un messaggio chiaro di dissenso e stanchezza. L’esito della consultazione referendaria costituzionale segna la fine di una proposta giudicata strumentale, confusa e persino rischiosa che avrebbe minato l’indipendenza della magistratura senza risolvere i problemi reali che affliggono il sistema giudiziario italiano per rendere la giustizia più efficiente per i cittadini. Il responso delle urne tutela il principio di separazione dei poteri, evitando derive populiste che avrebbero indebolito la funzione di garanzia dei magistrati e rende ancora più chiaro che temi complessi come l’ordinamento della Magistratura richiedono un confronto serio e organico, nelle sedi istituzionali».
Per il Pd – che sostiene la candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli – il voto referendario a Macerata (53,17% per il No, 46,83% per il Sì) è un segnale in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio: «Parcaroli per il si, perde nella sua città. La città di Macerata, come il Paese, ha scelto la serietà – prosegue la nota dei Dem – Esattamente ciò che non sta dimostrando il governo Meloni che pensava di distrarre gli italiani dall’inadeguatezza mostrata nei rapporti internazionali di fronte ai conflitti in corso e nell’andamento economico del nostro Paese: ricordiamoci che a febbraio di quest’anno Macerata si è confermata tra le città con il più alto tasso di inflazione in Italia, con un incremento dell’1,8% su base annua, comportando una maggiore spesa di circa 399 euro per una famiglia media. Una città che figura tra le più care a livello nazionale per il rincaro dei prezzi. Non c’è spazio per l’immobilismo e le ambiguità, gli italiani lo hanno detto con grande chiarezza anche vedendo il dato della notevole partecipazione al voto, in controtendenza rispetto agli ultimi appuntamenti elettorali. Il No non è stato un voto per l’immobilismo ma una spinta a continuare con ancora più forze le proposte di riforma equilibrate per la giustizia a livello nazionale, mentre a livello locale sempre di più ci impegneremo per dare un’alternativa e una nuova ripartenza alla città».
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Esulta il Pd Marche
Anche un redivivo Pd Marche gioisce per la vittoria del No: «Trionfo del No al referendum sulla giustizia nelle Marche e in Italia: gli elettori hanno respinto la riforma costituzionale del centrodestra. In particolare, l’affluenza nelle Marche ha superato la media nazionale, con quasi il 64% contro il 59% circa complessivo, confermando il rifiuto della riforma tanto voluta dalla destra e dal Governo Meloni. «Questa vittoria del No è un successo della democrazia e della difesa dell’indipendenza della magistratura e della Costituzione. Le Marche hanno risposto con un’affluenza alta, premiando la nostra mobilitazione e quella di tutti i comitati del No per una giustizia autonoma e imparziale, lontana da tentativi di controllo politico» dichiara Chantal Bomprezzi, segretaria regionale Pd Marche. «Questa è la riprova che nelle Marche ci sono le condizioni per lavorare su un’alternativa politica di centro-sinistra e per un’idea diversa di governo delle istituzioni. Un segnale di buon auspicio anche per le amministrative del 24 e 25 maggio prossimi. Il Pd Marche ringrazia i propri militanti, volontari, dirigenti e rappresentanti istituzionali per l’impegno profuso in questa campagna referendaria e si prepara per i prossimi appuntamenti».
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Caterina Cirioni
Interviene anche Caterina Cirioni, co-portavoce provinciale Avs Macerata: «La vittoria del No al referendum costituzionale è una bellissima notizia per la democrazia italiana e per tutte e tutti noi. Le cittadine e i cittadini hanno respinto una riforma sbagliata, voluta dalla destra, che metteva in discussione l’equilibrio costituzionale e l’indipendenza della magistratura portato verso derive autoritarie di pieni poteri. È la dimostrazione che quando il Paese viene chiamato a scegliere tra la propaganda e la difesa della Costituzione, sa stare dalla parte giusta. Come Alleanza Verdi e Sinistra lo abbiamo detto più volte: si trattava di una battaglia per la democrazia, per i contrappesi costituzionali, per impedire una deriva autoritaria. E il messaggio arrivato dalle urne è chiaro: l’Italia e Macerata non si piegano. Se uniti abbiamo difeso la Costituzione, uniti possiamo riprenderci l’amministrazione del Comune di Macerata aprendo ad una stagione nuova, fondata su giustizia sociale, partecipazione, tutela dei beni comuni e qualità della vita. Questo risultato dà ancora più forza a noi e al nostro simbolo in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Da oggi questa vittoria ci consegna una responsabilità in più: trasformare la difesa della Costituzione in progetto di governo per la città. Con coraggio, con unità, con passione. Per cambiare Macerata davvero».
(ultimo aggiornamento alle 18,25)
Referendum, candidati sindaci divisi: due per il sì e due per il no. Il quinto non risponde
Un giorno l'evoluzione della specie coinvolgerà anche l'Italia...ma non è questo il giorno,e probabilmente neanche il secolo.
ha vinto la costitzione compresi i calci nel sedere che hanno preso i riformisti del SI
E chi ve ferma alle prossime amministrative
Tanto siamo Italiani e continueremo a rovinarci con le nostre mani!!!!
"Non c'è spazio per l'immobilismo" dice chi è contrario a una riforma che si cerca di fare dai tempi di Giacomo Matteotti(!) ed è favorevole ad un sistema giudiziario desueto come pochi altri nel mondo. Se poi vediamo l'accostamento alla politica comunale e ci basiamo su cosa hanno fatto loro in vent'anni allora la parola "immobilismo" potrebbero inserirla direttamente nel logo di coalizione
Si sono già montati la testa ,poracci
Ma che c'entra il referendum con le politiche dei comuni ?
Non capisco come mai quando vincono i sx si dice che quello italiano è un popolo di pecore e, viceversa, quando vincono i dx sono tutti intelligenti bah, qualcuno prima o poi sarà in grado di spiegarlo.
Ma che centra il sindaco con il referendum?
Adesso cominciano i regolamenti di conti. Mi mangio il pop corn nel frattempo
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Adesso testa bassa e lavorare.
Perché il maceratese, quando si tratta di orgoglio, è disposto anche a farsi male da solo pur di non darla vinta agli altri.
Queste dichiarazioni confermano come la sinistra abbia (anche) usato il referendum in chiave politica anti-governativa e in vista delle prossime comunali e delle politiche. La destra, per non rischiare tutto, avendo già scommesso tanto, non ha chiesto (anche) un voto popolare politico di fiducia, per di più scontando l’ impatto del contesto globale che sappiamo.
Mi auguro che la nuova legge elettorale sia bipartisan la sera si deve sapere il vincitore l’ingovernabilita’ è il male assoluto poi arrivano gli inciuci.
la dx non ha chiesto un voto popolare politico…per carità : cito una frase …detta da una esponente niente male…che la dice lunga…”..il NO al referendum avrebbe conseguenze concrete, come lasciare liberi stupratori e pedofili.”….
Il problema del governo è che ha lasciato spiegare la riforma a personaggi tipo Nordio o la Bartolozzi e lì la maggior parte della gente ha capito che era una riforma non necessaria che avrebbe aumentato l’influenza politica nella magistratura togliendole indipendenza.