Collevario festeggia il sottopasso:
«Andare al lavoro era una roulette»
«Non credevo l’avrei mai visto» (Foto)

MACERATA - Le voci di chi vive e lavora nel quartiere dove la vita è stata da sempre condizionata dal passaggio a livello. Michele Rita domani per l’inaugurazione stapperà una bottiglia, le sorelle Maria Giuseppina e Sonia Cosci sono entusiaste: «L’abbiamo aspettato tanto, ancora non ci crediamo». Fabio Pettinari, pensionato, pensa si potesse fare meglio («ma risolve comunque un problema») e Laura Aringoli è andata spesso a controllare l’avanzamento dei lavori: «Ho fatto come gli anziani»

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Progetto senza titolo

di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)

Meno di un giorno e quell’immagine di “prigionia urbana” che per mezzo secolo ha inchiodato gli automobilisti davanti al passaggio a livello andrà in archivio: da domani pomeriggio alle 15 il sottopassaggio di via Roma, a Macerata, sarà realtà. «Non vediamo l’ora, lo aspettavamo da troppi anni» raccontano residenti e commerciati della zona mentre gli operai, nonostante la pioggia, mettono a punto gli ultimi dettagli dell’opera.

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Il sottopasso è quasi concluso, ultimi lavori sotto la pioggia

Arrivando a Macerata lo capivi subito se stava passando il treno: la colonna di fari era visibile sin dalla Pieve. Non restava che rassegnarsi, poggiare le mani sul volante, spegnere il motore e fissare l’orologio in attesa che le sbarre si riaprissero.

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Michele Rita

Lo sa bene Michele Rita, residente a Casette Verdini, che gestisce in via Verga il supermercato Conad. «Penso che domani stapperò una bottiglia – dice – ogni volta che venivo al lavoro era una roulette, potevi starci anche 15 minuti davanti a quelle sbarre». Per lui, l’opera era necessaria: «Senza dubbio ci libererà dallo stress generato dall’attesa del passaggio a livello chiuso – prosegue – la viabilità sarà più fluida e senza intasamenti sarà più semplice anche raggiungere Collevario».

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Quattro le settimane previste e ampiamente rispettate dal cronoprogramma per la realizzazione del sottopasso che ha reso necessaria la chiusura di via Roma. «Il cantiere è stato gestito benissimo – conclude Rita -. Pensavamo che il calo della clientela a causa dei lavori fosse più drastico, c’è stato, ma meno del previsto».

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Fabio Pettinari

Fuori dal supermercato, mentre carica la spesa in macchina, c’è Fabio Pettinari, pensionato che abita proprio a Collevario. Anche lui conferma la necessità dell’opera. «È un intervento che aspettavamo da oltre 40 anni e che quindi risolverà il problema legato al passaggio a livello, ma – sottolinea – poteva essere fatto in dieci modi migliori. Progettualmente parlando questo è il più scontato che si poteva». Per Pettinari quella realizzata dall’amministrazione Parcaroli «è un’opera base: doveva essere fatto un sottopasso e l’hanno fatto – prosegue – sebbene il Comune di Macerata sia dotato di un bellissimo progetto realizzato da un ex dirigente dell’ufficio tecnico, Cesare Spuri, che prevedeva che le auto andassero sottoterra dal bivio di Collevario alto, molto prima rispetto ad ora dove scendono a ridosso della rotonda. In questo progetto – spiega – c’era una zona che sarebbe stata pedonalizzata e una piazza che avrebbe unito il bar Metropolis con la zona della farmacia, creando quindi l’unione di due zone che attualmente sono divise e difficilissime da attraversare». Da residente sperava in qualcosa di più architettonico «Ma risolve comunque il problema».

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Tania Pangrazi

Tania Pangrazi è la titolare dell’edicola – cartoleria “L’idea”, in via Roma. Pur ritenendo che fosse senza dubbio un’opera necessaria, sottolinea: «Penso che siano stati sbagliati i tempi, se l’avessero fatto d’estate, quando le scuole sono chiuse, potevamo andare in ferie».

Per la sua attività, la chiusura dell’ingresso alla città per la durata dei lavori ha generato un calo di fatturato: «Gli incassi della mattina, quelli derivanti dei clienti che arrivano a Macerata per lavoro da Sforzacosta e Pollenza e si fermano a comprare il quotidiano, sono andati tutti persi. Sono d’accordo che era un’opera da fare e le dinamiche sono tante – conclude – ma c’era bisogno di qualche accortezza in più, già la scorsa estate siamo stati chiusi per diverso tempo per il rifacimento delle tubature».

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Maria Giuseppina e Sonia Cosci

Fuori dall’edicola, riparate sotto l’ombrello, ci sono Maria Giuseppina e Sonia Cosci, due sorelle. La prima abita a Collevario mentre l’altra in corso Cavour. Sono entusiaste: «L’abbiamo aspettata tanto – dicono – ancora non ci crediamo».

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Giuseppe Pietroni

Poco più avanti, a 200 metri dal cantiere che sta per essere smontato, incontriamo Giuseppe Pietroni, storico commerciante di Macerata ora in pensione. Abita a Corneto, ma frequenta la zona di Collevario almeno due volte la settimana. Alla domanda cosa ne pensa di questa opera risponde: «Eccezionale, non posso dire altro. Erano tanti anni che speravo in questo sottopasso e finalmente qualcuno l’ha realizzato. Domani ci passerò, come ho fatto il giorno dopo l’inaugurazione del nuovo tratto della superstrada Civitanova – Foligno».

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Marilaura Luchetti

Marilaura Luchetti è la titolare da 13 anni, assieme al figlio Alex, della parrucchiera “Hair old school”, in via Roma. Vive a Corridonia, e anche lei si è trovata spesso imbottigliata in quelle lunghe e interminabili file per recarsi al lavoro. «Parti e frena e frena e parti, non se ne poteva più – racconta -, ogni mattina che uscivo di casa dovevo ricordarmi gli orari del passaggio del treno e quando ci capitavi se aspettavi 15 minuti ti era andata di lusso». E’ del parere, come molte sue clienti, che la maggiore fluidità del traffico sicuramente aiuterà il commercio della zona.

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Rosalba Marsili

Rosalba Marsili, vive a Collevario, ed è una ex docente di inglese oggi in pensione. È felicissima: «Meglio di così non poteva essere – dice davanti al portone di casa – mi dispiace solo che l’abbiano fatto così tardi, erano 50 anni che si doveva fare. Da tempo dicevo che Macerata, proposta anche come capitale della Cultura, non poteva avere l’ingresso principale della città come fosse quello dell’orto di casa. Ora si può solo dire: che bellezza».

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Ivano Tacconi

L’ex consigliere Ivano Tacconi dice di essere legatissimo a quest’opera: «Quando ero Consigliere comunale di Macerata, 25 anni fa, proposi un ordine del giorno proprio per realizzarlo – ricorda -. Lo votarono tutti, ma poi non se ne fece niente. Ho fatto i miei complimenti all’assessore Marchiori».

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Maria Luce Grandoni

Anche Maria Luce Grandoni abita a Collevario,e quel passaggio a livello lo attraversava spesso per andare in palestra a Colbuccaro assieme ad una sua amica: «Dovevamo uscire prima dalla lezione per non rimanere imbottigliati – dice – non vediamo l’ora di non dover più stare a guardare l’orologio».

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Simonetta Strappa

Simonetta Strappa esce di corsa dal suo “Holos studio pilates” di via Roma. Al volo dice: «Se ne parlava da tanto tempo ed era oramai indispensabile. Il riverbero del traffico incolonnato arrivava sin qui in via Roma: c’era gente che usciva fuori dalle auto a litigare. Il passaggio a livello faceva il suo, ma anche gli automobilisti spesso ostruivano il passaggio perché si posizionavano male a ridosso della rotonda, bloccando anche il passaggio di chi poteva scorrere, e questo generava delle file interminabili».

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Laura Aringoli

Laura Aringoli è praticamente cresciuta a Collevario, e quelle code le conosce benissimo: «Non credevo di ricordare il sottopasso – dice sorridendo – spesso ho fatto come gli anziani: sono andata a vedere il cantiere. Era più che necessario per quello che è uno snodo fondamentale per la città».

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