
Irene Manzi
«Il decreto montagna mette le aree interne delle Marche in ginocchio. Ho presentato un’interrogazione per sollecitare il governo ad adottare misure per evitare la soppressione di classi e la chiusura di plessi scolastici». Così Irene Manzi, deputata del Partito Democratico, interviene sul caso del decreto montagna. Oggi l’allarme della Cisl Marche e la Cisl Scuola Marche, sul caso della riclassificazione dei Comuni montani, che nel Maceratese ha visto sette centri esclusi.
Secondo la deputata dem «è allarmante quanto evidenziato oggi dai dati diffusi dalla Cisl Marche rispetto al calo delle iscrizioni registrato fino ad ora nei Comuni esclusi dalla classificazione di Comune montano, sulla base dei dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale alle forze sindacali al termine delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Iscrizioni che risultano al momento in diminuzione i cui effetti possono essere aggravati a causa degli effetti derivanti dalla nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dal decreto del ministro Calderoli attuativo delle nuova legge sulla montagna».
«Già nelle scorse settimane – prosegue Manzi – avevamo sollevato a livello nazionale e locale il problema legato alla nuova definizione dei Comuni montani e alle possibili conseguenze sui servizi nei territori più fragili e che, nelle Marche riguarda numerosi centri storicamente riconosciuti come montani, tra cui Urbino, Cingoli, Colmurano, Isola del Piano, Cupramontana, Appignano del Tronto e Castignano.
Questo rischia di produrre un effetto molto pericoloso proprio per le scuole perché potranno beneficiare delle possibili deroghe previste per il numero minimo di alunni per classe previste per le aree montane solo le scuole dei Comuni rientranti nel nuovo elenco. Per gli istituti dei Comuni esclusi verrebbero quindi meno le deroghe sul numero minimo, con il rischio concreto di soppressione di classi e, in alcuni casi, di chiusura di plessi scolastici.
Questo avviene in territori che già oggi affrontano un forte calo demografico e una progressiva riduzione delle iscrizioni. In molti piccoli Comuni dell’entroterra marchigiano la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio educativo, sociale e istituzionale: indebolire ulteriormente questo servizio significa accelerare il processo di spopolamento delle aree interne».
Oggi la deputata ha depositato «una nuova interrogazione per sollecitare il governo ad adottare misure per evitare la soppressione di classi e la chiusura di plessi scolastici nei Comuni interessati, garantendo la continuità didattica e il pieno esercizio del diritto allo studio degli studenti che vivono nelle aree interne. E’ necessario – faccio un appello anche al presidente della Regione perché se ne faccia carico – valorizzare e proteggere le scuole dei territori montani che rischiano di essere escluse in base a calcoli esclusivamente numerici da misure di tutela, pena il progressivo indebolimento dell’offerta formativa proprio in quei territori a maggiore rischio di spopolamento e più bisognosi di servizi».
Decreto montagna, sos scuole: «Urgente proteggere gli istituti dei comuni che sono esclusi»
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