Robertino Paoloni (a sinistra) e Alessandro Gentilucci (a destra)
di Marco Pagliariccio
È vigilia di elezioni provinciali. Domani sindaci e consiglieri comunali dei comuni del Maceratese saranno chiamati alle urne per eleggere il successore di Sandro Parcaroli alla guida dell’ente. Sono 696 gli elettori chiamati al voto domani, con le urne nell’unico seggio allestito nella sala consiliare della Provincia a Macerata che saranno aperte dalle 8 alle 20.
Lo scrutinio, invece, è in programma lunedì, per cui bisognerà aspettare un ulteriore giorno prima di avere il nome del nuovo presidente.

Robertino Paoloni
Sulla carta, il ruolo di sfavorito, visto il sistema di voto (ponderato sulla base della grandezza dei comuni) e il fatto che il centrodestra amministri in gran parte dei centri della provincia, lo veste Robertino Paoloni. Il sindaco di Loro Piceno è sostenuto dal centrosinistra, ma non ci sta a partire battuto.
«Non sono abituato a dare le cose per scontate – sottolinea Paoloni – la mia è una candidatura civica, che guarda al di là degli steccati politici. E di sindaci e consiglieri civici in provincia ce ne sono tantissimi. Per cui non credo sia tutto già scritto. La mia è una candidatura a servizio di tutto il Maceratese. In ogni caso per me sarà un successo: questa campagna elettorale così particolare mi ha dato modo di conoscere ancora meglio realtà e territori, un quadro variegato e ricco di specificità. Se sarò presidente il mio obiettivo sarà prima di tutto quello di aggregare tutte queste realtà».
La Provincia ha ancora una voce in tanti settori importanti secondo Paoloni. «Bisogna guidare la parte finale dell’eccezionale situazione creatasi col Pnrr – ricorda il primo cittadino lorese – ma ovviamente l’ente resta centrale nella gestione dei temi ambientali, e basta nominare la parola “discarica” in tal senso” e quello dell’acqua, che è al palo da due anni nonostante non ci siano state situazioni di particolare emergenza. Per fortuna sono arrivate le due deroghe a venire incontro, ma è chiaro che si debba trovare una soluzione. E poi chiaramente c’è sempre il capitolo scuola, su cui la Provincia ha funzioni fondamentali. In generale, però, vorrei che l’ente abbia un ruolo più politico: che sia davvero la voce di tutto un territorio nelle battaglie più importanti, andando oltre bandiere e colori».
Aggregare, unire: sembra un mantra nelle parole di Paoloni: «Mi ritengo una persona molto pragmatica, per cui se sarò eletto le prime cose che farò saranno in primis incontrare le maestranze per capire punti di forza e criticità della macchina amministrativa e poi incontrare tutti i sindaci – finisce il candidato presidente – chiaramente le questioni acqua e discarica andranno affrontate subito, ma l’altra cosa che vorrei fare è iniziare a visitare costantemente tutti i comuni della provincia.
Il contatto telefonico c’è sempre, ma per me che vengo dal mondo dell’impresa toccare con mano le problematiche e conoscere dal vivo le persone ha un altro valore».
Dall’altra parte, invece, con tutti i favori del pronostico, c’è il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, che, più volte contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Elezioni provinciali, 696 gli elettori: le candidature entro domenica
Provincia, stop alle candidature: è sfida a due Gentilucci-Paoloni
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati