
Rita Chiari
Come si costruisce una relazione di cura capace di tenere insieme competenza clinica, ascolto e differenze culturali? È dedicato alla mediazione in campo medico il secondo incontro del corso di formazione “(Inter)Mediazioni. Persone e comunità”, in programma domani, 12 marzo, dalle 17 alle 20 all’Università di Macerata.
L’appuntamento – promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici – Lingue, mediazione, storia, lettere e filosofia, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana, sezione di Macerata – si terrà eccezionalmente all’auditorium Unimc di via Padre Matteo Ricci, anziché nella consueta Sala Sbriccoli. Ad aprire l’incontro saranno le delegate alla terza missione del dipartimento, Arianna Fermani e Antonella Nardi, ideatrici e organizzatrici del percorso formativo.
Tre le voci protagoniste del confronto, provenienti da ambiti complementari, ci saranno Rita Chiari, direttore del Dipartimento onco-ematologico Ast Pesaro e oncologa di fama internazionale, che porterà l’esperienza diretta della gestione clinica in contesti ad alta complessità; Raffaela Merlini, docente Lumsa ed esperta di mediazione interculturale in ambito sanitario, approfondirà il tema della comunicazione tra operatori e pazienti in contesti multiculturali; Luigi Alici, professore emerito di filosofia morale dell’Università di Macerata, proporrà una riflessione su medicina narrativa ed etica della cura, mettendo al centro la dimensione relazionale del prendersi cura.
L’incontro affronterà il tema della mediazione come pratica essenziale nel rapporto medico- paziente: non solo traduzione linguistica o gestione organizzativa, ma spazio di ascolto, riconoscimento reciproco e responsabilità etica, soprattutto in ambiti segnati da fragilità, sofferenza e differenze culturali. Il corso “(Inter)Mediazioni. Persone e comunità” si articola in cinque appuntamenti fino al 12 novembre, accreditati per i docenti tramite piattaforma Sofia.
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