
Foto d’archivio
di Alessandro Luzi
Insulti e minacce ai carabinieri durante una partita del Tolentino: tifoso condannato. Oggi la sentenza del giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata.
A finire sotto accusa per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto d’indicazioni sull’identità un operaio 45enne, residente a Tolentino.
Il giudice lo ha condannato a 8 mesi e al risarcimento alla parte civile. Il pm Francesca D’Arienzo ha chiesto un anno.
L’episodio contestato dall’accusa sarebbe avvenuto l’8 maggio 2023, durante l’ultima partita di campionato Tolentino-Roma City allo stadio della Vittoria.
Un match da dentro o fuori per la squadra di casa. Una salvezza, per il Tolentino, che poi è sfumata e gli animi sugli spalti si sono accesi.

L’avvocato Olindo Dionisi
A fine partita, intorno alle 17, una quindicina di tifosi del Tolentino hanno iniziato a inveire contro alcuni dirigenti della squadra ospite che stavano entrando negli spogliatoi.
Così sono intervenuti i carabinieri per cercare di calmare gli animi ed evitare che gli ultras entrassero nell’area riservata ai giocatori. Lì avrebbero chiesto dei documenti ad alcuni di loro.
Il 45enne, dice l’accusa, avrebbe rifiutato di dare indicazioni sulla sua identità e avrebbe iniziato a minacciare e insultare un carabiniere della stazione di Tolentino. L’uomo avrebbe detto al militare cose come: «Chi sei tu? Io sto a casa mia e faccio quello che mi pare» e, in modo colorito, avrebbe detto al carabiniere di andarsene. Lì il 45enne avrebbe anche minacciato il militare dicendogli cose del tipo: «Tanto sappiamo dove sei, sappiamo dove abiti, ubriacone, non devi rompere».
A difendere l’imputato l’avvocato Olindo Dionisi: «Il mio assistito nega le accuse. Due testimoni hanno riferito che non lo hanno visto rifiutarsi di dare le generalità e oltraggiare i carabinieri. Faremo appello». Il carabiniere è parte civile.
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