
Brindisi prima della proiezione. Da sinistra Andrea Agostini, al centro i tre autori( Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti), il sindaco Noemi Tartabini e Monica Perugini, titolare del Multiplex
di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)
Girato a Potenza Picena nell’estate di due anni fa, è stato un lunghissimo applauso a decretare il successo del film “Strike – figli di un’era sbagliata”, proiettato ieri sera al Multiplex 2000 di Piediripa. Un’ovazione per i tre giovani registi e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico che sono tornati in quei luoghi dove tutto è iniziato per l’anteprima regionale della loro opera prima.

«Se prima per noi questa era solo una regione, ora è la terra dove tutto è partito – hanno raccontano nel talk prima della proiezione -. Un ragazzo della nostra età che vuole fare il regista nel 99 per cento dei casi ti racconta quanto sia difficile. Per noi, quando sono arrivate le Marche abbiamo visto diventare un albero qualcosa che prima era un seme».

Strike narra dei destini di tre ventenni che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche: tra fragilità e nuove relazioni, ciascuno scopre un modo diverso di affrontare se stesso e la vita. Gli interni del lungometraggio sono stati girati nell’Istituto comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena, trasformato nel centro Ser.D dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Nasta, Tricarico e Berti. Una commedia amara tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale sul grande schermo con un cast d’eccezione: Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati e le musiche originali di Davide “Dade” Pavanello.

La serata, alla presenza di Noemi Tartabini, sindaco di Potenza Picena, città che è stata la principale location del film e di Francesca D’Alessandro vicesindaco di Macerata, si è aperta con un talk, moderato dal presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini a cui hanno partecipato i tre registi e attori.
«Strike è frutto di 5 anni di lavoro nell’universo del Ser.D che annulla classi sociali davanti alle dipendenze e dove facciamo emergere la storia di tre ragazzi: Dante goffo psicologo, Pietro dipendente dalla marijuana e dal gioco e Tiziano con apparenti problemi di crack che si uniscono come scudi reciproci – hanno raccontato i registi – Siamo stati a contatto con tutte le realtà che raccontiamo, nella loro bellezza e nella loro crudeltà, e abbiamo iniziato a vederle in modo diverso, ad eliminare il giudizio. Solo così ci siamo resi conto che forse chi assume una sostanza non lo fa per alterarsi o “essere fatto”, ma per “stare” con qualcuno. Abbiamo persone vicine a noi che sono state o che sono in comunità e altre che non ci sono più, come Cranio Randagio, un giovane cantante, morto di overdose. La sua scomparsa è stata uno dei grandi motivi che ci hanno portato a raccontare questa storia e abbiamo inserito nel film alcune delle sue canzoni che rispecchiano gli stati emotivi dei giovani di oggi».

Andrea Agostini e Noemi Tartabini
Il film, una coproduzione italo-spagnola di Paco cinematografica e Neo art Producciones con contributi di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, Regione Lazio – Lazio Cinema International e dell’Unione Europea, ha conquistato il pubblico maceratese dopo i numerosi consensi ricevuti dalla critica alla 43esima edizione del Torino Film Festival e sarà nelle sale cinematografiche italiane dal prossimo 26 marzo. Agostini ha sottolineato come il cinema può diventare motore di sviluppo: «Avere per 4 settimane 60 maestranze, di cui 30 marchigiane, che lavorano e un movimento di 200 comparse genera una ricaduta sul territorio in termini economici e di visibilità».

Il messaggio che ha lanciato il presidente di Fondazione Marche cultura al mercato del cinema nazionale è chiaro: «Si può venire nelle Marche, lavorare bene con maestranze competenti e con location già pronte grazie ad amministrazioni attente e disponibili».

Strike, ispirato a Trainspotting (per l’energia), Brutti, sporchi e cattivi (per l’umanità) e Smetto quando voglio (per i dialoghi pop), è girato con un frequente ricorso a primi piani e a dettagli e, nei momenti ad alto impatto emotivo, alla camera a mano, che restituisce attraverso una regia “mossa” la confusione e l’instabilità emotiva dei personaggi.



Da sinistra: Andrea Agostini, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti, Noemi Tartabini e Monica Perugini
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Con tutti questi motori di sviluppo economico che s’accendono in continuazione nelle Marche c’è un rombare nell’aria che sembra di stare alla partenza d’un gran premio di Formula 1.
…Massimo, la ‘regia mossa che restituisce la confusione e l’instabilità emotiva dei personaggi’ (qui lo spunto sarà partito da Lars von Trier, chissà!!? Certe ‘camere’ a mano a mano, lui…), mi mancava, ma probabilmente saranno tutti i motori di sviluppo economico che, rombando, come tu sostieni, avranno creato un effetto ‘tremolante’, per così dire, come quando c’è il terremoto, ma a noi, magari, quelli naturali già ci bastavano e avanzavano, ma vuoi mettere le trilogie…eh!!! gv