Intervalliva, Mei all’attacco:
«Opera passata da 88 a 360 milioni,
approvarla è un potenziale danno erariale»

SAN SEVERINO-TOLENTINO - Il coordinatore del Movimento 5 Stelle critica la consigliera regionale Luconi e sulla riunione di Quadrilatero del 26 febbraio: «Se firmerà questo tracciato inefficiente, sarà chiaro a tutti che l'obiettivo non è fare l'opera, ma renderla così costosa da giustificarne, in futuro, il definanziamento a favore di altre opere e altri territori»

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Stefano Mei

Intervalliva San Severino-Tolentino, Stefano Mei, coordinatore dei 5 Stelle: «Registriamo con favore l’improvviso interesse della consigliera Silvia Luconi, purtroppo il metodo scelto è il solito: generare confusione per distrarre i cittadini. È una strategia che vediamo con il referendum sull’amministrazione della giustizia ma che in questo caso viene riproposta palesando una preoccupante mancanza di preparazione sia sul progetto che sul suo territorio». Secondo Mei Luconi avrebbe confuso «il ponte dell’Addolorata (opera accessoria all’Intervalliva) con il ponte nei pressi dell’uscita Tolentino Ovest, non capendo che è quello sul Potenza a San Severino che può essere di 250 metri (considerando l’area alluvionale) per attraversare l’asse fluviale che in quella zona è di 7 metri. Invece Quadrilatero ha presentato un ponte da 400 metri che poi ha fatto scendere di recente a 360 metri su insistenza di chi ha davvero a cuore il territorio e lo conosce».

La soluzione difesa da Luconi, continua Mei, è quella di «un ponte inutilmente sospeso su un dirupo di 30 metri. Basterebbe una variante di appena 150 metri verso il fondo valle, si otterrebbe lo stesso risultato risparmiando milioni. Perché ostinarsi su un tracciato così costoso e critico se non per rendere l’intera opera insostenibile?». Sulla riunione di Quadrilatero del 26 febbraio, «annunciata trionfalmente da Luconi, diciamo chiaramente che se l’intento è blindare politicamente una scelta folle, Luconi e i Fratelli d’Italia sappiano che se ne dovranno assumere la piena responsabilità. Approvare un’opera che è passata da 88 a 360 milioni di euro — un aumento del 300% dovuto a scelte progettuali tecnicamente contestabili — non è un successo, è un potenziale danno erariale. Se Quadrilatero firmerà questo tracciato inefficiente, sarà chiaro a tutti che l’obiettivo non è fare l’opera, ma renderla così costosa da giustificarne, in futuro, il definanziamento a favore di altre opere e altri territori, con buona pace di chi ha creduto alle promesse elettorali di Fdi. Con l’ingresso in Quadrilatero di Pettinari — figura di cui è nota l’influenza a cui porgiamo le nostre condoglianze per la scomparsa della moglie — il timore è che questa manovra non giunga a compimento. Il rischio concreto è che il territorio perda definitivamente i fondi a causa di un’operazione politica che mette gli interessi di parte davanti alle necessità dei cittadini.

La nostra consigliera Marta Ruggeri non deve chiedere scusa di alcunché, davanti a un’opera palesemente sabotata da costi fuori controllo e criticità macroscopiche, vedremo alla fine chi dovrà davvero scusarsi con il territorio per il tempo e i soldi persi».

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