
Il mattatoio a Villa Potenza
di Luca Patrassi
Accolta con soddisfazione dalla maggioranza la decisione del giudice delle esecuzioni che ha disposto una nuova asta per il mattatoio di Villa Potenza: ad intervenire sono il sindaco Sandro Parcaroli e il gruppo di Fratelli d’Italia, del gruppo dei sette sindaci che si era detto disposto a sostenere anche il peso economico di una gestione pubblica per ora si fa sentire soltanto il primo cittadino di Treia Franco Capponi per confermare quell’annuncio mentre dall’opposizione per ora a intervenire, con un post social è il consigliere Andrea Perticarari che prosegue nella linea di attacco all’amministrazione.

Il sindaco Sandro Parcaroli
Apre la serie il sindaco Sandro Parcaroli: «La sentenza del Tribunale di Macerata mette fine a settimane di accuse e ricostruzioni non veritiere, confermando come sulla vicenda del mattatoio ho lavorato, con legalità e trasparenza, con l’unico obiettivo di evitare la chiusura di una struttura fondamentale per i tanti allevatori del territorio. In queste settimane sono rimasto in silenzio, rispondendo soltanto nelle sedi istituzionali, nonostante tutto il fango che mi è stato gettato addosso; sono stati ipotizzati inesistenti danni erariali ed è stata messa in discussione persino la mia correttezza sul piano personale, arrivando alcuni a insinuare che avrei commesso atti illeciti». L’appello finale: «Auspico, per la città, che il dibattito politico sulla vicenda mattatoio si sposti sul rilancio di questa struttura, di centrale interesse per il territorio, che si trascina da moltissimi anni e che soltanto ora sembra poter trovare una soluzione» .

Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo di Fratelli d’Italia
Dal sindaco a Fratelli d’Italia: «C’è una politica – scrive il gruppo consiliare guidato da Pierfrancesco Castiglioni – che vive di attacchi personali, di processi mediatici e di slogan gridati. Una politica che punta il dito con troppa facilità, salvo poi tacere quando i fatti raccontano una verità diversa. Il candidato sindaco del centrosinistra Tittarelli dichiara: “Non amo la politica urlata e dei salotti”. Parole che suonano bene, ma che cozzano con la realtà. Forse non ha letto i quotidiani locali o non ha seguito con attenzione i consigli comunali: proprio il principale partito che lo sostiene ha fatto dell’attacco continuo e della polemica permanente il proprio metodo politico. Prendiamo la vicenda del mattatoio. Per mesi il sindaco Sandro Parcaroli è stato accusato di tutto anche con richiesta di commissioni d’inchiesta. Una gogna politica costruita ad arte per screditare l’amministrazione. Noi di Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto con convinzione la correttezza e la trasparenza dell’operato del sindaco. Oggi l’annullamento dell’asta dimostra che le accuse erano infondate e che la verità, alla fine, viene sempre a galla. La correttezza paga. I fatti contano più delle insinuazioni».
All’attacco l’assessore Andrea Marchiori: «ne hanno dette di cotte e di crude, dall’incompetenza all’opacità, dalla turbativa d’asta al danno erariale … poi arriva il Tribunale “vero” che ci dà ragione, senza se e senza ma. Ora sì che andrebbe fatta una bella Commissione di indagine su come è stato amministrato il mattatoio dall’8 febbraio 1993 sino alla fine delle amministrazioni a guida Partito Democratico».
Il sindaco di Treia Franco Capponi va sul concreto: «Dico che ora possiamo incontrarci per definire quote e modalità di partecipazione degli enti locali. Era meglio averlo fatto prima. Noi ci saremo».

Andrea Perticarari (Pd)
Il consigliere del Pd Andrea Perticarari ricostruisce la vicenda e conclude con: «..Il Giudice revoca l’aggiudicazione ed aumenta il prezzo minimo di vendita, certificando così sia la volontà del Comune di pagare di più il bene di quanto è stata pagato all’asta – poi annullata – sia l’inerzia dello stesso prima della vendita. Alla prossima asta, quindi, il Comune dovrà pagare molto di più il bene di quanto ipoteticamente lo avrebbe pagato allora, sempre che altro o lo stesso privato non partecipi ed offra di più anche in tale occasione. Nel frattempo passeranno mesi senza la nuova asta e quindi senza l’utilizzo dell’immobile che è asset importante per la città ed il territorio. Questi sono i fatti. Da cittadino, da avvocato e da consigliere comunale sto ancora cercando di capire dove sia la vittoria per il Comune, veramente».
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Sarebbe molto più saggio stare calmi. Perché il pasticcio amministrativo è inemendabile, il vulnus democratico per aver ignorato una delibera del consiglio comunale intollerabile e i danni che emergeranno da questa pretesa di costruirsi ex post una giustificazione incalcolabili. Perché le domande sono tante, ma una davvero è tanto elementare quanto ineludibili: che garanzia cè che il privato non concorra alla nuova asta? E che disponibilità di denaro ha il Comune per fronteggiare offerte al rialzo? E infine se si apre un contenzioso il CoZoMa che non ha più neppure un contratto di affitto quanto può resistere? Forse il signor sindaco ha intese col privato che lo tranquillizzano? Se è così è pregato di esporle e di farci capire se cè dietro queste intese un do tu des?
Carlo Cambi sono portatori sani di benaltrismo farcito di autoreferenzialità.
Non raccontate caz....,lo avevate già ceduto ad un privato, cosa scandalosa
Fate ridere!
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Ferramondo..l importante è seguitare a dirle..perché qualche credulone che ci casca alla fine si trova sempre…