Intervalliva San Severino-Tolentino,
Luconi non ci sta e sbotta:
«Ruggeri chieda chiarimenti a casa sua»

CASO - Il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale: «Potrebbe anche chiedere ai suoi colleghi passati quale sia stato il loro contributo fattivo alla questione. Il 26 febbraio il Cda della Quadrilatero per approvare il progetto definitivo»

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Silvia Luconi

«I primi chiarimenti dovrebbe andarli a chiedere a “casa sua” e al senatore dell’epoca che rappresentava al Governo il Movimento cinque stelle, che si interessò anche del cambio del tracciato. Potrebbe anche chiedere ai suoi colleghi passati del Movimento, che hanno avuto dei ruoli su Tolentino, ma anche in Regione, quale sia stato il loro contributo fattivo alla questione». Così Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, risponde alle accuse mosse dalla consigliera regionale pentastellata Marta Ruggeri sull’intervalliva San Severino – Tolentino. Ruggeri, con una interrogazione in Regione, ha evidenziato come l’opera «con due anni di ritardi e costi quadruplicati rischia di trasformarsi in una truffa politica ai danni dell’entroterra maceratese».

Per la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, la consigliera grillina «dovrebbe scusarsi: dimostra di non avere sufficiente conoscenza del territorio e di non avere anche sufficiente rispetto delle Istituzioni e dei tecnici che negli anni hanno lavorato e stanno lavorando a questa opera che il territorio chiede da sempre». Ruggeri ha parlato di un ponte di 400 metri per superare un corso d’acqua di sette con progetti discutibili. Affermazione che secondo Luconi è «gravissima».

E entra nello specifico: «Se si riferisse al ponte di attraversamento del fiume Chienti di Tolentino che dovrebbe unire i Pianibianchi al quartiere Buozzi, tengo ad informarla che l’opera servirebbe per migliorare la viabilità e la sicurezza della città, la quale concentra la maggior parte del traffico sul Ponte del Diavolo che è una struttura del 1268 sollecitata non più da carrozze e cavalli come appunto secoli fa, ma da mezzi ben più pesanti e numerosi. e migliorerebbe la viabilità della statale 77. Aggiungo anche – prosegue – che se quello che lei definisce un corso d’acqua di 7 metri è il fiume Chienti, qualora non lo sapesse, è uno dei fiumi maggiori delle Marche, lungo circa 91 km, che passa anche a Tolentino. Se si riferisse invece a San Severino, in riferimento alla prima parte del tracciato in prossimità del Fiume Potenza, sono stati sviluppati i relativi studi idrologici-idraulici che hanno imposto un determinato tipo di progettazione e un determinato tipo di struttura».

Luconi rispedisce al mittente le accuse: «Se la consigliera pensa che il progetto sia inutile firmi lei stessa la variante dello stesso sostituendosi agli ingegneri e architetti incaricati, assumendosene le responsabilità. Aggiungo infine che se il corso d’acqua di 7 metri fosse invece il Fiume Potenza, questo nasce dagli Appennini e sfocia nel Mare Adriatico nei pressi di Potenza Picena. Il fiume inoltre è “osservato speciale” per la Regione che monitora e investe per proteggere il territorio dal rischio idrogeologico tant’è che il territorio interessato dal passaggio dello stesso negli anni ha ricevuto dei finanziamenti per prevenire il rischio delle esondazioni».

Sulle tempistiche: Ruggeri ha evidenziato come l’opera sarebbe dovuta partire nel 2025. «Non entro nel merito di annunci di inizio delle opere – conclude Luconi – non è questo il tema e perché per opere così importanti ci sono passaggi fondamentali da fare che hanno bisogno di tempistiche ben definite che oggi non sono note. Tuttavia aggiungo che forse la consigliera non sa che nei prossimi giorni sarà convocato il Cda della Quadrilatero con il quale si approverà il progetto definitivo che segnerà il passaggio fondamentale per l’impegno finanziario definitivo che precede il progetto esecutivo e tutte le fasi ancora successive».

«Intervalliva San Severino-Tolentino, costi quadruplicati e scelte discutibili: un ponte di 400 metri su un fiume largo 7»



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