
(Foto d’archivio)
Era stato catturato lo scorso 9 febbraio perché scambiato per un cane e successivamente ricoverato al centro di cura di Matelica. Ma il lupo fermato 10 giorni fa a Recanati da un accalappiacani è morto ieri e secondo sette associazioni ambientaliste (Amici animali Osimo, Lupus in fabula, Enpa, Lipu, Lac, Lav e Wwf) l’Ast Macerata non avrebbe fatto quanto necessario per curare l’animale.
«Era stato trovato in gravi difficoltà ed aveva necessità quindi di essere curato in una struttura adeguata ed attrezzata per animali selvatici, come appunto è un lupo – rimarcano le associazioni – proprio per questo, da molti anni la Regione Marche, tramite il Cras regionale, ha stipulato una convenzione con il prestigioso Centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone, nel Bolognese, specializzato per il soccorso ed il recupero della fauna esotica e selvatica e in particolare del lupo. Finora, quindi, in caso di ritrovamento di lupi feriti o in difficoltà, questi erano sempre stati trasferiti al centro di Monte Adone e così sarebbe dovuto essere anche per il lupo “accalappiato” a Recanati, se non fosse che invece stavolta il lupo è stato ricoverato alla Clinica veterinaria universitaria di Matelica, che però è specializzata per i piccoli animali domestici, principalmente cani e gatti e non è quindi attrezzata ad ospitare animali selvatici come il lupo. Chiediamo dunque all’Ast di Macerata per quale motivo in questo caso sia stato scelto di ricoverare il lupo in una struttura non adeguata e non dotata di attrezzature atte ad ospitare e curare un animale selvatico e non sia stato invece trasferito l’animale, come sempre era stato fatto in precedenza, al Centro specializzato di Monte Adone».
Secondo gli ambientalisti, non è tollerabile che i lupi feriti, la cui cura è affidata dallo Stato alle Regioni, vengano gestiti come fossero animali domestici. «Chiediamo conferma alla Regione che questo episodio resti solo un caso spiacevole ed isolato e la garanzia che in futuro, per altri casi di lupi feriti o in difficoltà, essi saranno trattati esclusivamente presso il Centro specializzato di Monte Adone – finiscono le sette associazioni – è altamente probabile, infatti, che in futuro i ritrovamenti di lupi feriti aumenteranno, anche a causa del “declassamento” subìto da questo splendido animale, dal clima di odio e di criminalizzazione di cui è ingiustamente fatto oggetto e in considerazione del fatto che tra il 2019 e il 2023 nelle Marche sono stati rinvenuti ben 173 lupi morti e che la nostra Regione è al primo posto in Italia per mortalità del lupo dovuta al bracconaggio».
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Sui monti Sibillini ci sono stati molti casi di mucche al pascolo sbranate dai lupi .Dobbiamo solo sperare che non vengano sbranati anche gli escursionisti su quelle montagne del parco???