«Taglio fondi allo sport? Siamo preoccupati.
Così si comprimono attività inclusive»

STUDI - Il coordinamento dei rettori delle Università marchigiane: «Serve un'inversione di rotta con un percorso chiaro di rifinanziamento e stabilizzazione. Lo sport non è un capitolo accessorio ma fondamentale per il benessere psicofisico»

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Meeting di atletica a Camerino

«Siamo preoccupati per la riduzione delle risorse del Mur destinate allo sport. Serve un’inversione di rotta con un percorso chiaro di rifinanziamento e stabilizzazione». Così il coordinamento dei rettori delle Università marchigiane (Crum) dopo la scelta del Mur. Nelle Marche i contributi Mur ai Cus dei quattro atenei perdono complessivamente circa il 37% tra 2023 e 2025.

«L’Università Politecnica delle Marche passa da circa 97 mila euro (2023) a poco più di 54mila (2025) – proseguono dal coordinamento – l’Università di Camerino da 119mila a 71mila, l’Università di Urbino da 37mila a 16mila. L’Università di Macerata registra un andamento meno penalizzante, ma, nel quadro complessivo, il sistema regionale perde oltre 110mila euro in due anni, partendo da un budget che già non era florido».

Per il Crum «lo sport universitario non è un capitolo accessorio: è una leva concreta di benessere psicofisico, inclusione, prevenzione del disagio, socialità e partecipazione, e contribuisce in modo diretto all’attrattività dei campus. Dopo la pandemia, le attività sportive hanno aiutato migliaia di studentesse e studenti a ricostruire relazioni, comunità e stili di vita sani.
Ridurre le risorse significa comprimere corsi, tornei, attività inclusive e servizi che hanno un impatto quotidiano sulla vita universitaria, e indebolire la collaborazione con il territorio, che spesso trova proprio nello sport un terreno di progettazione e crescita comune.

Le Università marchigiane sono determinate a garantire continuità e qualità alle attività sportive e stanno già lavorando per ottimizzare organizzazione e partnership. Ma non è accettabile che il peso dei tagli ricada sugli studenti e sul diritto a vivere pienamente l’esperienza universitaria».

Il Crum chiede il ripristino dei fondi almeno ai livelli 2023 e «auspica da parte del Mur un impegno pluriennale che renda le risorse prevedibili e programmabili. Il Crum conferma la propria disponibilità a un confronto immediato per individuare soluzioni sostenibili che tutelino il benessere studentesco e rafforzino il ruolo dello sport come componente essenziale dell’esperienza universitaria».

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