Ospedale, piano anti-piccioni
protestano Lipu e associazioni animaliste

CIVITANOVA - Il Comune stanzia 2mila euro per le trappole dopo la richiesta dell’azienda sanitaria che lamentava una presenza massiccia e problemi igienico-sanitari. Ma Lipu, Lav, Lac e Enpa contestano la scelta del metodo: «Misura cruenta e inefficace, servono soluzioni strutturali»

- caricamento letture

ospedale-di-civitanova-archivio-arkiv-FDM-8-650x451

È polemica sul piano di cattura e abbattimento dei piccioni previsto nell’area dell’ospedale cittadino. Le associazioni Lipu (delegazioni di Civitanova e Macerata), Lav Macerata, Lac ed Enpa esprimono «ferma opposizione» all’intervento che prevede l’utilizzo di gabbie-trappola con successivo abbattimento degli animali.

giardini-sesto-bruscantini-di-piazza-xx-settembre-civitanova-piccioni-archivio-arkiv-FDM-8-325x221La misura è stata decisa dal Comune per diminuire il numero di piccioni attorno all’ospedale cittadino. L’Azienda sanitaria lo scorso giugno ha inviato al Comune una richiesta per avviare l’attività di controllo di piccioni e colombi, riferendo che erano in soprannumero, che la loro presenza causava disagi igienico-sanitari e che erano risultate vane le contromisure attuate, in particolare reti metalliche e dissuasori.

Da qui la decisione di intervenire con gabbie trappola. Ma secondo le associazioni di protezione uccelli si tratta di una misura «cruenta, inefficace e antiecologica».

«Agirebbe sugli effetti e non sulle cause della presenza dei volatili – denunciano le associazioni – la gestione delle popolazioni urbane di Columba livia non può basarsi su azioni di rimozione o soppressione: in assenza di modifiche ambientali come la riduzione delle fonti di cibo o la chiusura dei siti di nidificazione la popolazione tende infatti a tornare rapidamente ai livelli precedenti, sia per l’elevato potenziale riproduttivo della specie sia per l’arrivo di esemplari dalle aree limitrofe».

Le associazioni richiamano studi e linee guida sulla gestione ecologica della fauna urbana, secondo cui catture e abbattimenti avrebbero «efficacia scarsa o nulla» se non accompagnati da interventi strutturali.

«L’obiettivo deve essere la riduzione della capacità portante del territorio, non l’eliminazione degli animali», sostengono. Nel comunicato vengono indicate alcune alternative ritenute più efficaci e meno costose rispetto ai circa 2mila euro previsti per l’operazione straordinaria. Tra queste, la sostituzione delle uova con esemplari artificiali nelle aree di nidificazione controllate, l’installazione di dissuasori visivi e sagome di rapaci, l’impiego di sistemi di  fili metallici tesi su cornicioni e superfici di appoggio per impedire l’atterraggio oltre a reti antintrusione e a una più attenta gestione delle fonti alimentari.

Le associazioni denunciano anche la mancata consultazione preventiva. «Nonostante rappresentiamo enti riconosciuti a livello nazionale con competenze tecniche specifiche nella gestione ecologica della fauna urbana, non siamo stati coinvolti nel processo decisionale», affermano. In particolare la Lipu si dice disponibile a mettere a disposizione dell’amministrazione tecnici e naturalisti per individuare soluzioni «sostenibili ed ecologicamente accettabili».

Da qui la richiesta di sospendere l’intervento e di aprire un tavolo tecnico per individuare metodi ritenuti più etici, scientificamente fondati ed economicamente sostenibili.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X