
L’avvocato Anna Quercetti
di Alessandro Luzi
Si fa accreditare 27mila euro da un 63enne che ha problemi di natura mentale: donna condannata a un anno per truffa. Oggi l’udienza al tribunale di Macerata davanti al giudice Andrea Belli. L’accusa inizialmente era di circonvenzione di incapace.
Imputata una donna di 62 anni, disoccupata, residente a Tolentino che avrebbe conosciuto l’uomo, spiega la parte civile «Perchè andava a fare i lavori di casa». Secondo la difesa invece tra i due c’era una relazione (l’uomo nega questa circostanza).
L’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, contesta alla 62enne di aver ottenuto dall’uomo 27mila euro circa tra il 6 aprile 2016 e il 2 ottobre 2018. I fatti sarebbero avvenuti a San Severino.
Per l’accusa, in quel periodo l’imputata avrebbe indotto l’uomo a stipulare dei prestiti per poi farsi versare i soldi.

L’avvocato Marco Massei
Il 13 giugno del 2016 l’uomo avrebbe acceso un prestito di 5mila euro, cosa che avrebbe ripetuto alla stessa cifra il 12 luglio sempre del 2016. Il 12 ottobre 2016, dice l’accusa, l’uomo avrebbe acceso un altro prestito di 15mila euro. Poi avrebbe accreditato i soldi alla donna con delle ricariche su Postepay.
Il 17 giugno del 2016 il 63enne avrebbe emesso un vaglia circolare di 4.800 euro. In totale i soldi che per l’accusa sarebbero stati intascati dalla donna arrivano a 27.805 euro e via via li avrebbe ottenuti tra il 2016 e il 2018.
La 62enne, difesa dall’avvocato Anna Quercetti, nega le accuse. «Dobbiamo leggere le motivazioni della sentenza e capire come il giudice ha interpretato i fatti, poi faremo appello. La mia assistita dice che i due avevano una relazione sentimentale» ha detto il legale.
Al processo erano parti civili il 63enne e la figlia in qualità di amministratrice di sostegno, tutelati dall’avvocato Marco Massei: «La 62enne andava a casa del mio assistito per dargli una mano nelle faccende domestiche. Lui dice di non aver mai avuto una relazione sentimentale con l’imputata».
Il pm Raffaela Zuccarini ne aveva chiesti due. La pena è sospesa, subordinata al pagamento di una provvisionale di 10mila euro. Il risarcimento per la parte civile è da quantificare in altra sede.
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