Ussita contro il rischio idrogeologico:
un maxi piano da 29 milioni

SISMA - La Conferenza dei servizi speciale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico‐economica per gli interventi di mitigazione: l'asse portante dell'intervento sarà un canale scolmatore che si svilupperà dalla frazione di Calcara fino al centro cittadino. Aggiornata anche l'Ordinanza speciale 23 con facilitazioni per chi deve rientrare nelle proprie abitazioni

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ussitaLa Conferenza dei servizi speciale ha approvato in via definitiva il progetto di fattibilità tecnico‐economica per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nel comune di Ussita, chiudendo un percorso lungo e complesso partito con nel 2021.

L’approvazione del Pfte di questo intervento consente ai privati interessati di poter presentare i progetti.

L’intervento di progetto, dal valore di 29 milioni di euro, costituisce l’asse portante della strategia di messa in sicurezza dell’intero territorio comunale, tra cui la frazione di Calcara, la vallata degli impianti sportivi tra piscina, Palaghiaccio e campi da tennis, la zona del camping, i tratti urbani vicini alla strada provinciale 130 e la località di Vallestretta, posta sul versante del Monte Careschio. Il progetto, redatto dal Consorzio di Bonifica delle Marche, interviene sui principali punti di vulnerabilità emersi dopo gli eventi sismici del 2016, agendo sia sul rischio di esondazione del torrente Ussita sia sui fenomeni di colata detritica provenienti dal bacino del Monte Bove e dagli impluvi del fosso Val di Bove, del fosso Selvapiana e del fosso San Simone.

Il nuovo canale scolmatore, che si sviluppa dalla frazione di Calcara fino al centro urbano di Ussita passando per l’area sportiva, rappresenta l’elemento strutturale più significativo, insieme alle tre reti anti‐debris previste a monte di Calcara e alla rete di protezione progettata per Vallestretta.

Il tracciato del canale, alternando tratti a cielo aperto rinverditi e segmenti tombati nelle zone più consolidate, è stato studiato per integrarsi nel tessuto urbano esistente e garantire accessibilità e continuità dei servizi. «La giornata di oggi segna una doppia svolta: l’approvazione del progetto permette di avviare la fase operativa delle opere di mitigazione, indispensabili per mettere in sicurezza le zone più esposte del comprensorio di Ussita – dice il commissario per la ricostruzione Guido Castelli – dall’altro c’è l’aggiornamento dell’ordinanza speciale 23 che restituisce certezze e prospettive concrete alla ricostruzione privata, con un impatto immediato sulla vita delle comunità dell’Alto Nera. Il nuovo quadro normativo consente di risolvere quanto rimasto sospeso negli anni e di sbloccare una serie di delicate situazioni».

Successivamente all’approvazione del progetto, infatti, Castelli ha proposto la modifica dell’ordinanza speciale 23 del 2021, che introduce importanti novità per la ricostruzione privata delle zone interessate dalle opere di mitigazione nei comuni di Castelsantangelo, Ussita e Visso. Le nuove disposizioni consentono il rilascio dell’agibilità per gli edifici non interferenti con le opere di mitigazione e conformi alle Norme tecniche di attuazione del Pai anche prima del collaudo delle opere pubbliche, permettendo alle famiglie di rientrare nelle abitazioni fin da subito. Per gli immobili situati in aree più sensibili, sarà comunque possibile ottenere un’agibilità provvisoria fino a trentasei mesi, condizionata all’adozione delle misure di sicurezza indicate dalla Protezione civile in base ai livelli di allerta meteo.

L’emendamento rafforza anche il ruolo dei Comuni nella verifica della compatibilità tra i cantieri degli interventi privati e l’avanzamento dei lavori pubblici. I Comuni coordineranno quindi le ricostruzioni private qualora interferissero con la progettazione idraulica e geomorfologica in corso.

«Si tratta di interventi attesi da tempo dai cittadini e fondamentali per ridurre il rischio di esondazioni – conclude la sindaca Silvia Bernardini – l’approvazione del piano, anche alla luce delle importanti modifiche normative nel frattempo intervenute e che interverranno, permetterà finalmente di sbloccare e avviare numerosi progetti di ricostruzione privata nell’area compresa tra Pratolungo e la frazione di Calcara. Ricostruire in sicurezza e nel rispetto del territorio è la nostra priorità».

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