
A sinistra Gianluca Tittarelli, a destra Andrea Tonnarelli dopo la riunione del tavolo del centrosinistra
di Luca Patrassi e Matteo Zallocco
La fumata è bianca e ha visto prevalere come candidato sindaco Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale Valdichienti e presidente della Pallavolo Macerata. Votazione finale di 8 per Tittarelli e di 5 per Tonnarelli sulla base di calcoli ponderati: i partiti valevano due voti e i civici uno. I conclavi hanno le loro regole, vanno rispettate. La segretezza è una delle principali regole delle sedute e così la scorsa notte il tavolo del centrosinistra si è trasferito – forse per evitare gli spifferi – dalla tradizionale sede del Partito democratico di via Spalato in quella della Meridiana in via Silone.
Si è partiti con l’autopresentazione dei due candidati superstiti, vale a dire Gianluca Tittarelli e l’avvocato Andrea Tonnarelli mentre il dottor Marco Sigona ha ritirato la propria disponibilità dopo che Officina delle idee è rimasta isolata in tale proposta. Tavolo del centrosinistra molto partecipato e toni anche molto accesi, le urla nel cuore della notte si sono sentite distintamente. Alla fine le posizioni sono rimaste quelle della vigilia ma la logica dei numeri ha visto appunto prevalere Tittarelli con i delegati di Movimento cinque stelle, Alleanza verdi Sinistra e Strada Comune-Potere al popolo che hanno ribadito la bontà della loro proposta (Tonnarelli) ma che comunque manterranno fede al patto di coalizione.
Dunque campo largo, assente per ora Officina delle idee che è divisa e dovrà ridefinire la strategia mentre alcuni (Marco Sigona e l’ex rettore di Unicam Flavio Corradini) marciano in direzione del terzo polo.
Officina delle idee per la prima volta non si è presentata al “conclave” (il quarto) mentre Avs e Strada Comune-Potere al Popolo, alla vigilia dell’incontro, avevano fatto trapelare il loro netto dissenso rispetto all’indicazione di Gianluca Tittarelli. Poi però al dunque l’idea di ripetere l’esperienza del 2020 con il centrosinistra diviso in più parti è tramontata e nel cuore della notte, dopo le urla, è scoppiata la pace in via Silone.
All’1,38 la segretaria cittadina del Pd Ninfa Contigiani invia il comunicato a nome della coalizione di centrosinistra: «È Gianluca Tittarelli il candidato sindaco del centrosinistra. La coalizione si è riunita intorno all’obiettivo politico di dare a Macerata una nuova prospettiva di sviluppo nell’azione amministrativa e di cambiamento per la crescita della città. Dopo un costruttivo confronto con i candidati sindaco e un passaggio di scelta democratica, la coalizione ha maturato la decisione di indicare Gianluca Tittarelli come candidato del centrosinistra di Macerata. Adesso, la coalizione avvia una campagna elettorale di ascolto e partecipata, in cui tutti i cittadini e le cittadine saranno al centro di ogni iniziativa per l’alternativa».
Tittarelli: «Io candidato sindaco? Sarebbe una pazzia ma non direi di no»
Ormai non ci sono più scuse se non si vince stavolta chiudiamo tutto
Avanti Gianluca!
Abemus papa
Diamoci da fare per il bene di Macerata e quindi promuovere e far vincere Tittarelli
Un'altra fantasma!!!!
Finalmente! Che sia l'occasione di svecchiare la politica cittadina
Gesù!! Habemus papam?
Ma le cooperative sociali non erano di destra? Cado dalle nubi!
Perché deve scegliere un "conclave" i candidati sindaco? Con tutto rispetto per i candidati, ma magari alcuni cittadini, elettori, non sono d'accordo. Cito di seguito un pensiero condiviso con altri elettori :"Ad un centrodestra che non chiede mai un parere ai propri elettori, è necessario opporre una pratica di proposta e ascolto rivolta soprattutto a chi non si sente rappresentato. La scelta di un candidato deciso tra pochi non stimola dibattito, non accende entusiasmi, non genera partecipazione." Non sarebbe stato opportuno la richiesta di elezioni primarie?". Personalmente, per quanto riguarda Tittarelli,spero a questo punto, nella vincita!
Gianluca Tittarelli è una brava persona, una persona di cuore oltre che di provata professionalità. Che l'abbia scelto un "conclave" anziché un'elezione primaria direi che conta poco. È un bel candidato. Se gli altri schieramenti proporranno candidati di altrettanta caratura direi che si può ben sperare in una campagna elettorale di livello. Già così sarebbe una vittoria per la città
Evvai Gianluca! Farai bene perche" hai qualita' che oggi mancano fondamentali nella vita ed in politica piu che mai Passione/umilta'/capacita' di costruire progetti condivisi ( leggasi partecipazione).
Fumata bianca...un nuovo Pontefice?
Un inbocca al lupo Ad Entrambi!!
Ho stima di Tittarelli che conosco da moltissimi anni. Aria nuova, mi auguro. Non avrei disdegnato neanche Andrea Tonnarelli, due uomini in gamba e intelligenti
Filippo Davoli mi fido di te Filippo, io non conosco questo candidato e nemmeno altri, credo.
Manuela Corsalini vedremo sul campo come vanno le cose. Ai blocchi di partenza dico che è una bella scelta. Adesso vedremo anche cosa proporranno gli altri e come si muoveranno.
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Bene, per il rilancio di Macerata, del suo centro storico e delle frazioni, del commercio e della cultura, della difesa della sanità, la sinistra propone il direttore di un centro commerciale senza esperienza, se non quella di aver contrastato i piccoli commercianti del nostro territorio. È vero che ha assistito a qualche consiglio comunale, ma solo quando si discuteva della possibile autorizzazione per un altro centro commerciale. Come mai il PD non ha al suo interno persone con esperienza ed idee per amministrare il capoluogo di provincia?
Lui sarà sicuramente contrario a un nuovo centro commerciale
Perderete lo stesso alle elezioni amministrative.
Poi vorrei chiedere al sig. Giovanni Bora, che giusto due mesi fa magnificava le qualità di Tittarelli come persona preparata e capace nonché inedita nell’agone della politica (elemento questo ritenuto un valore aggiunto) come mai ha cambiato radicalmente idea così presto.
Chiaro che anche se il campo è largo un’officina in mezzo ci stona, ovvio che lì le idee andavano invece allevate in una fattoria, per la musica ci vuole orecchio.
L’esperienza manageriale può impressionare in un curriculum, ma governare una città non è dirigere un consiglio di amministrazione. E l’esperimento appena concluso dovrebbe averlo insegnato–il mandato del sindaco uscente è lì a dimostrare che la logica aziendalista, da sola, non basta — e talvolta fallisce.
Un Comune non ha clienti da fidelizzare né bilanci da “abbellire” in una presentazione. Ha equilibri politici fragili da tenere insieme, norme pubbliche stringenti da rispettare e una comunità intera a cui rispondere, ogni giorno.
Amministrare significa scegliere, spesso scontentando qualcuno. Significa assumersi responsabilità senza alibi. E con risorse oggi molto più scarse rispetto alla stagione del PNRR , non ci saranno fondi straordinari a coprire errori dI improvvisazione..a noi già noti..
Non basteranno– slogan o narrazioni ottimistiche. Serviranno competenza amministrativa vera, una squadra coesa e la capacità di trasformare le promesse in atti concreti.
Gli auguri sono d’obbligo. Ma la città non può permettersi un altro esperimento fallimentare capito Tittarè….
Massimo rispetto per Filippo Davoli perché è una persona educata e colta nonché poeta e narratore, ciò riconosciuto, lo invito a leggere l’argomentato commento del lettore Claudio Brunetti, che condivido, per comprendere che non tutte le brave persone, specialmente se in palese conflitto di interessi, possono aspirare a ricoprire ruoli apicali. Confermo quindi che il Tittarelli sarebbe stato una risorsa, ma come assessore o consigliere per stemperare nel voto collegiale il conflitto di interessi derivante dalla sua qualifica di direttore del principale, se non unico, centro commerciale del comune di Macerata. Con immutata stima
Ma non c’erano le primarie una volta?
Pensate che abito sopra la meridiana, ma non mi sono accorto di nulla. Forse erano urla silenziate 🙂
In Macerata il centrosinistra, mosso da presunzione razionalistica,
crede di poter progettare il consenso con un atto di volontà cosciente:
sceglie l’“uomo nuovo”, profilo manageriale, estraneo alle consuetudini del potere locale,
quasi che l’ordine politico fosse un edificio da erigere ex novo, con mattoni scelti a tavolino.
Illusione fatale: il sapere disperso tra gli elettori — preferenze tacite, diffidenze antiche,
abitudini radicate nel tempo — non si raccoglie mai in un’unica mente,
nemmeno in quella del dirigente di centro commerciale, privo di esperienza amministrativa,
che ignora le regole non scritte emerse spontaneamente nel corpo sociale. La “nomenclatura” che si vuole superare è proprio il prodotto di un ordine spontaneo,
non di un complotto; ripudiarla per imporre un costrutto artificiale
equivale a pretendere che il mercato possa essere sostituito da un piano centrale. Rischio inevitabile: l’inesperienza diverrà arma per gli avversari,
il consenso non si allargherà verso il centro ma si frantumerà
perché l’ordine politico non tollera salti violenti nel processo evolutivo. Meglio, forse, il soffitto del 35-38%, limite modesto ma reale,
che l’arroganza di chi crede di poter ingegnerizzare la libertà altrui
e finisce per condurre, per via indiretta, verso un immobilismo ancor più profondo. Ché ogni tentativo di “rompere” con il passato ignorandone le cause profonde
non genera rinnovamento, ma solo il caos da cui nasce la servitù.
questa storia del conflitto di interessi va chiarita e sarà sicuramente ben chiarita dall’interessato . Personalmente sono convito non ha motivo di esistere , anche ma non solo , per le scelte che il candidato vorrà’ prendere . Va ricordato che Tittarelli non è l’imprenditore ma un dipendente anche se qualificato del centro commerciale . E quindi il suo interesse , se mai esiste, cessa con il rapporto di lavoro . Quante altre attività in una città come la nostra possono prestarsi a queste supposizioni ? Avvocati , ingegneri , commercialisti , architetti e tante altre. Per il resto conterà l’efficacia con cui il candidato porterà avanti la visione della coalizione e la sua stessa . ed eventualmente di come sarà in grado di realizzarla.
Con l’avanzare della povertà di massa non si apriranno certo nuovi centri commerciali ma casomai se ne chiuderanno di vecchi, cercarsi nuove occupazioni è molto saggio.
@Giovanni Bora
Concordo con Mario Iesari: Tittarelli è un dipendente apicale del Centro Commerciale, non il proprietario (come invece era MedStore per Parcaroli). Inoltre ha appena dichiarato che in caso di elezione lascerà il lavoro. Interessante una volta di più, considerato che i liberi professionisti e i dipendenti in politica, nel migliore dei casi, vanno in congedo sabbatico ma di sicuro non abbandonano il proprio posto di lavoro. E altri non vanno nemmeno in congedo.