
Le celebrazioni in provincia
Celebrazioni in diversi centri della provincia in occasione del Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe.

La lapide installata a Recanati in piazzetta Belvedere
A Recanati Il Comune ha apposto una lapide commemorativa in piazzetta Belvedere, nei pressi della scuola San Vito. Un luogo altamente simbolico per la posizione affacciata verso il mare Adriatico, idealmente rivolta verso le terre perdute dagli esuli. Perseguitati dal regime titino e vittime di ripetute e inaudite violenze per la loro origine, gli italiani di Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia furono costretti all’esodo verso la penisola, abbandonando le proprie case e i propri beni. Nel recente passato, il Comune aveva intitolato una via ai Martiri delle foibe, all’intersezione con via del Mare dove, fino ad oggi, si sono tenute le commemorazioni ufficiali da parte dell’amministrazione. La lapide è ora dedicata a coloro che vissero da italiani due volte, “per nascita e per scelta”, ricordando come, di fronte al rischio di divenire apolidi a seguito della ratifica del trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia presero la via del mare per fare ritorno in madrepatria, scegliendo di non assimilarsi al nuovo stato jugoslavo. L’apposizione della lapide è stato il fulcro di un programma di celebrazioni incentrato sull’approfondimento dei fatti, iniziato ieri con la presentazione del libro “Dall’Italia al cielo. Ritratti di istriani, giuliani, fiumani e dalmati” di Cristina Di Giorgi. Nel pomeriggio di oggi, sarà proiettato all’interno del cinema Sala Gigli il docu-film “Esodo – La memoria tradita e l’Italia dimenticata” per la regia di Nicolò Bongiorno, cui seguirà la testimonianza diretta dell’esule di Pola Livilla Sivocci.

La sindaca Rosa Piermattei durante le celebrazioni settempedane
A San Severino, nonostante la pioggia abbia costretto i partecipanti a spostarsi all’interno del teatro Italia subito dopo la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai caduti di via Roma, la cerimonia ha visto una partecipazione molto sentita. Protagonisti della giornata sono stati gli studenti dell’Istituto comprensivo Tacchi Venturi, dell’Istituto tecnico tecnologico Eustachio Divini e dell’Istituto professionale Ercole Rosa. Nel suo intervento il sindaco di San Severino Rosa Piermattei, ha sottolineato l’urgenza morale della memoria: «Celebrare questa giornata significa squarciare il velo di silenzio che per troppi decenni ha avvolto una delle pagine più dolorose e dimenticate della nostra storia nazionale. Migliaia di italiani furono uccisi nelle foibe, che divennero tombe senza nome, e 350mila persone furono costrette all’esodo, subendo spesso l’umiliazione di essere guardati con sospetto in una patria che faticava a riconoscerli. L’orrore delle foibe è figlio di una sciagurata ideologia che nega il valore della persona. Riconoscere il male commesso è l’unico modo per garantire che certi orrori non si ripetano e per costruire una pacificazione nazionale basata sul riconoscimento pieno della dignità». A seguire la testimonianza di Fabiola Cecchetti, rappresentante dell’Associazione unione degli istriani, che ha ripercorso i duemila anni di italianità delle terre adriatiche, citando anche il legame storico e letterario sancito da Dante Alighieri. Cecchetti ha ricordato il trentesimo anniversario della legge istitutiva del Giorno del Ricordo e ha rievocato episodi brutali come la strage di Vergarolla del 1946, definendola «la più grande strage mai avvenuta nella storia della Repubblica italiana, oggi quasi dimenticata». Ha inoltre reso omaggio alla figura eroica del dottor Geppino Micheletti e al martirio di Norma Cossetto, denunciando come ancora oggi persistano episodi di negazionismo e vandalismo contro i monumenti commemorativi. «Furono 79 i cittadini marchigiani che sparirono al confine orientale in quei tragici giorni – ha ricordato Cecchetti, concludendo con un appello agli studenti – parlatene, leggete, studiate perché questa pagina non si dimentichi».

La mattinata a Tolentino
A Tolentino, al parco Vittime delle foibe, in viale Benadduci, manifestazione ufficiale con la deposizione della corona di alloro a cui sono seguiti gli interventi del sindaco Mauro Sclavi, del presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj e di sindaco e presidente del Consiglio comunale dei ragazzi Rebecca Cingolani e Niccolò Gentili. Hanno partecipato anche le rappresentanze degli studenti dell’Iis Filelfo, dell’Ipsia Frau e il Consiglio comunale dei ragazzi.

Il discorso della sindaca di Montefano Angela Barbieri
A Montefano la comunità si è riunita al piazzale delle Foibe. Hanno partecipato con particolare coinvolgimento gli alunni della classe quinta della scuola primaria Olimpia e i giovani studenti, accompagnati dalle loro insegnanti, sono stati i veri protagonisti della mattinata, offrendo alla cittadinanza pensieri e riflessioni composti durante il percorso scolastico per onorare i martiri delle foibe e riflettere sul valore dell’identità nazionale. «Questa ricorrenza rappresenta un appuntamento fondamentale con la storia e con la coscienza nazionale – ha rimarcato la sindaca Angela Barbieri –l’esodo degli oltre 350mila connazionali fu un distacco doloroso dalle proprie radici. Ricordare queste vittime non significa alimentare vendette, ma restituire dignità a chi per troppi anni è stato dimenticato, affinché la storia sia un monito e mai un’arma di divisione. Purtroppo il mondo contemporaneo non è ancora un luogo in pace. Per questo invito i ragazzi a considerare il Giorno del Ricordo come un atto di resistenza civile contro l’odio e l’indifferenza. Gli studenti sono i “custodi della pace”: non date mai la libertà per scontata e ripudiate ogni forma di violenza, partendo dai piccoli gesti quotidiani tra i banchi di scuola per spezzare la catena dell’intolleranza che ancora oggi affligge molte parti del mondo».

L’intitolazione del piazzale di Porta Romana ai Martiri delle foibe a Corridonia
Corridonia invece aveva scelto la giornata di sabato scorso per celebrare il Giorno del Ricordo, affiancandolo alla Giornata della memoria in un evento particolare. Sono infatti stati intitolati il piazzale di Porta Romana ai Martiri delle foibe e dei giardini di Via Zoccolanti alle vittime della Shoah. «Due momenti simbolici di grande importanza per tutta la comunità, alla presenza delle istituzioni, delle autorità e dei ragazzi delle scuole, per sottolineare ancora una volta come il ricordo e la memoria siano un impegno civile per tutti noi», commenta la sindaca Giuliana Giampaoli.

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