Una panchina rossa
alla fermata del bus:
«Così parliamo agli studenti»

TREIA - Domani l'inaugurazione a Passo di Treia. L'assessora Palmieri: «Non a caso è stata scelta la pensilina dei ragazzi delle scuole medie: a loro dobbiamo consegnare non solo il simbolo, ma soprattutto il messaggio che la violenza non è inevitabile, non è normale, non è invisibile se scegliamo di guardarla»

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Panchina-rossa-foto-darchivio

Una panchina rossa (foto d’archivio)

Un simbolo contro la violenza sulle donne. Treia inaugurerà domani (4 febbraio) la panchina rossa a Passo Treia, alla fermata dell’autobus frequentata quotidianamente dagli studenti, come gesto simbolico e richiamo alla responsabilità collettiva nella lotta contro la violenza sulle donne.

La targa sulla panchina riporta il nome di Angela Dea, punto di riferimento per molte donne e promotrice di iniziative di sostegno e accoglienza, eredità che oggi viene portata avanti da Luca Doria e Irene.

«È sempre difficile dire qualcosa di non retorico quando affrontiamo questi temi, sia da un punto di vista personale che istituzionale – dice l’assessore al sociale Camilla Palmieri –. Le iniziative contro la violenza sulle donne si riempiono di hashtag, post, articoli, voci, commenti e riflessioni di varia natura. Inauguriamo panchine rosse, realizziamo incontri, eventi, tavole rotonde e poi? Il dato Istat ci dice che pochissime donne trovano la forza e il coraggio di denunciare violenze subite e che i femminicidi sono rimasti costanti negli anni: 1.700 donne uccise solo negli ultimi dieci anni. L’ultimo agghiacciante caso cronaca è proprio di questi giorni. Eppure sentiamo che questo momento ha senso. Il rosso e la targa con su scritto il nome di Angela Dea muovono qualcosa dentro di noi. La panchina rossa potrà essere meno retorica nella misura in cui si aggancerà a quella parte del nostro sentire che saprà diventare un sentimento, che saprà resistere all’indifferenza e alla mancanza di attenzione».

L’assessore sottolinea inoltre l’importanza del contesto: «Ogni spazio pubblico è spazio di responsabilità collettiva – dice -. In questo incontro tra l’oggetto e lo sguardo che si posa su di esso, la panchina rossa cambia: diventa un argine simbolico contro il silenzio, una soglia che chiede consapevolezza, un invito a prendere posizione. Abbiamo scelto la fermata dell’autobus dei ragazzi delle scuole medie non a caso: a loro dobbiamo consegnare non solo il simbolo, ma soprattutto il messaggio che la violenza non è inevitabile, non è normale, non è invisibile se scegliamo di guardarla».

La panchina rossa si inserisce in un percorso più ampio di iniziative promosse dal Comune di Treia: l’8 novembre scorso si è svolto l’incontro con Vera Gheno al teatro comunale, un momento di riflessione sul linguaggio e la comunicazione rispetto ai temi di genere, mentre la serata “Adesso Yoga, La cura, La voce, La difesa” ha offerto attività e approfondimenti dedicati alla consapevolezza e alla prevenzione della violenza.



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