
L’ex assessore Flavia Giombetti
di Francesca Marsili
«Da dieci anni aspetta la consegna della Sae mentre molte di queste sono occupate da persone che non ne hanno mai avuto diritto perché non colpite dal sisma. Per mesi ha percorso 88 chilometri al giorno per andare a lavorare perché aveva trovato una sistemazione lontana da Tolentino e oggi dorme in un b&b». A raccontare la storia di un terremotato tolentinate è l’ex assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti: «Quella di Jonata Bettei è una vicenda scandalosa: manca il coraggio di revocare le assegnazioni irregolari e consegnare finalmente le chiavi a chi ha un diritto sacrosanto».
Per l’ex assessore la vicenda non è frutto di un semplice ritardo, ma «Un furto di diritti, protetto dall’immobilismo di chi amministra oggi». Porta alla luce la questione non per solidarietà, «ma con la consapevolezza di chi conosce a fondo la materia – dice – e sa che questa vergogna potrebbe essere risolta immediatamente, se solo ci fosse la volontà politica di farlo». L’uomo, proprietario di una abitazione danneggiata dal sisma del 2016, è assegnatario di un appartamento Sae in piazzale Battaglia, ma che non è ancora stata ultimato. Giombetti, sollevando la vicenda, punta il dito contro le assegnazioni di Sae fatte precedentemente a coloro non sono terremotati: «Da assessore – dice – ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità. Ho seguito le pratiche, tracciato una strada chiara, iniziato un lavoro di pulizia, tolto privilegi indebiti per restituire certezze a chi ne aveva diritto. Ma per revocare le assegnazioni irregolari – prosegue – servivano atti formali del sindaco, decreti che solo lui poteva firmare, l’ultimo passo era fuori dalla mia competenza».
Entra quindi nel caso del cittadino che attende da dieci anni la sua soluzione abitativa d’emergenza, e spiega: «La sua pratica l’ho seguita direttamente, ma allora esistevano condizioni umane e di salute estremamente delicate, che richiedevano attenzione e tempi diversi per la consegna. Oggi quelle condizioni non ci sono più. Qual è adesso la vostra scusa? – incalza l’ex assessore rivolgendosi all’amministrazione -. Conosco quei fascicoli nel dettaglio e so che la soluzione esiste. Invece, vedo solo silenzi, rinvii e polvere nascosta sotto il tappeto».
Giombetti si rivolge quindi al sindaco Mauro Sclavi e all’assessore competente: «Per cosa siete pagati? Per risolvere i problemi dei cittadini o per lasciare che i faldoni restino chiusi mentre le persone restano senza casa? Non servono spiegazioni tecniche o l’elenco delle solite procedure: le carte le conosco e so distinguere il lavoro serio dalla perdita di tempo. La giustizia- conclude – non ha colore politico. Mi aspettavo che chi sarebbe venuto dopo avesse la forza di continuare quel lavoro, di cacciare gli abusivi e restituire dignità ai veri terremotati. Invece mi trovo davanti a un muro di gomma. È tempo di smettere con i “vedremo”. Le case esistono, le chiavi anche. Portatele a chi aspetta da 3.650 giorni. La pazienza è finita».
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