
di Laura Boccanera
«Ma davvero sono io quella che chiamano “madre coraggio”? Ho fatto quello che andava fatto, ad un certo punto capisci che il bene di un figlio che si droga non è proteggerlo per vergogna, ma denunciarlo per salvarlo». È incredula la donna civitanovese che con una denuncia ai carabinieri ha dato il via all’operazione Potentia che questa mattina ha portato all’arresto di 9 persone dedite allo spaccio di cocaina per presunta associazione a delinquere. Una banda criminale, un gruppo familiare che agiva fra Potenza Picena, Civitanova e Cosenza città di origine del boss.

Questa madre oggi ancora non ci crede: «sono molto soddisfatta per l’esito di questa operazione, il mio ringraziamento va ai carabinieri, alla questura, a tutte le forze dell’ordine e oggi lo ripeto ancora più forte, bisogna denunciare, io mi sono fidata delle istituzioni e mi sono sentita protetta. Non era possibile andare avanti diversamente. La molla è l’esasperazione».
Gli arresti di oggi riaprono il calvario vissuto in tutti questi anni: il figlio è ormai un uomo adulto e da oltre 20 anni fa uso di sostanze: «Era giovane quando ha iniziato, ha cominciato così per gioco, come iniziano tanti quando vanno a ballare. Alle altre madri dico di non sottovalutare: oggi arrivano alla droga sempre più giovani e gli spacciatori non hanno alcuno scrupolo a vendere sostanze a minorenni. Mio figlio era arrivato ad un punto che non lo riconoscevo più. Lo ricordi da bambino, quando era piccolo e ti trovi davanti un estraneo che non ragiona più. Solo chi c’è passato sa di cosa parlo, la sofferenza, il senso di impotenza. Ma se stiamo zitte, se non proviamo ad interrompere la catena le cose non cambieranno, l’unico modo è consegnarlo alla giustizia. Quando oggi lo vado a trovare esco e piango, ma so che in carcere è al sicuro. Meglio lì dentro che in una bara morto, perché altrimenti è quella la fine. Io l’ho fatto per difendere me, la mia famiglia e lui da se stesso».

Oggi la definiscono “madre coraggio”, non deve essere facile percorrere la strada da casa alla caserma dei carabinieri per denunciare, lo scorso 20 novembre 2023, il proprio figlio e i suoi spacciatori: «la paura c’era, e tanta pura – prosegue – ma mi sono fidata e affidata. Anche perché quando hai un figlio che si droga ti ritrovi sola. Soprattutto all’inizio tante amicizie si sono allontanate. Le famiglie ancora hanno vergogna a parlarle, è un tabù. Un figlio che si droga fa leva sul tuo senso di colpa che è come un macigno, è una leva potente e pesante che ti schiaccia, ma è una vigliaccheria piccina. Fare la madre ad un certo punto significa fermare che tuo figlio si faccia del male. Troppe volte l’ho recuperato da luoghi pericolosi e malsani, troppe volte ho pulito il suo sangue e visto le sue gambe massacrate dall’uso di sostanze. Non so se è coraggio o esasperazione, so che era l’unica cosa giusta da fare».
Madre coraggio ti penso
Proteggete questa madre
Brava mamma coraggio, anche io a rei fatto la stessa cosa
Rispetto e stima per la mamma che ha avuto il coraggio di denunciare per salvare il figlio
Madre coraggiosa
Brava brava
Brava,ansi bravissima,con tutto il mio rispetto...
Brava
Ogni buon genitore deve comportarsi cosi'......brava brava...tutta la mia stima...
Brava mamma
Date un premio, considerazione e protezione a questa donna!
Il bene di una Mamma supera ogni limite
Mamma Super Questo significa amore Complimenti per il coraggio Potresti anche averlo salvato
Il massimo rispetto per questa mamma
Bravissima
Ora non lasciatela sola
Bravissima
Carcere
Fortuna la mamma senno nn sapeva niente nessuno eeeeee
· Grande donna
Grazie mamma coraggio ! Ora proteggete la mamma !
Brava anche se ci vuole tempo e coraggio.
Adesso proteggetela ! Questa mamma coraggiosa ,statele vicino !al suo dolore non oso pensare per arrivare alla giustizia xsalvare il figlio ! Si è esposta con la propria vita x salvare la vita anche ai nostri figli e nipoti,perché può succedere a tutti purtroppo !!!! Lo stato la deve proteggere come protegge i pentiti altrimenti il suo coraggio è vano.
A volte essere madre occorre molto coraggio
Brava, quante mamme dovrebbe fare la stessa cosa, questa droga di la rovina di molti giovani.
Mamma coraggio,solo una mamma sa il dolore che si prova, grande Mamma
siamo con te
Grande signora non bisogna vergorgnarsi
Brunella Ercoli meglio che se muove a fa le valige e a spari da litalia
Mamma coraggio
Brava hai fatto bene grande mamma
Una mamma intelligente e coraggiosa.
Grande forza e coraggio.. Questo è amore.. Adesso, però, dovete proteggerla.
Brava!
L unica soluzione quando si arriva al limite.... bravissima
Bravissima e buona fortuna
Grande donna!!
Un abbraccio a questa donna e spero che venga protetta.
Rosy Polizzi solo noi la possiamo proteggerla.
Complimenti
Lamore è questo. Questo figlio é fortunato. Spero questo gesto, sia d esempio a tante mamme. Ora, tutelate questa donna e proteggetela!
Solo stima per questa mamma! Grande stima
Brava!
Brava
Si asi fueran todas las madres
Btavs6 anche se dolorosa la scelta
Tutta la mia stima ed affetto
Coraggiosa e bravissima questa mamma!!! Tanto rispetto e solidarietà!
Bravissima! Tanto rispetto Adesso proteggetela.
Grande donna, un abbraccio
Ecco una madre che vuole bene al figlio..sarà stata dura denunciare, ma io l'apprezzo tantissimo.
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Quando ci saranno operazioni di spessore anche per le molteplici “crack house” di Macerata o il problema come disse qualcuno è che ci sono troppe persone coinvolte?
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“La Gazzetta del Mezzogiorno”
Professionisti, dirigenti, operatori sanitari. Persone inserite, con un lavoro e una vita apparentemente stabile. Uomini e donne che abitano contesti sociali insospettabili, reti relazionali solide, ruoli riconosciuti. Sono loro oggi i principali consumatori di crack.
Una fotografia che ribalta l’immaginario comune e racconta un consumo che non nasce dalla marginalità, ma dall’organizzazione, dalla scelta, dalla possibilità di nascondersi.
Le “crack house” non sono luoghi di degrado improvvisato né spazi occupati dall’emergenza. Sono appartamenti scelti e utilizzati da adulti che decidono consapevolmente di incontrarsi lontano da occhi indiscreti. Serate chiuse, private, tra pari. Ambienti protetti, riservati, dove il consumo avviene senza interferenze. Il motivo è semplice: il crack non è solo una sostanza da assumere, ma il risultato di una trasformazione della cocaina che richiede tempo, isolamento e discrezione. «È una cocaina cucinata – spiega Angela Lacalamita, dirigente psicologa del SerD Bari – E questo spiega perché il consumo avviene spesso in casa, non per caso ma per scelta».
I numeri raccontano la portata del fenomeno. «Su circa trecento pazienti in terapia sostitutiva (metadone) per oppiacei il settanta per cento usa anche crack», afferma Lacalamita. Alcuni lo acquistano già pronto, altri partono dalla cocaina e la trasformano autonomamente. In entrambi i casi, l’esito è lo stesso: una dipendenza rapida, aggressiva, che si struttura in poco tempo. «È una sostanza dalla quale è molto difficile disintossicarsi – spiega la dirigente -. I percorsi sono lunghi, complessi. L’età media è alta. Non parliamo di ragazzini ma di adulti, spesso tra i trenta e i quarant’anni».
E’ stata una cosa razionale e piena d’amore ciò che questa Madre ha fatto per il Figlio.
A Corridonia c’è la sede de La Rondinella, che opera da anni nel recupero dei dipendenti da droga, alcol e psicofarmaci (i quali sono essi stessi una droga legalizzata). Sento dire dalla Rondinella che la situazione attuale è peggiorata, pure perchè i genitori, quando non sono essi stessi consumatori di droga, sottovalutano il problema, oppure – peggio – non sapendo cosa fare, se ne disinteressano. Tanto ormai si drogano tutti. Soprattutto in discoteca: ragazzi, giovani, adulti e anziani.
Si comincia ancora con la spinello per finire con le droghe pesanti. E’ una fortuna che i miei figli, pur ad un passo della droga, non si siano drogati. Ma hanno avuto amici drogati. Come li ho avuti io.
In nome dei figli di amici, uccisi dalla droga, dobbiamo dire la verità sui responsabili politici che hanno drogato la società di allora. E che continuano ancora oggi…
Cari Compagni, ricordate quando dicevamo “spinello libero” e “modica quantità di eroina ad uso personale”. Ero convinto io stesso della bontà della “formula politica” di come affrontare l’argomento droga… Finché, non cominciai ad interessarmi del recupero dei tossici… I quali – TUTTI – mi confermavano che avevano cominciato con lo spinello per poi passare all’eroina, ossia alla dr4oga pesante, dato che quella leggera non bastava più a risolvere il proprio problema mentale.
La “modica quantità ad uso personale di droga pesante” veniva fatta passare dalla Sinistra per un atto democratico per lenire un problema personale… Invece fu il sistema perchè coloro che non avevano padri e madri col portafoglio in grado di pagare l’eroina giornaliera ai figli, i ragazzi e le ragazze erano costretti a spacciare le dosi necessarie per poi ottenere le loro dosi giornaliere… Alternativa a ciò, erano le ruberie in casa, le truffe, la prostituzione, le rapine, e così via.
E come avveniva lo spaccio con la giustificazione della “modica quantità”? Se un poliziotto ti trovava con un grammo di eroina dentro in un po’ di stagnola arrotolata, non ti poteva arrestare poiché portavi a spasso con te la tua “modica quantità” di droga ad uso personale. Girando poi per le vie di Macerata, riconoscevi dalle pupille e dall’atteggiamento il drogato in cerca di sballo e gli vendevi la tua “modica quantità ad uso personale”. Poi, andavi a rifornirti di altra “modica quantità” da spacciare, impunemente per legge, e quindi la creazione di una società giovanile drogata era stata fatta. Noi accusavamo la Destra che era quella che spacciava la droga pesante. Ma in effetti siamo stati noi della Sinistra a drogare impunemente la nostra gioventù, dallo spinello che non faceva male, alla Mamma Eroina permessa legalmente…
Si sta continuando con questa musica, oggi che abbiamo una gioventù rammollita, che non infastidisce il Potere – “sazia e disperata” come la definiva il Cardinale Siri – insieme a genitori inetti, o inermi, contro lo sfascio mentale, ormai irrisolvibile, e in mano all’intelligenza artificiale.
Oggi si sta parlando del giovane accoltellato e che occorre intervenire con sistemi democratici, psicologici e non violenti per cercare di contenere lo sfascio morale dei giovani, che vanno in giro armati. Cominciate a fare intervenire nelle scuole i cani antidroga delle forze dell’ordine, perchè saranno le forze dell’ordine e non le chiacchiere stantie dei nostri politicanti politici, che salveranno, con le forme energiche, la poca sicurezza psicofisica che è rimasta nelle scuole, nelle strade e perfino nelle case.
Una medaglia alla verità, ai Signori Carbonari e Rapanelli (sono cose, molte, che io sostengo, e qualche volta ho anche scritto, da anni, ma non importa…), ma c’è chi, da qualsiasi parte politica provenga, fa finta, o di non capire o sentire oppure mistificare o, ancor peggio, prova a giustificare, approvare, in nome di una presunta libertà (ai più dei quali, poi, quella reale, vera, è sconosciuta, di fatto…), oppure cerca una imposizione da combattere, che è quella, secondo il loro sublime concetto della vita e della libertà, di non esser ‘liberi’ di far uso di droghe (magari una cannetta, che mi rilassa tanto…), che è voluta dai…eccetera eccetera…povera cosiddetta destra, povera cosiddetta sinistra… gv
Una medaglia a quella Mamma, la speranza a quel Figlio, le manette a quei criminali.
Una volta qualcuno disse: Non è automatico il passaggio dalle “canne” alla cocaina o all’eroina.
Qualcun altro rispose: È vero, ma chi fa uso di cocaina o eroina ha SEMPRE iniziato con le “canne”.
E questa è la pura e semplice verità a cui ci si trova di fronte.
Complimenti a questa signora, che veramente ha capito quale fosse il suo ruolo di madre in una situazione come quella in cui era caduto suo figlio.
Ci sono genitori che fungono di non vedere, genitori che per paura o incoscienza danno ai figli i soldi per procurarsi altre dosi, genitori che si fanno con i figli (specie le canne) e giustificano l’uso delle droghe. Ho conosciuto un genitore spacciatore che ha seguito a spacciare anche dopo la morte per overdose di suo figlio.
Questa signora invece ha dato una grande lezione a tutta la collettività maceratese.
Vorrei invitarla, se fosse disponibile, a venire domani sera a Civitanova al teatro Cecchetti alle ore 17, al dibattito in cui parleremo proprio del grande problema della droga e dei suoi riflessi sui nostri figli. Potrebbe portare la sua testimonianza e sarebbe una cosa buona e giusta.
Chiedo scusa, al teatro Rossini, non al Cecchetti, al dibattito in cui interverranno, oltre al sottoscritto, Andrea Foglia e il dott. Mario De Rosa, responsabile dei Sert di Civitanova.
«La coca è la droga performativa. Con la coca puoi fare qualsiasi cosa. Prima che ti faccia esplodere il cuore, prima che il cervello ti vada in pappa, prima che il c…o ti si ammosci per sempre, prima che lo stomaco diventi una piaga suppurosa, prima di tutto questo lavorerai di più, ti divertirai di più, scoperai di più. La coca è la risposta esaustiva al bisogno più impellente dell’epoca attuale: l’assenza di limiti, Con la coca vivrai di più. Comunicherai di più, primo comandamento della vita moderna. Più comunichi più sei felice, più comunichi più te la godi, più comunichi più commerci in sentimenti, più vendi, vendi di più qualsiasi cosa. Più. Sempre di più. Ma il nostro corpo non funziona con i “più”. A un certo punto l’eccitazione deve placarsi e il fisico tornare ad uno stato di tranquillità. E proprio qui interviene la cocaina. È un lavoro di precisione perché deve infiltrarsi tra le singole cellule, nel punto esatto che le divide – la fessura sinaptica – e bloccare un meccanismo fondamentale. È come quando giochi a tennis e hai appena infilato il tuo avversario con un lungolinea imprendibile: in quel momento il tempo si congela e tutto è perfetto, la pace e la forza convivono in te in totale equilibrio. È una sensazione di benessere innescata da una microscopica goccia di una sostanza, il neurotrasmettitore, lasciata cadere proprio nella fessura sinaptica. La cellula si è eccitata e ha contagiato quella a fianco, e così via, fino a coinvolgerne milioni in un brulichio quasi istantaneo. È la vita che si accende. Ora torni verso la linea di fondo, e così fa anche il tuo avversario, siete pronti a contendervi un altro punto, la sensazione di poco fa è un riverbero lontano, il neurotrasmettitore è stato riassorbito, gli impulsi tra una cellula e l’altra sono bloccati. È qui che arriva la cocaina. Inibisce il riassorbimento dei neurotrasmettitori, e le tue cellule sono sempre accese, come se fosse Natale tutto l’anno, con le luminarie splendenti trecentosessantacinque giorni su trecentosessantacinque. Dopamina e noradrenalina si chiamano i neurotrasmettitori che la coca ama alla follia e di cui non vorrebbe mai fare a meno. La prima e quella che ti permette di essere il centro della festa, perciò adesso è tutto più facile. È più facile parlare, è più facile flirtare, è più facile essere simpatici, è più facile sentirsi apprezzati. La seconda, la noradrenalina, ha un’azione più subdola. Attorno a te è tutto amplificato. Cade un bicchiere? Tu lo senti prima degli altri. Sbatte una finestra? Tu te ne accorgi per primo. Ti chiamano? Ti giri prima che abbiano pronunciato interamente il tuo nome. Così funziona la noradrenalina. Aumenta lo stato di vigilanza e allerta, l’ambiente intorno si riempie di pericoli e minacce, diventa ostile, ti aspetti sempre di subire un danno o un attacco. Le risposte di paura-allarme sono accelerate, le reazioni immediate, senza filtro. È la paranoia, la sua porta spalancata. La cocaina è la benzina dei corpi. È la vita che viene elevata al cubo. Prima di consumarti, di distruggerti. La vita in più che sembra averti regalato, la pagherai con interessi da strozzino. Forse, dopo. Ma dopo non conta nulla. Tutto è qui e ora.»
https://books.google.it/books?id=ScfOBAAAQBAJ&pg=PT5&hl=it&source=gbs_toc_r&cad=1#v=onepage&q&f=false
…Massimo, a quel tizio che tanti anni fa mi chiese se io avessi la coca, risposi ‘no, perché a casa cucina mamma’ (e gli è andata pure bene…ci siamo capiti…) e non è solo una freddura… gv p.s.: la coca e le droghe sono la via più veloce e fantastica per distruggere se stessi e gli altri…