Intelligenza artificiale nella sanità:
a Lovanio il progetto JustHealth
coordinato da Unimc

MACERATA - Con un finanziamento da 2,3 milioni, il piano coinvolge una rete internazionale tra Europa, Stati Uniti e Sudafrica per sviluppare e testare modelli di etica e governance e formare una nuova generazione di ricercatori interdisciplinari

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L’avvio del progetto a Lovanio a cui hanno preso parte anche il rettore McCourt e la coordinatrice Benedetta Giovanola

Un finanziamento europeo da 2,3 milioni di euro per rendere l’intelligenza artificiale in sanità più equa e responsabile: è questo l’obiettivo di JustHealth, il nuovo progetto europeo coordinato dall’Università di Macerata, che ha preso ufficialmente il via ieri con l’incontro a Lovanio, in Belgio, ospitato dalla Katholieke Universiteit.

Finanziato dalla Commissione europea nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Doctoral Networks, il progetto riunisce università e centri di ricerca internazionali e, nei prossimi quattro anni, lavorerà allo sviluppo di un quadro condiviso di etica e governance per l’uso dell’IA in ambito sanitario, con una particolare attenzione alle ricadute sulla giustizia sociale. L’incontro ha visto un confronto intenso tra partner e organi di governance e l’intervento della funzionaria della Commissione europea Cristiana Bianchini, che ha richiamato la responsabilità pubblica della ricerca: mettere l’innovazione al servizio delle persone, riducendo i rischi di esclusione e disuguaglianza.

Presenti anche il rettore John McCourt e la coordinatrice scientifica del progetto Benedetta Giovanola. «Il kick-off, l’incontro di avvio di Lovanio è stato entusiasmante: una visione larga, un gruppo davvero interdisciplinare, ricco e complesso, e un impegno comune per fare la differenza – ha dichiarato McCourt – questo progetto dimostra la capacità dell’Università di Macerata di competere e di costruire reti ai massimi livelli europei. Ci impegniamo perché Unimc sia sede di ricerca d’avanguardia, che unisce innovazione, responsabilità e giustizia sociale. Ringrazio Benedetta Giovanola, che ha saputo costruire questo progetto e sarà al timone scientifico».

JustHealth unisce competenze complementari: etica e governance all’Università di Macerata; competenze tecnico-ingegneristiche a KU Leuven; co-creazione e coinvolgimento dei portatori di interesse all’Università di Maastricht; competenze cliniche al Radboud University Medical Centre sul monitoraggio del “blocco della marcia”, freezing of gait, episodi in cui durante il cammino i piedi sembrano “incollati a terra”, e all’Università di Cape Town, sullo screening e la stadiazione della “cardiopatia reumatica”, una malattia delle valvole cardiache legata a infezioni non curate e ancora molto diffusa in alcune aree del mondo. Il progetto prevede inoltre una rete di partner associati in più Paesi, inclusi Stati Uniti con Emory University, Tufts University e Mit di Boston, e Sudafrica con University of Pretoria.

Al centro del progetto c’è anche la dimensione formativa: JustHealth selezionerà otto dottorandi per progetti interdisciplinari tra etica, governance, co-creazione, ingegneria e ambito clinico, con attività di training, mobilità e scuole estive, per costruire competenze destinate a durare oltre la fine del finanziamento. «JustHealth nasce da una convinzione semplice: l’intelligenza artificiale in sanità può portare benefici reali solo se viene progettata, sviluppata e governata in modo etico, tenendo conto della giustizia sociale e delle diverse realtà in cui verrà utilizzata – ha aggiunto Giovanola -. Lavoreremo con ricercatori, clinici e stakeholder per costruire strumenti di governance concreti, verificati su casi d’uso reali, e per formare una nuova generazione di studiosi capaci di coniugare innovazione e responsabilità».



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