Ancona è tra le dieci città finaliste nella corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Il Ministero della Cultura ha ufficializzato oggi le città che concorreranno al prestigioso titolo: la giuria presieduta da Davide Maria Desario ha scelto i 10 progetti finalisti dopo aver esaminato le 23 candidature pervenute. Con Ancona sono state selezionate le città di Anagni (Fr), Catania, Colle di Val d’Elsa (Si), Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano (Av), Sarzana (Sp) e Tarquinia (Vt). Entro il 12 marzo prossimo le città 10 candidature, parteciperanno ad audizioni pubbliche durante le quali presenteranno i loro progetti e risponderanno alle domande della giuria. La scelta definitiva sarà annunciata entro il 27 marzo 2026, quando la Commissione indicherà al Ministro della Cultura la città vincitrice. La Capitale italiana della Cultura 2028 riceverà un contributo di un milione di euro per trasformare il proprio progetto in un programma concreto e di impatto culturale e sociale duraturo. Attualmente, il titolo 2026 è detenuto da L’Aquila con “Città Multiverso”. Pordenone sarà la Capitale italiana della Cultura nel 2027, grazie al progetto “La cultura fiorisce”.
«E’ una grande soddisfazione vedere premiato il lavoro collettivo che ha dato voce alla città — commenta in una nota il sindaco Daniele Silvetti —. Questa candidatura è l’esito di una strategia che mette al centro la cultura come risorsa per rigenerare spazi, creare occupazione e rafforzare legami internazionali. Essere nella rosa finale è per Ancona un primo importante traguardo e un incoraggiamento a proseguire con ambizione e responsabilità. La cultura è strumento di pace e democrazia, come ha sottolineato il Presidente Mattarella all’Aquila e Ancona ha ben chiaro il suo ruolo di città aperta al Mediterraneo proponendo il Premio Ciriaco d’Ancona per il dialogo interculturale».
La candidatura della città, presentata con il dossier intitolato “Ancona. Questo adesso”, viene riconosciuta per la forza identitaria del suo rapporto con il mare – porto naturale e nodo storico di collegamento tra Italia, Balcani e Mediterraneo- per la qualità dei progetti culturali e di rigenerazione urbana costituiscono il cuore del programma.«Questa tappa conferma che la nostra scelta di investire nella cultura come infrastruttura strategica della città è la strada giusta — aggiunge l’assessore alla Cultura Marta Paraventi. – Dalla consegna del dossier a settembre 2025 abbiamo correlato ogni evento e progetto – dalla mostra Erratica alla riapertura della Pinacoteca, dal Dorico International Film Festival al Premio Corelli – alla candidatura che include decine di progetti ispirati all’identità culturale di Ancona e alla sua proiezione nel futuro. Il dossier infatti rappresenta una visione nuova di città integrata alle politiche di sviluppo del Comune, tra cui il nuovo Piano Urbanistico Generale». Il documento di candidatura è promosso da Comune di Ancona, Università̀ Politecnica delle Marche, Regione Marche, Anci Marche a cui hanno aderito soggetti istituzionali come l’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico, l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Marche Teatro, la Camera di Commercio delle Marche, Confindustria Provincia di Ancona, la Fondazione Marche Cultura, il Parco Regionale del Conero, il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, il Faic – Forum delle Città Adriatico Ioniche, l’Associazione Riviera del Conero.
«La scelta di Ancona tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 – dichiara il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli– è motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta la Regione Marche. Si tratta di un passo importante, che premia una candidatura solida, partecipata e capace di esprimere una visione autentica e contemporanea della nostra identità. Un successo ottenuto grazie al lavoro di squadra di istituzioni, associazioni e comunità locali che dimostra quanto la cultura possa essere un potente strumento di coesione, sviluppo e crescita dei territori. Il progetto valorizza la vocazione portuale della città, la proietta come laboratorio di sostenibilità e rigenerazione urbana e rafforza i legami con l’Adriatico e con le reti europee, mettendo al centro i giovani e il loro rapporto con la città, gli stessi giovani che abbiamo indicato come la priorità di questa legislatura. Un’impostazione lungimirante, capace di coniugare patrimonio, innovazione e futuro, in cui trovano spazio eccellenze strategiche come il Parco del Conero e il Museo Tattile Statale Omero. E dopo l’esperienza di Pesaro, già Capitale della cultura nel 2024, come Regione Marche continueremo a sostenere con convinzione questo percorso, certi che Ancona stia rappresentando al meglio non solo se stessa, ma l’intero territorio marchigiano, la sua capacità progettuale e la sua vocazione culturale aperta al dialogo e al Mediterraneo».
«Siamo particolarmente lieti – evidenzia Marco Fioravanti, Presidente Anci Marche- che la candidatura di Ancona Capitale della Cultura 2028 possa proseguire il suo percorso e sia tra le finaliste. In quanto unica città marchigiana che concorre a questo titolo, rappresenta l’intero territorio regionale e siamo convinti che l’eventuale aggiudicazione avrebbe positive ricadute per tutti i comuni delle Marche. Sarebbe un successo che andrebbe molto al di là dei confini del capoluogo regionale e per questo come Anci Marche abbiamo sostenuto convintamente la candidatura e continueremo a farlo in tutte le sedi».«Essere tra le città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura – commenta il rettore Univpm, prof. Enrico Quagliarini– è motivo di grande orgoglio per Ancona e per tutta la comunità dell’Università Politecnica delle Marche. Nel cuore del dossier ci sono i giovani e gli studenti, protagonisti di un progetto che guarda al futuro attraverso la cultura, la formazione e l’innovazione. Il nostro Ateneo ha contribuito con passione e competenza alla progettazione di iniziative che trasformano spazi urbani, musei e il porto in luoghi di sperimentazione e creatività: laboratori digitali, hub per start‑up culturali. L’obiettivo è chiaro: costruire opportunità di crescita, lavoro e partecipazione, fare di Ancona una città viva per i giovani, motore di talenti e cittadinanza attiva. Noi ci siamo, con entusiasmo e responsabilità, per contribuire a realizzare questa visione».
Il dossier è stato predisposto da una direzione di candidatura, una squadra trasversale, multidisciplinare, in grado di connettere visione culturale, gestione progettuale e strategie europee in base ai seguenti ruoli: direzione culturale e governance istituzionale Marta Paraventi; direzione amministrativa Viviana Caravaggi; direzione creativa e progettazione Anghela Alò; innovazione digitale e università Paolo Clini; strategia europea e relazioni con i programmi UE Barbara Toce. In caso di vittoria il progetto, che si aggira intorno ai 7 mln di euro, sarà gestito a livello operativo da Marche Teatro, presieduto da Valerio Vico e diretto da Giuseppe Dipasquale e tra i soggetti che hanno presentato uno specifico progetto per Ancona 2028. Il programma culturale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 si articola in quattro macroaree progettuali ispirate al titolo di candidatura e alla morfologia naturale della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro, e si integra con le più avanzate strategie di rigenerazione urbana e con il piano urbanistico cittadino.
Il dossier presenta una strategia di rigenerazione culturale con respiro europeo, che unisce oltre ben ottanta progetti per valorizzare il porto naturale, il ricco patrimonio storico, i parchi cittadini e gli spazi urbani, declinando la cultura come strumento di coesione sociale, promuovendo l’interscambio transnazionale e il diritto alla fruizione accessibile e inclusiva, principio ispiratore del dossier grazie al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore. Le macroaree del dossier sono presentate dagli avatar di alcuni dei numi tutelari della città: Luigi Vanvitelli architetto della Mole che porta il suo nome, Ciriaco Pizzecolli padre dell’archeologia moderna, Stamira eroina cittadina e Franco Corelli celebre tenore anconetano. Un racconto identitario tra memoria e innovazione che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi intende reinterpretare il patrimonio storico e artistico di Ancona. Tra i progetti spicca il “Museo della civiltà del Mare Adriatico”, con la direzione artistica del tre volte Premio Oscar Dante Ferretti propone una narrazione unica del Mediterraneo Adriatico che coniuga storia, ambiente e linguaggi contemporanei per un pubblico internazionale. L’articolato programma del dossier include inoltre collaborazioni con molti direttori artistici e istituzioni di rilievo e la partecipazione del Maestro Andrea Bocelli alla cerimonia di apertura in caso di vittoria.
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