L’altolà di Troiani dopo la sfiducia:
«Presidenza spetta a Vince Civitanova,
non accetteremo forzature»

CIVITANOVA - Dopo la rimozione dall’incarico e il voto di mercoledì sera, l’ex presidente punta i piedi: «No a giochi di potere, vanno rispettati gli accordi di inizio legislatura, l'incarico va mantenuto alla lista, io a disposizione del centrodestra». L'unico altro consigliere eletto nella lista è Marino Mercuri

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Fausto Troiani

di Laura Boccanera

«La presidenza del consiglio spetta a Vince Civitanova, è un dato politico. Il nostro spirito non è certo quello di mandare a casa l’amministrazione né di trascinare la città alle urne, ma non è pensabile che venga assegnata ad altre forze politiche». Così parlò Fausto Troiani dopo un fine settimana frizzante nei partiti a seguito dell’esito del voto di consiglio di mercoledì sera che ha rimosso il leader di Vince Civitanova dalla presidenza del consiglio.

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Marino Mercuri

Un terremoto che ha mandato in fibrillazione la maggioranza, tanto che è stata ventilata l’ipotesi di riproporre il nome di Troiani alla presidenza. Un’idea che non è piaciuta non solo alla minoranza, ma anche a nutriti gruppi di maggioranza. E se la Lega e FdI scalpitano per occupare il ruolo che fu di Troiani, quest’ultimo mette un altolà.

«Vince Civitanova ribadisce che, secondo gli accordi post-elettorali dei partiti di maggioranza, l’incarico di presidente del consiglio comunale spetti al nostro gruppo. È un dato politico noto, assunto all’inizio della legislatura e mai smentito. Non siamo interessati a incarichi per “paghette” o per visibilità personale: ciò che ci interessa è il rispetto delle intese e degli equilibri che hanno permesso alla maggioranza di governare fino ad oggi. Il nostro spirito non è certo quello di mandare a casa l’amministrazione né di trascinare la città alle urne. Sarebbe controproducente per Civitanova e per tutti i gruppi della coalizione. Tuttavia, ci tengo a ribadire che non accettiamo forzature: gli accordi iniziali vanno rispettati, perché per noi la parola data ha un valore. Non è pensabile che la presidenza venga assegnata ad altre forze politiche: ciò altererebbe gli equilibri politici e tradirebbe le intese su cui è nata questa amministrazione. Restiamo disponibili a confrontarci e a condividere una linea comune, purché si mantenga rispetto e misura da parte di tutti».

Ma chi allora? Difficile ipotizzare l’altro consigliere disponibile di Vince Civitanova, Marino Mercuri presidente del consiglio, una candidatura che probabilmente non troverebbe l’ok della maggioranza, e quindi che sia possibile un Troiani bis? A meno che il voto non sia palese e non segreto pare arduo, ma l’ex presidente la butta là condita con la minaccia di andare tutti a casa e interrompere la legislatura qualora il nuovo presidente non sia di Vince. Però se la Lega rientra nella maggioranza (magari proprio grazie all’incarico di presidenza per Pollastrelli) i voti contrari dei soli Troiani e Mercuri non basterebbero per mettere sotto coi numeri Ciarapica.

«Sul piano personale, tengo a dire che non sono interessato a poltrone né a incarichi di rappresentanza – specifica infine Troiani – Non vivo la politica in termini di cariche, visibilità o convenienze individuali. Resto però a disposizione del centrodestra, con la stessa lealtà che ho dimostrato negli anni, e con la convinzione che una coalizione funziona quando ognuno mette al primo posto gli impegni assunti e la responsabilità verso la città. Chi vorrà assumersi la responsabilità di non rispettare tali accordi dovrà assumersi anche quella di modificare radicalmente il quadro politico, con il rischio concreto di vedere eletto un presidente dell’opposizione o, peggio ancora, di interrompere anzitempo la legislatura. Sono scenari che riteniamo dannosi e che non abbiamo alcun interesse ad alimentare. Per quanto ci riguarda, rimaniamo dove siamo sempre stati: seri, leali e coerenti».

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