
Foto d’archivio
di Gianluca Ginella
Due ragazzi di 14 anni accoltellati a Cingoli: uno trasportato in eliambulanza all’ospedale di Torrette e ricoverato con 60 giorni di prognosi, l’altro se la caverà con dieci giorni. A ferirli un 17enne che è stato individuato dai carabinieri e denunciato per lesioni e porto di coltello. I motivi di quanto successo sarebbero da ricercare in screzi tra i minorenni che andavano avanti da qualche giorno.
Una lite tra alcuni ragazzini minorenni degenera in un accoltellamento. I fatti sono avvenuti questa notte intorno alle 22 a Cingoli, in via Della Portella. In quel momento erano presenti alcuni minorenni di Cingoli e c’era anche un 17enne di un altro comune.
Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della stazione di Cingoli e della Compagnia di Macerata, i ragazzini da qualche giorno si stavano infastidendo e alla fine alle 22 di ieri la situazione è degenerata. Secondo quanto è stato ricostruito il 17enne durante una lite avrebbe tirato fuori un coltellino che aveva con sé e con quello ha ferito i due quattordicenni.
Uno di loro ha riportato lesioni lievi (prognosi 10 giorni). L’altro, rimasto ferito in modo più grave, è stato soccorso dal 118, intervenuto sul posto insieme ai carabinieri. Il ragazzino sarebbe stato ferito al fianco. Il personale dell’emergenza ha richiesto l’intervento dell’eliambulanza attrezzata al volo notturno.
Il minore ferito, una volta arrivato l’elicottero, è stato caricato sul velivolo e trasportato all’ospedale di Torrette, ad Ancona. Al nosocomio regionale il giovane è stato sottoposto alle cure e agli accertamenti del caso. La prognosi è di 60 giorni.
Le indagini dei carabinieri sono in corso e i militari avrebbero sentito alcuni testimoni del fatto per ricostruire l’accaduto. Da quanto emerso il 17enne che ha ferito i due ragazzini è stato denunciato (le indagini vengono coordinate dalla procura dei minori di Ancona).
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Le sostanze stimolanti, cocaina in primo luogo, portano ad aumentare sempre di più il livello dell’aggressività e a sottovalutare la portata delle proprie conseguenti azioni violente, specie nei giovani che (grazie al loro mondo popolato da videogiochi sempre più violenti, in molti dei quali vince chi stermina più nemici) pensano che la morte sia solo un gioco, dal quale si può uscire a piacimento.
Ecco che, su questa china perversa, le aggressioni a mani nude ai giovani non bastano più. I coltelli si portano dietro per darsi importanza e impressionare gli amici, ma, quando scatta la molla dell’aggressione violenta, magari per una stupidata o anche per qualche regolamento di conti in genere legato alla droga o a qualche ragazza, il coltello, se ce l’hai dietro, lo usi, e fai molto male a chi ne sopporta le conseguenze.
Questa volta non ci è scappato il morto, come in diversi altri casi che abbiamo trovato nelle cronache degli ultimi mesi, ma è solo per mera fortuna.
E intanto la cocaina continua a dilagare, distribuita a piene mani dalla criminalità organizzata che, dalle nostre parti, dalla costa all’interno, fa il bello e il cattivo tempo, alla faccia delle dichiarazioni pseudo tranquillizzanti di chi dovrebbe garantire la sicurezza pubblica.
Avvocato finché non si decide di mettere un timbro a fuoco sulla fronte degli spacciatori non si risolverà mai niente, tutto il resto sono solo chiacchiere.
Col coltellino fanno l’accoltellamentino per regolare il conticino.
Ma i genitori che fanno, non vigilano?
La “culpa in vigilando” si basa sull’articolo 2048 del nostro Codice Civile.
I genitori stipulino rigorosi accordi unilaterali con i figli prima di mettere loro in mano i coltelli.
Giorgi, gli ‘accordi unilaterali’ non esistono, così come non esistono il ‘ghiaccio bollente’, il ‘silenzio assordante’ e il ‘dolce dolore’. Sono ossìmori.
L’ossimoro è preferito dal mistico perché gli consente di esprimere qualcosa di ineffabile, perché è lo strumento migliore per parlare del non dicibile.
(Massimo Baldini)
Crescimbeni ha ragione. Basta tra droga, coltelli e chiacchiere sta diventando oggi giorno sempre più drammatico.